venerdì, 25 luglio 2008
DIARIO ASTRALE DEL CAPITANO KIERKEGAARD.
Nel quadrante Qoppa della nebulosa del cigno, si osservano verso le 3 a.m. delle nottate di insonnia, la distorsione spazio temporale permette di osservare la peregrinazione collettiva delle anime dell'universo sospese nel dormiveglia.
Un moto mimetico della precessione degli equinozi è ripetuto metodicamente con uno schema di percorso a spirale sugli anelli dei pianeti gemelli Phobos e Ireneos, finchè, per forza centrifuga della rivoluzione, alcune anime, le più periferiche e fortunate vengono precipitosamente scagliate all'indietro verso i loro padroni...che raggiungono, grazie a questo, lo stato di beatitudine attraverso il sonno.
Dormite animelle belle che domani c'è frittura coi carciofi....sognate le persone delle parti, le mani, i volti...costruite le persone dei sogni e i piedi, soprattutto i piedi.
Ricordo dei piedi lunghi e stretti come quelli di scimmie, l'equilibrio non era il migliore. Quelli forati dell'amore per la madre, la base dell'occidente. Altri teneri e cicciottelli che te li saresti mangiati in un panino.
I miei sono corti e larghi avvitati su caviglie quadrate....
Gli dei ed eroi dell'antica Grecia qui riverberati nel mondo piccolo borghese, forse Tantalo è il più vicino.
Non si è a caso paradigma.
I piedi non mentono sono come le persone e le scarpe s'adeguano, talvolta martirzzandoli nel sacrificio.
Narra una famosa Storia Zen di tigri all'inseguimento di un malcapitato finito su un burrone e di com'era dolce quella fragola, prima di essere ingerito a sua volta.
Ecco invece che comincia l'estate feriale, il tempo scorrendo m'ha preso alla gola e il silenzio astioso m'ha schiacciato in serata, ma di quel bacio strappato nessuno mi toglierà il sapore...
E se non v'addormenta questo, andate a lavorare...chè io non ne ho voglia.
Chissà come finirà...


01:01 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (19) | Segnala | Tag: amore, mito, tragedie | OKNOtizie |
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lunedì, 17 marzo 2008
ORBITE EVOLUZIONISTICHE
Una libbra di carne fresca è un concentrato d’energia.
Il disfacimento che lo sovrasta è nella natura della vita, ma può trasformarsi ancora in carne e sangue e rimandare all’immagine dell’universo cui è stata strappata.
Una libbra di carta è qualcosa di indefinito e le cause e gli effetti della sua esistenza possono essere imprevedibili.
La pergamena rimanda alla natura di entrambe le cose citate.
Tre libri di pergamena, erano incardinati in sale che si susseguivano all’interno del maggiore nel complesso di templi circolari posti sulla riva del fiume.
Ogni grosso rotolo girava al vertice superiore su una volta stellata dipinta sul soffitto, mentre quello inferiore, incapsulato d’argento per reggere il peso, poggiava su un comodo incavo, dalla forma rotonda che s’allungava stringendosi in due estremità, una matrice, uno yoni.
Prima era stata in fuga, poi mentre i nemici, la storia e l’ansia l’abbandonavano era arrivata vagando ai templi.
I primi giorni aveva soltanto goduto del posto coperto e poi si era avventurata all’interno, anche le emozioni l’avevano in gran parte lasciata.
Sentiva il posto suo e vi si installò, presto gli abitanti del villaggio più vicino cominciarono a lasciarle qualche frutto della terra..
Il primo libro che incontrò la sorprese e sulle prime non riuscì ad avvicinarsi.
Toccandolo sentì una lieve scottatura, ma irradiava una luce calda e decise di riprovare, erano piccole le lettere ed un bastoncino che terminava come una piccola mano aiutava a seguire lo scritto.
La concentrazione intensa le impedì di sentire che un vento, un soffio chissà da dove scaturito l’accarezzava, l’intera sua figura sentiva di esistere, il fresco inturgidiva i capezzoli ed ogni suo pelo veniva cullato da una guaina avvolgente.
Proseguì per tutta la notte, si bastò da sola, felice.ed all’alba s’addormentò tranquilla e si svegliò sorridendo.
Il secondo libro era in una stanza meno misteriosa, una luce entrava densa dall’alto ed irradiava proprio la pergamena dandole il colore dell’oro,
Il rotolo si poteva toccare e leggere ad occhi aperti, e mentre si svolgeva il sangue le pulsava forte ed in alcuni passaggi, sentì più volte il bisogno di passare le mani sul suo corpo, controllo, contatto, sfogo della tensione, era così intenso il coinvolgimento che si scordava fossero sue, sentiva bisogno di un uomo, di un maschio.
Il sorriso del giorno successivo era radioso.
L’equilibrio che aveva trovato era migliore di quello che avesse mai avuto, unico pensiero era quale potesse essere la prossima sorpresa e se ve ne fosse una.
Questo un poco la turbava.
La stanza successiva lievemente più in basso si caratterizzava per un tepore fluido progressivo, il calore aumentava ed il libro magneticamente l’attirava a sé.
Parti più grandi del suo corpo dovevano, dovevano necessariamente entrare in contatto con quella pergamena, nuda si spalmava contraendosi aritmicamente sulle parole e le sentiva, leggeva col corpo ad occhi chiusi.
Sentiva bisogno di un dio, un dio vicino non necessariamente umano, ma funzionale quanto basta per essere possederla ed in qualche modo, nell’estasi di completa natura animale da baccante, l’incontro ci fu.
Il giorno successivo scese altri gradini e trovò una stanza vuota.
Sul principio si disperò, poi capì che anche lei era un libro, scritta da altri, ma pronta a prendere una vita diversa, ogni giorno, a seconda di chi viene a leggere.
E combattendo alla maniera dei Parti Arsacidi scagliano con perizia dardi fuggendo.
Buona Pasqua.


Gloria di John Cassavetes (USA 1980)
Grossi problemi.
altro che nodo gordiano,
spara allora !

Ivo Pogorelich -Domenico Scarlatti- Sonaten -11 -K. 450
23:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | Tag: amore, tragedie, follie | OKNOtizie |
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giovedì, 29 novembre 2007
CAPOLAVORO (ARTIGIANALE)
Il legno, l’erba dei campi, la pelle conciata.
Il sole contemplato dal buio, nascosta e piena di speranza.
“Potresti mettere due coppie di maniglie ? Una per le braccia distese ed una all’altezza del petto ?”
Attendo e la luce è coperta dall’immagine di una lucore maggiore, bianco e sabbia, il ricordo abbagliante ed il desiderio nascente.
Un Dio geloso che voleva perdere me e la mia gente od un Dio che voleva farmi un regalo ? E quando comincia il dono e quando comincia la gelosia ?
“Qui, uno sgabello, uno scalino interno, sai com’è, me l’hai spiegato tu che almeno di certe differenze di razza si doveva tener conto”
Sento che s’avvicina, mi prenderà con forza, da dietro, lo voglio, un vero toro e sarà finalmente come doveva essere dal primo momento che l’ho visto.
“La pelle in questo punto, non cade, giù un po’…morta ? Le gambe non potrebbero avere un movimento, non so, come una port? Una controspinta, ecco, una molla !”Troppo bello per un sacrificio, troppo costretta, io, per non sacrificarmi, invece amare, aldilà di ogni logica, è sempre possibile, poi in fondo io sono la regina del mio destino, ho deciso oltre ogni limite, sono pronta.
“La struttura c’è, un’ultima cosa, un cuscino qui sotto, all’altezza dell’inguine per rialzare il bacino e proteggere le mie cosce dal legno, ho voglia di sentire la forza, senza che si spezzi un femore od entrambi” Un vero maschio finalmente, senza tante parole, ecco mi accuccio. “ E’ tutto pronto Pasifae”“Grazie di tutto, Dedalo”.

L'incipit della canzone sembra nato apposta (l'ho cambiato perchè era un remix terribile).

Tabù di Nagisha Oshima
Vento impetuoso fra i giunchi,
l'amore quando nasce,
spezza (anche) i samurai.
Capolavoro assoluto
Sozaburo Kano:
Angelica, come fascino, mi fa un baffo...
oppure
"Finocchio a chi ? Ti taglio in due !"
15:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in tecnologia | Link permanente | Commenti (82) | Segnala | Tag: amore, mito, tragedie | OKNOtizie |
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martedì, 12 giugno 2007
APPENA DIETRO L'ANGOLO
Dieci anni, anzi più di dieci anni che non ci si vede.
E sentirsi anche un paio di volte l’anno, alle feste comandate, negli ultimi cinque anni.
Drazen, sei proprio tu ? Hai fatto i soldi…guarda che occhiali da sole.
Certo alcune volte come avremmo potuto trovarci ? Sapevamo a mala pena chi eravamo e qualche volta avremmo voluto dimenticarlo ed ognuno ci ha provato a suo modo.
Dicevi che volevi vivere bene, che all’Ovest non erano impazziti tutti, che noi stavamo diventando tutti fascisti, che non te ne fregava un cazzo e che bastava allungare la mano, dove c’era la libertà e si poteva arraffare la fortuna come da noi solo la merda e te ne sei andato pieno di rabbia senza guardarti indietro. Eri il più furbo ed hai rifiutato il ruolo di fratello maggiore.
Ricordo ancora i pianti di nostra madre, perché ci avevi lasciato, senza Dio, senza Patria.
Io avevo deciso di difendere la mia patria, un bravo ragazzo, un leone di cui avrebbero avuto paura, una tigre, una delle Tigri di Arkan.
Avevo saputo da Josip, che era tornato, che diverse volte a Vienna, ubriacato bevendo chissà cosa, ti eri salvato dal gelo, perché cantavi e la Polizia aveva proceduto all'arresto per disturbo della quiete pubblica, facendoti "passare" l'inverno al caldo. Altrimenti, altro che cappotto, una fossa a seppellire la tua fortuna in Occidente.
Poi la vita d’espedienti, cantando e chiedendo l’elemosina in Germania - finalmente il mio fratello grande aveva capito che bisognava lavorare - a modo tuo, entrando nei locali per suonare ma meno per ubriacarsi.
Ce l’avevano tutti con noi, come se ogni loro sfiga del passato fosse stata colpa nostra. Passi poi quegli sciacalli affaristi calati dalle frontiere, ma i nostri vicini di casa ? Quelle merde di musulmani ad urlarci contro, a dire che li avevamo sempre sfruttati, che avevamo calpestato i loro diritti, che mangiavamo sulle loro spalle…noi, una famiglia di operai nella quieta e laboriosa città di Bosanski Brod.
A dispetto delle usanze guerriere e seminomadi del nostro popolo, all'inizio, non sapevo usare bene il coltello, nemmeno per tagliare una bisteccca, e non avevo mai avuto un cane o governato una pecora, figuriamoci accompagnare degli uomini al macello. Ho imparato bene, in seguito.
Davvero quella volta in Westfalia, che ti sei ritrovato a dormire per strada hai giurato che sarebbe stata l’ultima volta ? Ma proprio in quella stessa sbornia hai pensato che l’unico posto dove vivere sarebbe stata la Francia ? Ma se ancora un po’ non sapevi neppure dov’era ? Che culo che hai avuto, ti capisco a Marsiglia, può esserci freddo, ma meno spesso, se anche se sei un barbone, ce n’è di meno e poi già la parola clochard è meglio.
All’inizio sapevamo cosa fare, difendere la nostra nazione, odiare tutti, vivere come lupi nei boschi e quello che passava davanti al mirino non era una persona con cui eri andato a scuola, un bambino, la ragazza con cui saresti uscito, era un bersaglio. Vincevamo, senza chiederci cosa volevamo portavamo la gente nei recinti ed eravamo re, giudici, dèi.
Marsiglia è un insieme di razze e lì ti è venuta in mente di fare delle insalate musicali che sarebbero piaciute un po’a tutti, riconoscendoci ognuno qualcosa di suo ?
Qualche notte l’abbiamo cominciata a passare noi delle notti al freddo, finivano le munizioni ed una volta, eravamo un piccolo gruppo, siamo stati inseguiti dai contadini, ci eravamo nascosti in un granaio, come da ragazzini quando la facevamo troppo grossa.
A quel tempo mamma piangeva sempre :
“Dejan, quando finirà tutto questo ? Dov’è la mia Serajevo ? Perché non te ne sei andato con tuo fratello ?”.
Un giorno è morta anche lei. Quel giorno non ne ho uccisi nemmeno più degli altri, la rabbia non c’era più e la spunta veniva effettuata senza nessuna colpa, tanto nessuno ne ha mai abbastanza o tutti ne abbiamo troppa. Noi eravamo serbi, loro musulmani, ma cosa vuol dire ora ?
Ora ho difeso la mia terra ed un pezzo è ancora mio, è ancora mio, è mai stato mio ?
Sono spesso disoccupato nella laboriosa città di Bosanski Brod, ma l’unica mia ancora è lei, la vedi ?
Si chiama Samira, ha un bar, alcuni dei suoi non capiscono il mestiere che fa, dicono che è immorale, naturalmente è musulmana, tutti ce l’hanno con la nostra coppia, chissà perché.

Film consigliato: La vida secreta de las palabras di Isabel Coixet (2005).
01:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA EUROPA | Link permanente | Commenti (123) | Segnala | Tag: storia, tragedie, abbracci | OKNOtizie |
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