venerdì, 18 settembre 2009

TURKEY

Il mio amico "matto" è tornato in ufficio.

E' di un'intelligenza considerevole...ma putroppo "tecnicamente", non sappiamo quando siano diventati Suoi i guasti al cervello, ma ci sono ottimi e abbondanti e si inseguono con la sua genialità.

Da quando la sede di lavoro si è spostata ci ha fatto scoprire il gusto del degrado all'ora di pranzo, la quiete umida e un po' grassa di un bar tabacchi d'angolo con cucina casalinga. E' fermo agli anni '70, un bar d'epoca, magari rilevato da due famiglie piene d'entusiasmi giovanili e tuttora ben gestito con clientela decisamente affezionata.

C'è stato recentemente un musicista cantautore americano precipitato in disgrazia e in povertà, che ha atteso l'occasione per risollevarsi nella quiete di questi tavolini densi d'unto lombardo. Ovviamente il barbone (non alcolista) con il mio amico matto si sono parlati a lungo.

Il mio amico è mother tongue inglese e spesso sulle ragioni dell'albero genealogico che lo portano a parlare così bene quella lingua, per me, d'apprendimento difficilissimo, si dilunga e sbarella un poco.

Oggi avevamo altro da parlare...quando s'avvicina una delle cameriere, cinquantenne, un poco strizzata in vestiti da adolescente che metteno in mostra anche il suo senescere e chiede: "Come si dice tacchino in inglese ?".

Il mio amico matto risponde: "TàrqueJ" (mi mancano le lettere fonetiche) e io penso "questo lo sapevo anch'io...

La prima cameriera si allontana sorridendo dirigendosi verso il bancone e ripete "tarquei" tarque". Dopo passa la seconda e affronta il mio compagno del pranzo "Tu parli inglese ?" "Un poco" "Come si dice tacchino ?" "Turkey" come ? T u r k ey. Ora ripete con dizione più italiofona. Ah. Si rivolge al rubicondo barista, che ripete giulivo "tarkey, tarkey", come se l'avesse sempre saputo e momentaneamente dimenticato. Tutto il bar ora echeggia di quella parola...

Noi perplessi finché la prima interlocutrice, quella che più ha adottato il mio amico matto: "C'era un inglese, prima, ha chiesto cosa ci fosse nel panino e mio marito non lo sapeva...

" Così lui gli ha fatto il verso (gloglottare).

E l'inglese lo ha capito ?

"No".

Per la prossima volta, forse.

16:09 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (23) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

sabato, 31 gennaio 2009

SPECCHIO DEL REALE




Scatta il semaforo. Un operaio chino in un pozzetto tuffa metri di filo srotolandolo da una grossa bobina d'acciaio.
Nessuna fatica nel movimento, gira frenetica, poco, pochissimo l'attrito, il gesto segue il pensiero e la realtà degli oggetti s'adegua.
E' lavoro e fatica eppure sembra un'immagine finta: l'attrito esiste e ci consuma, come le sabbie portate dal vento bucano le statue.
Una lieve torsione del polso che impugna una manopola di gomma provoca l'aumento della combustione di un olio minerale e lo spostamento mio e del mezzo.
Dopo aver scoperto il fuoco, ora la civiltà in parte s'avvelena, non più col piombo degli acquedotti, ma con quello dei fumi.
Una voglia di fresco e di natura: chilometri per la garanzia di una boccata d'aria montana.
L'invenzione del cotto e la migrazione verso il sushi, la fiorentina, la tartare.
Il crudo è il ritorno. Fresco, animale, poi sopra la civiltà...l'elaborazione.

Lo spasmo e ci si dibatte nel quotidiano, saltare, ma respireremmo buttandoci verso l'acqua o risalendo più lontano da quest'onda ?

Beviamo ? Almeno un aperitivo ?

 Corno da caccia - Un cacciatore suona uno corno nelle campagne attorno a Dortmund, in germania (Ansa)


Corno da caccia - Un cacciatore suona uno corno nelle campagne attorno a Dortmund, in germania (Ansa)

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venerdì, 16 gennaio 2009

PERVICACIA

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Hyderabad: Aquiloni

Quando tutto sembra consigliare la repressione, un'autorepressione, una condotta esterna velata, una manifestazione di morale, a stupire il mondo compaiono casi limite che portano le genti a chiedersi: "Ma possibile ? Tutto vi consigliava diversamente e invece vi siete manifestati e bruciaste come falene sulla lampada"

Omosessuali in paesi integralisti, giornalisti in Russia, contestatori birmani, azionisti per i diritti Civili in Cina ed Iran, sindacalisti in centroamerica, suonatori e ballerine in Afghanistan, chiunque constatando la realtà si chinerebbe come il giunco per lasciar passare la piena o la vita intera.

Invece l'insopprimibile, l'orgoglio, la necessità di essere comunque qualcosa porta a mostrarsi, a rimanere mentre il cerchio si chiude, forse per qualcosa, per il futuro, per i posteri, per rispettarsi.

Forse ognuno, da qualche parte ha nascosta una parte di Shabana, artista massacrata in questi giorni a Nord di Peshawar; I Talebani sono sempre più vicini alla porta.

Sono pronta a ballare, sono nata per questo e se devo ne morirò.

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lunedì, 12 gennaio 2009

MEMORIA

Raccontano che dopo un crollo, che aveva sepolto i partecipanti di un banchetto, fu "inventata" la memoria.

Uno scampato, un poeta ricordava la disposizione di tutti gli invitati. Mnemosyne.

Utilizzo la tecnologia da zappatore del sistema.

L'ultima macchina fotografica contiene le immagini di più di un anno di vita.

Quanto cambiano le foto, persone che non ci sono più a vario titolo, cambi di prospettive e tutto in quella scatola di obiettivi e soprattutto memorie di dinamiche storico-sentimentali.

E scatto dopo scatto, senza impressioni e senza bruciare pellicola ma solo progressivamente allontanandosi istante per istante, la mia vita, la nostra vita va avanti.

Qualcosa si perde, forse i sali d'argento si fissavano meglio.

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NANTES: Mondiali di Biliardino

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martedì, 16 dicembre 2008

DIALETTICA DEL DELIRIO


Nessuno (o forse pochissimi rispetto alle masse tese allo sforzo) riesce a fare, raggiungere o ottenere qualcosa , eppure tutto continua ad andare avanti..

La falciatura va eseguita con movimenti circolare, ritmati e precisi. In questo modo si tagliano gli steli più vicino al terreno, ma sempre al di sopra dei sassi che possono danneggiare la lama affilata
Un falciatore professionista con la falce ammucchia le messi tagliate in una catasta ordinata.

Alla fine della mietitura l’abilità può essere provata caricando il carro con il forcone.
I più bravi riescono a caricare il fieno disteso fino a tre metri d’altezza.

La fragile costruzione deve resistere agli scossoni della strada dal campo alla stalla senza crollare.

Dal ritmo e dal metodo una costruzione fragile, che qualche tempo resiste e nel frattempo si formano i muscoli al falciatore.

Il mistero della dialettica consiste nel fatto che a dispetto di tutti le mete mancate, alla fine viene fuori un piccolo successo o un progresso di un giorno, che permette di andare avanti, anche se forse nessuno capisce come e perché.

Ma le spighe seguono il loro destino d’essere tagliate e poi alla fine molto tempo dopo, anche i falciatori soccombono.

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23:36 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 24 ottobre 2008

L'omissione può essere bontà ?


Sono arrivato tardi in pizzeria, c'erano le "mamme-chic" della classe di Attila.

Ormai la preoccupazione del fatto che non vi siano altri padri presenti è un retaggio del passato, non c'erano, come sempre...

ieri sera poi, mi hanno detto, giocava l'Inter contro una squadra cipriota.


C'erano macchine ovunque (Corso 22 marzo) e lo scooter ha richiesto una manovra da miniaturista per il parcheggio. Purtroppo non riuscita: in un passaggio angusto ho fatto cadere una bicicletta.


Fermo lo scooter, sistemo le borse dello spinning e tiro su la bicicletta:
"Cavoli ! Questa bicicletta ! Carina, bel lucchetto...certo che "babba/o" il/la proprietario/a perché non l'ha legata al palo e solo a se stessa ? "


Scendo nel caveau della Pizzeria chiacchiere varie...sono il solito cabarettista, scelgo il lato più facile, dall'altra parte c'è la "nana bastarda", una mamma che odio, anzi si può dire odiamo, essendo un sentimento comune con mia moglie ed altre mamme meno nelle mie simpatie,
 
Di qua ci sono Antonella, Agostina, Elisabeth e Nicoletta, si ride e si scherza. Mangio la pizza.
 
Usciamo, sul presto, saluti e una mamma (se non sbaglio un direttore pubbliche relazioni di un gruppo di Grande distribuzione) si allontana e torna fra lo stupito e l'affranto: Lla mia bicicletta...! Me l'hanno rubata !"
 
"Era qui....valeva più il lucchetto della bicicletta...100 euro di lucchetto, come avranno fatto a tagliarlo ?"
 
"Certo rubano le biciclette come niente....è pazzesco poi il lavoro e dire che era in piena luce su Corso XXII marzo ! "  
 
Ho evitato di dirle che non l'aveva legata al palo...ormai il danno l'aveva subito, perchè colpirla sull'autostima e indurla a pensare che un poco, se l'era meritato ?
 
Ho omesso e ora ce l'ha con il mondo, più che con se stessa.

Sono buono

 

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Aleksandra Mir: Aereo Gonfiabile
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Talvolta mi sento un poco l'Amelie Poulain dei poveri

15:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (26) | Segnala | Tag: altruismo, socialità, attila | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 25 luglio 2008

DIARIO ASTRALE DEL CAPITANO KIERKEGAARD.

Nel quadrante Qoppa della nebulosa del cigno, si osservano verso le 3 a.m. delle nottate di insonnia, la distorsione spazio temporale permette di osservare la peregrinazione collettiva delle anime dell'universo sospese nel dormiveglia.
Un moto mimetico della precessione degli equinozi è ripetuto metodicamente con uno schema di percorso a spirale sugli anelli dei pianeti gemelli Phobos e Ireneos, finchè, per forza centrifuga della rivoluzione, alcune anime, le più periferiche e fortunate vengono precipitosamente scagliate all'indietro verso i loro padroni...che raggiungono, grazie a questo, lo stato di beatitudine attraverso il sonno.
Dormite animelle belle che domani c'è frittura coi carciofi....sognate le persone delle parti, le mani, i volti...costruite le persone dei sogni e i piedi, soprattutto i piedi.
Ricordo dei piedi lunghi e stretti come quelli di scimmie, l'equilibrio non era il migliore. Quelli forati dell'amore per la madre, la base dell'occidente. Altri teneri e cicciottelli che te li saresti mangiati in un panino.


I miei sono corti e larghi avvitati su caviglie quadrate....

Gli dei ed eroi dell'antica Grecia qui riverberati nel mondo piccolo borghese, forse Tantalo è il più vicino.

Non si è a caso paradigma.

I piedi non mentono sono come le persone e le scarpe s'adeguano, talvolta martirzzandoli nel sacrificio.

Narra una famosa Storia Zen di tigri all'inseguimento di un malcapitato finito su un burrone e di com'era dolce quella fragola, prima di essere ingerito a sua volta.

Ecco invece che comincia l'estate feriale, il tempo scorrendo m'ha preso alla gola e il silenzio astioso m'ha schiacciato in serata, ma di quel bacio strappato nessuno mi toglierà il sapore...

E se non v'addormenta questo, andate a lavorare...chè io non ne ho voglia.

Chissà come finirà...

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ANDY WARHOL IN SLOVACCHIA
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Oh in Ohio
telefonate col cellulare
può far del bene

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mercoledì, 18 giugno 2008

PIETAS

Il viso aguzzo, gli occhi puntati di spillo. Diffidenza contadina vicina alla stupidità, volto quasi da uccello, una donna di montagna povera, forse del Sud, Calabria o interno della Sicilia forse.

L’ho incontrata mille volte, abita nei dintorni, forse con una sorella, forse un’altra vecchia con lo sguardo duro…o una cognata ? Mai un’occasione di vicinanza, dialogo, chiacchiere.

Solo so che è lei e se la vedessi in Polinesia o in crociera direi “abitiamo vicini” per ritrovarmi osservato come se fossi un malfattore, un imbroglione.

Spesso la gente non vede, non guarda o almeno non osserva come me.

Il solito percorso verso il garage, anzi stavolta mi fermo al bancomat.

Vedo verso l’angolo, qualche metro più in là un piccolo capannello, è lei parla al telefono, lo sguardo fisso, la gente attorno sembra consolarla.

Non capisco se parli davvero al telefono o racconti qualcosa alle persone raccolte attorno a lei.

E’ orientata sempre con lo sguardo verso il basso e verso la vetrina di uno dei negozi.

Ho prelevato. Mi avvicino.

Il negozio è il veterinario.

Sento un brandello di conversazione: “…mi sono svegliata e non si muoveva, era fermo…”

Guardo anch’io nella stessa direzione. Il negozio è il veterinario.

Sullo scalino di marmo, un mucchietto di pelo depositato.

Gli occhietti come bottoni, semiaperti. Il cane è morto, nessun veterinario lo può salvare.

La signora con il viso aguzzo, lo ha portato, lo ha depositato, ma non per terra, sul marmo elegante.

Ora lo racconta, lo racconta al mondo e piange, un pianto dignitoso e trattenuto, ma continuo.

Mentre passo oltre, un’altra signora si ferma, s'intenerisce, chiede e il racconto ricomincia.

Nella “fredda Milano” c’è ancora voglia di condividere dei sentimenti, anche la mattina.

 

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Kolkata: Buco
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Guida per riconoscere i tuoi santi di Dito Montel

podcast
Monteverdi:Orfeo e Euridice. Tu ch'innanzi morte

10:20 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (43) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 17 marzo 2008

ORBITE EVOLUZIONISTICHE

Una libbra di carne fresca è un concentrato d’energia.

Il disfacimento che lo sovrasta è nella natura della vita, ma può trasformarsi ancora in carne e sangue e rimandare all’immagine dell’universo cui è stata strappata.

Una libbra di carta è qualcosa di indefinito e  le cause e gli effetti della sua esistenza possono essere imprevedibili.

La pergamena rimanda alla natura di entrambe le cose citate.

Tre libri di pergamena, erano incardinati in sale che si susseguivano all’interno del maggiore nel complesso di templi circolari posti sulla riva del fiume.

Ogni grosso rotolo girava al vertice superiore su una volta stellata dipinta sul soffitto, mentre quello inferiore, incapsulato d’argento per reggere il peso, poggiava su un comodo incavo, dalla forma rotonda che s’allungava stringendosi in due estremità, una matrice, uno yoni.

Prima era stata in fuga, poi mentre i nemici, la storia e l’ansia l’abbandonavano era arrivata vagando ai templi.

I primi giorni aveva soltanto goduto del posto coperto e poi si era avventurata all’interno, anche le emozioni l’avevano in gran parte lasciata.

Sentiva il posto suo e vi si installò, presto gli abitanti del villaggio più vicino cominciarono a lasciarle qualche frutto della terra..

Il primo libro che incontrò la sorprese e sulle prime non riuscì ad avvicinarsi.

Toccandolo sentì una lieve scottatura, ma irradiava una luce calda e decise di riprovare, erano piccole le lettere ed un bastoncino che terminava come una piccola mano aiutava a seguire lo scritto.

La concentrazione intensa le impedì di sentire che un vento, un soffio chissà da dove scaturito l’accarezzava, l’intera sua figura sentiva di esistere, il fresco inturgidiva i capezzoli ed ogni suo pelo veniva cullato da una guaina avvolgente.

Proseguì per tutta la notte, si bastò da sola, felice.ed all’alba s’addormentò tranquilla e si svegliò sorridendo.

Il secondo libro era in una stanza meno misteriosa, una luce entrava densa dall’alto ed irradiava proprio la pergamena dandole il colore dell’oro,

Il rotolo si poteva toccare e leggere ad occhi aperti, e mentre  si svolgeva il sangue le pulsava forte ed in alcuni passaggi, sentì più volte il bisogno di passare le mani sul suo corpo, controllo, contatto, sfogo della tensione, era così intenso il coinvolgimento che si scordava fossero sue, sentiva bisogno di un uomo, di un maschio.

Il sorriso del giorno successivo era radioso.

L’equilibrio che aveva trovato era migliore di quello che avesse mai avuto, unico pensiero era quale potesse essere la prossima sorpresa e se ve ne fosse una.

Questo un poco la turbava.

La stanza successiva lievemente più in basso si caratterizzava per un tepore fluido progressivo, il calore aumentava ed il libro magneticamente l’attirava a sé.

Parti più grandi del suo corpo dovevano, dovevano necessariamente entrare in contatto con quella pergamena, nuda si spalmava contraendosi aritmicamente sulle parole e le sentiva, leggeva col corpo ad occhi chiusi.

Sentiva bisogno di un dio, un dio vicino non necessariamente umano, ma funzionale quanto basta per essere possederla ed in qualche modo, nell’estasi di completa natura animale da baccante, l’incontro ci fu.

Il giorno successivo scese altri gradini e trovò una stanza vuota.

Sul principio si disperò, poi capì che anche lei era un libro, scritta da altri, ma pronta a prendere una vita diversa, ogni giorno, a seconda di chi viene a leggere.

 

E combattendo alla maniera dei Parti Arsacidi scagliano con perizia dardi fuggendo.

 

Buona Pasqua.

 

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Meycauayan, nord di Manila: Si assembla un gioiello
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                                                  Gloria di John Cassavetes (USA 1980)

Grossi problemi.

altro che nodo gordiano,

spara allora !

podcast
  Ivo Pogorelich -Domenico Scarlatti- Sonaten -11 -K. 450

 

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sabato, 09 febbraio 2008

DIDATTICA POLITICA

Prima c’erano dei ricordi oscuri, film sul medioevo, reale o fantastico, un Artù, forse qualcosa minore sulla disfida di Barletta, vogliamo metterci una Canzone d’Orlando con Gano di Maganza, mettiamocela.

Un frammento di emozione violenta si è installato saldamente nella memoria:

Era un film western, gli indiani erano tanti, buoni no, perché ancora non si era al politicamente corretto, erano altro da noi, ma giusti di una giustizia selvaggia (Temi avrei saputo piuttosto che Dike).

La tribù aveva attaccato e compiuto massacri, ma uno dei giovani guerrieri aveva trascinato altri del gruppo in azioni di particolare efferatezza, aveva portato più che disgrazia, il disonore, sono convinto che c’entrasse il tradimento.

La tribù prima di subire l’intervento “divino” delle giacche blu si depurava e dopo un breve giudizio, lasciava il colpevole al centro e lo fucilava con gli archi.

Dovevo aver distolto lo sguardo, l’emozione troppo forte, forse la polipenetrazione dell’esecuzione, il corpo trafitto di frecce ovunque, chissà come desublimata nell’infanzia e la nudità esibita dagli indiani mi turbarono oltremisura, visto che allora nei primi anni settanta, non c’era sicuramente alcuno splatter nei film trasmessi dalla RAI, persino il colpevole in quell'ultimo atto passivo mi sembrava che capisse l'abiezione in cui era caduto e approvasse la pena.

Più che per effetto del catechismo, grazie a questo ed altri film, crebbi convinto che anche quando i tradimenti erano coronati dal successo, quando le spie riuscivano a creare tragedie nel campo dei buoni, comunque la loro mercede era la soppressione immediata, schiacciati come scarafaggi nemmeno come serpenti e che anche loro nell'attimo della morte, senza nessuna catarsi salvifica, comprendessero l'inferno cui erano condannati in eterno e l'attimo di soppressione annichilente del momento.

Contemplo crisi politiche, storie pubbliche, transfughi, farsi vanto delle loro fughe, dei loro cambiamenti di posizione ed io m’aspetto sempre che qualcuno li lasci nell’angolo, li respinga, magari una coltellata.

Invece niente, un sorriso televisivo e la peggiore fetenzia è perdonata in fretta, tutti amici come prima, per sempre ad abbracciarsi felici.

E Mastella, solare, sorride

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Betrayed di Constantin Costa Gavras (USA 1988)

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 Cupa notte a Sud Radici di violenza

Gente comune

 



podcast

Paolo Conte-Fuga all'Inglese

00:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | Tag: politica, emozioni, infanzia, radici | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 23 dicembre 2007

CRISTO

Un respiro, un tempo vuoto sempre più lungo, l’ansia. Un sospiro, l’affanno.

Un altro scambio di ossigeno, l’interrogativo negli occhi: sentire un altro gonfiarsi, accade ancora un’altra volta e quel che è natura scontata, ogni volta nella sua ripetitività appare meno scontata.

L’attesa dell’inevitabile, mentre la speranza culla gli ultimi minuti.

Il disfacimento dell’individuo in forme più elementari ed il passaggio all’immateriale apparente ed è solo infinitamente piccolo, i mattoni dell’esistenza.

E’ la sofferenza l’unica possibilità offerta del mondo fluttuante di ricordare che quella vissuta è davvero realtà ?

La parca che taglia il filo è un lusso che pochi possono permettersi e nessuno percepire come avvicendarsi.

Quella persona comparsa è un ricordo di qualcosa vissuto davvero ?

Invece la passione della gente normale, la decadenza in cicli sempre più annichilenti, alimenta la nostra certezza di essere oggi ed il dolore, permette fra una cure e l’altra di guardare negli occhi; un altro respiro, c’è ancora un soffio.

Prendiamoci per le mani, ti s’accompagna, una barchetta di carta poggiata sull’acqua, almeno quella calma.

C’è il buio che ci circonda, ma ci sono le stelle, un sorriso. Ora c’è pace.

Vai pure, ti trattiene il nostro egoismo, basta con questa sofferenza, ci rivedremo.

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MOSCA-ALBERO DI NATALE
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21 Grammi di Alejandro Inarritu
Nascite e Morti
ciclica necessità
quanto dolore.
 FONDAMENTALE

Ben se' crudel, se tu gia` non ti duoli pensando cio` che 'l mio cor s'annunziava; e se non piangi, di che pianger suoli?

Siamo piccole foglie fragili e dobbiamo convivere con questo pensiero.

podcast
COMMUNARDS: Don't leave me this way

17:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | Tag: nascite; morti; famiglia | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 04 dicembre 2007

SYNCHRONICITY

 

Non si trova l’albero di Natale !

Non c’è nella prima cantina non c’è nella seconda, restano la cantina dei suoceri e quella dei miei a Paperopoli, in ordine progressivo di improbabilità.

Ricontrollo dall’inizio, sposto valigie incellophanate, pezzi di un letto da bambino, ventilatori smontati, infilati dentro vasi di terracotta della precedente padrona di casa.

Poi la seconda, c’è il frigorifero, mi accompagnano Attila e Charlize, ritorniamo alla prima, non c’è, dove sarà.

Il timer spegne le luci, rimaniamo nel buio quasi totale:

Bimbi datemi la mano, non c’è da avere paura, datemi la mano, che vi faccio vedere come si esce…Ecco vedete, con calma, un corridoio, un altro, quella che intravedete è la porta delle scale, lì c'è la luce

Grazie, che bello, sei proprio un bravo papà

Entrambi esclamano eccitati, un’avventura che li ha fortificati, molto nella fiducia nel loro padre (vede al buio !).

"Adesso torniamo di sotto e se si spegne rifacciamo la stessa scena, ma adesso ancora
più tranquilli, avete esperienza."

Il tempo a nostra disposizione scade, "bravo papà", ma l’albero non si trova.

Vabbè, Attila sta a casa, convinco Charlize ed andiamo a Paperopoli, ispezioniamo la cantina.

Charlize è incuriosita dalle cantine, ha visto Ratatuille e sarebbe tentata di vedere un topolino.

Entriamo nel seminterrato, questa cantina è improbabile che nasconda topolini e purtroppo alberi di Natale.

Salgo a controllare il prossimo abbandono del sito da parte delle miei cugine, caldeggerò che venga affittata la casa dove sono cresciuto, girello con Charlize, accendo la Tv sposto cose.

Passa una mezz’oretta: “Dài usciamo”.

La bimba è già in ascensore, prendo le chiavi, suona il telefono di una casa ormai non mia:

Pronto sono Rosalba…ho visto le luci di casa, pensavo ci fossero i tuoi


Rosalba, mente meravigliosa, studentessa  modello, lavoratrice part-time per non pesare sulla famiglia, politicamente impegnata, infaticabile negli impegni, era giunta a Parigi per un congresso internazionale, l'eccitazione, tre giorni di  onnipotenza, era stato un flash della mente, si parlò di attacco di schizofrenia poco prima dell'ormai prossima laurea in Bocconi, un gioco  dell'oca la riportò al via, forse per una decina d'anni. Uno spreco da  domandare vendetta a Dio.

Ripresa faticosamente, ma quanto minata nelle fondamenta.
 

Poi la vita divisa, Milano difficile da seguire e lei che era già andata lontana.

Ecco che per caso telefona nel momento quando non sarebbe logico trovarmi e dove non dovrei essere, un senso meraviglioso di questa ricerca.

Ecco che preso per i capelli l'attimo, ella telefona nel momento quando non sarebbe logico trovarmi e dove non dovrei essere, donandomi un senso meraviglioso di questa ricerca.

Forse uno spirito degli alberi (di Natale) mi ha spinto a rimanere a  rinnovare il contatto.


Stava bene, sabato, Rosalba ed anche sua  sorella, ora, sta bene.

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PECHINO- VOLTEGGIO

Ah, poi l’albero l’ho trovato in extremis, domenica mattina, si era nascosto fra le piantane dei ventilatori, ma io non gliene voglio, ora è di fronte a me, tutto acchittato, mi strizza l'occhio complice.

 

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La piccola bottega  degli orrori di Frank Oz (USA 1986)
 
Nera l'anima
talvolta hanno le piante   
anche i dentisti
 
(dicono che hanno un'anima anche loro)

 

 


podcast
Con un titolo del post così  difficile scegliere un'altra musica.

00:45 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (51) | Segnala | Tag: inaspettato, speranze, ricerche, educazione | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 17 luglio 2007

VENDETTA

Il pensiero è nemico dell'azione.
L'occhio, la percezione, il movimento...qualcosa di realmente esistente e pulsante al di fuori del proprio io.
Più che altro la riflessione ed il pensiero di causa ed effetto dell'altro, di tutto il resto dell'universo che gioca nell'altra squadra, protetta da un dio, certamente esistente e malevolo.
Direi che questo dio ha un odio antico e crasso, non pago di vincere nel confronto con il mio singolo essere finito si diverte ad umiliarmi con l'immensità, ma anche col piccolo, il minuscolo ed io vulnerabile languo ferito nel profondo, ma anche in superficie.
Subitanea ed effimera la vendetta, l'agro piacere indifferibile e irrinunciabile, il gesto fatale, di nessun momento per il soggetto attore, eppure gravido e denso di sangue.
La fine, la fine del gioco attuale è il mio inizio.
Guardo verso il nulla, l'atarassia ed il tao, non c'è differenza fra soggetto ed oggetto, fra braccio e bersaglio, yin e yang.
Io posso essere il loro Dio distante e dispensare la vita e soprattutto...la morte.
Schiacciata sul muro !
Voleva fuggire la stronza !
CAZZO, quest'anno colpire una zanzara è ancora più difficile
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SAN FIRMIN
Film di culto evocato: Brivido Caldo di Lawrence Kasdan Usa 1981-
con William Hurt e Kathleen Turner entrambi, allora, in grandissima forma,
specchio di tutte le "sudate estati" vissute e da vivere.
Eccheveloconsiglioafare ?
L'imperfetto del reale
accende il torbido fuoco della passione
 estreme conseguenze
dolce autodistruzione
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Scosse in Giappone
errore di calcolo
nasce Godzilla

18:10 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (64) | Segnala | Tag: sudore, godimento, calore | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 08 giugno 2007

DIMOSTRAZIONI GEOMETRICHE E NON

 

Un piccolo meteorite aveva centrato il number One, l’aereo presidenziale degli Usa in viaggio verso Roma.

Proseguendo la traiettoria, con un percorso, il cui segmento si era rivelato, in seguito, precisamente la sezione aurea dall’entrata in atmosfera, aveva colpito con precisione millimetrica gli appartamenti papali, causando pochissimi danni collaterali, soprattutto alla storia dell’arte, ma eliminando sapientemente gli elementi più retrivi della gerarchia ecclesiastica.

La gioia dei credenti nella concorrenza, nell’aver scelto la religione “giusta”, era stata vaporizzata, in breve, da una pioggia di frammenti silicei, nessuno dei quali sciaguratamente nero (nessuna Mecca Bis),  che aveva messo a tacere vari propugnatori dell’integralismo islamico, mentre su alcune capitali e sulle città sante era apparsa, seguendo più o meno la fisica dei frattali, la scritta in Inglese, francese, Urdu, Parsi ed Arabo classico: “ E basta, che diamine !”.

 

I capi scampati di tutte le sette religiose si presero, contemporaneamente un periodo di meditazione entro caverne di granito o di corallo.

Perlopiù cercavano di fare il vuoto nella loro mente, si astenevano anche dal pensare.

Ormai acclarata l’esistenza dell’Entità attorno alla quale si affannavano da millenni, tempo dopo, alcuni cercarono di ripristinare l’Ordine che tanto bene aveva fatto all’umanità.

In Italia il concilio elesse Papa, un frate guatemalteco che, già in odore di santità e sincretismo, salito al soglio pontificio, scelse, a maggior riprova verso le altre religioni, il nome di Pietro Ashok Siddharta I .

 

C’era molta attesa per il discorso che avrebbe rivolto in Mondovisione alle folle osannanti, anche perché, per non rischiare, da circa un anno nessuna autorità pronunciava sermoni, meno che mai circa la moralità.

Nel dubbio di essere inceneriti per qualche peccato, non ben specificato, i popoli ed i singoli, tutto sommato, si erano comportati abbastanza bene…meglio certamente di prima, il mondo non era sprofondato nell’anarchia degli ultimi giorni…ma non si poteva mai dire.

Era una fulgida giornata di sole con appena un accenno di brezza, quando Pietro Gautama I cominciò:

 

“Quanto era da dimostrare circa il soprannaturale, si è manifestato e sicuramente secondo giustizia.

Per tutto il resto non so e non vorrei manipolare  i pensieri di nessuno, ma vorrei  consigliarvi questo:

 

Cercate di amarvi l’un l’altro, perchè è meglio questo che odiare, almeno di volervi bene e se non ci riuscite ignoratevi od allontanatevi da coloro che conoscete- anche se per qualche bizzarria fate parte della stessa famiglia- meglio essere lontani e doversi cercare, che essere vicini e non sopportarsi.

 

Cercate di voler bene solo a chi vuole riceverlo e sa di volerlo ( Capito con i bambini – niente !) perché forzare qualcuno anche per desiderio credo che faccia arrabbiare qualsiasi Dio.

 

Mangiate pure quel che vi pare, magari è meglio mangiarne meno carne (soprattutto per voi occidentali), impoverisce il pianeta e danneggia la circolazione, si possono trovare le proteine anche in altri cibi.  L’importante è spesso che le cose vengano lavate con acqua pura e cucinate- a mio parere- Niente fa male in assoluto.

 

Già che ci siete se riuscite a lavarvi potreste diminuire di molto le malattie, senza che diventi una mania e senza esaurire l’acqua che nel pianeta siamo tanti e la sete aumenta.

 

Infine i rapporti sessuali, che tanto hanno occupato le religioni finora, intratteneteli con chi volete e quando, dello stesso sesso, diverso, a due a tre, a gruppi, credo che Dio o gli dei si preoccupino, nel caso, di altre cose.

 

. State attenti che se stando vicini ci si trasmettono malattie, stando molto vicini, come nel caso della pratica del sesso, è anche più facile contagiarsi; per quanto si possa star bene, e non dubito che si stia parecchio bene,, c’è  il pericolo forte, che ci si metta di mezzo la pulsione esclusiva o meglio l’amore ed anche quello fa soffrire…molto.

 

Nel caso di dubbi aprite il vostro cuore al prossimo, parlate, confrontatevi e provate a discutere, malgrado l’istinto che ci porta, tanto naturalmente, alla violenza, magari l’evoluzione potrebbe portarci verso qualcosa di eticamente preferibile.

 

Divertitevi e cercate di essere sereni…”

 

 

Malgrado l’assenza di particolari tracce d’umidità, i testimoni narrano della presenza di un arcobaleno, nel cielo, alla fine del discorso.

 

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COLONIA: SONNO EVANGELICO

Nel caso di almeno una prova dell’esistenza di un Dio auspicabile (mica lo voglio cattivo o che salvi 42,520 persone !), sono pronto a pentirmi o convertirmi ed evocare l’anima di Ghost Bill, costringendolo a tenere un sito od un blog di forte sentimento religioso.

 

 

 

23:26 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (59) | Segnala | Tag: religione, storia, fantastico | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 25 maggio 2007

NUNZI

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La parete scoscesa, respira dai tanti fori praticati ad accentuare la natura friabile, l'ultima pioggia invernale si è dischiusa in un arcobaleno.

Rinasce la terra e posso finalmente spiegare le ali, il vento della primavera è il nostro respiro e come colombe ci affolliamo nei nostri luoghi preferiti ed anche quando abbiamo raggiunto la maturità, resta sempre un senso giocoso e quasi infantile di gioia a segnare la svolta.

Le nostre abitazioni, i nostri nidi ci hanno fatto passare l'inverno, ma ora, ora siamo veramente liberi.

La natura, Dio o chi per lui è stata generosa: essere mammiferi e dotati di ali è una tale fortuna.

Certo concepire è difficile e le coppie non sono molto prolifiche, questione di natura aerea del sentimento e di disfunzioni genetiche dovute forse alla situazione di mezzo fra il mondo aereo e quello terreno...fatto sta che la fecondazione richiede abnegazione, sprezzo del pericolo e tantissima applicazione e frequenza.

Questa la ragione del tanto impegno nella riproduzione e nella necessità della frenetica attività copulativa:

ogni anfratto è buono, ogni albero è un'orgia, talvolta dei cespugli tubano, gonfi di sospiri.

Ragioni eugenetiche e la difficoltà cui si alludeva, consigliano la scarsa selezione degli incontri e il Kamasutra conosce varianti aeree impossibile agli umani, per esempio talvolta planiamo assieme in valli soleggiate e ci accoppiamo anche in volo.

Come colombai le nostre valli risuonano di suoni strozzati e talvolta le grotte sembrano sospirare- 

E che non mi si venga a parlare con ironia e sufficienza del sesso degli angeli !

 

16:40 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (88) | Segnala | Tag: colombai, sorrisi | OKNOtizie |  Facebook