mercoledì, 09 gennaio 2008

KAMA - LASER (Hommage à Weller 60)

Dal piano inclinato della nostra esistenza, alla valle delle delizie, l’orizzonte limitato dell’alcova e la curvatura dello spazio nel tempo, imponderabile bolla sospesa con indivisibili individualità all’interno.

L'emissione spontanea è un processo a carattere probabilistico. L'elettrone emette quando gli pare a lui. Tutti questi elettroni nella materia quindi generano fotoni, cioè luce in maniera assolutamente casuale, spesso su frequenze diverse, perché sono tanti e si trovano ad energie differenti.

Non siamo fotoni, per quanto, forse, poco lontani e per sprigionare emissioni, per perdere la nostra peculiarità, è necessaria adeguata stimolazione basandoci sulle nostre frequenze naturali.

 Se un fotone si trova a passare vicino ad un elettrone, in uno stato ad alta energia, può stimolarlo a decadere, e a emettere un fotone con la sua stessa frequenza. Quindi alla fine del processo ci troviamo due fotoni con la stessa energia, cioè la stessa frequenza. Questo processo, anch'esso probabilistico, è però determinato dal primo fotone.  E dà fotoni tutti uguali. Cioè luce dello stesso colore, e con fotoni che risultano da processi ben scanditi temporalmente.Viene detta radiazione coerente.

Chi è il primo fotone, chi fa la prima mossa, un protocollo, la prima figura d’accelerazione, una o più umili ricette:

Capasanta all’acciuga: La lingua è rossa e vibrante, ognuno ha la sua corazza ideale purchè s’apra, il bivalve è gradito, il pesce ponetelo dove v’aggrada, fresca e sodo, deve durare.

La schiumatura del polpo: Il polpo scioglie le sue carni tendendole ed ammorbidendosi, la bestia trasecola, il pescatore sostiene, opera, se riesce si fa onore, sbatte, il gorgoglio, in mancanza del mare può essere un suono di felicità ed abbandono.

La sogliola fiocinata: Una sogliola già sottile viene gravata di un enorme peso, per la complementarietà che ci contraddistingue, la sogliola spasima, ma la pneumaticità vince sulla pressione.

Murene nella grotta: Escono appaiate come serpenti, aderiscono schiena contro ventre, imperscutabili, ma nella realtà sinuose ed appagate.

Kebab di Caciocavallo su Trevigiana: La materia bianca, la presa forte sulle caviglie sospende, oscilla, strofina sul letto rosso come la trevigiana, lino, raso, seta, l’importante è tenuta dello spiedo, per la buona riuscita del piatto e lo spiedo siete voi, siatene degni.

Geometrie non euclidee di spaghetti paralleli: Rette, attorcigliate, nessuna volontà di districarli, anzi la forchetta o l’idea s’incarica di aggrovigliarli infinitamente.

 I LASER sono basati sul processo di emissione stimolata:

- prima cosa, si eccitano gli elettroni della materia con cui è fatto il laser tutti ad uno stesso stato

- alcuni di questi elettroni decadono spontaneamente. I fotono prodotti stimolano altri decadimenti, in un processo a cascata, all'interno di un sistema detto cavità ottica, dove si trova il materiale, che è un'intercapedine fra due specchi, che riflettono la luce.

- la luce va avanti ed indietro, e continua a stimolare. Una parte esce dalla cavità e dioventa fascio laser.

Fra due specchi, la contemplazioni verso l’estasi, trascinati nella nostra stessa vibrazione, abbiamo stimolato a dovere le nostre emissioni.

I LASER non sono una sorgente di luce naturale. E' qualcosa di inventato dall'uomo. La luce è molto, molto intensa e purissima, nel senso che il colore è ben determinato. Inoltre viene emessa in una direzione ben precisa.

Prodotto dell'intelletto umano, che fornisce una luce completamente diversa da quella generata dalle sorgenti naturali.  Purezza come prodotto dell'intelletto umano. La natura di per sè non è così pura, no?

Quale la luce, quale il fine della nostra esistenza, qui ed ora adesso nei secoli dei secoli siamo esistiti, abbiamo respirato e oltrepassando le porte del peccato, dimenticato le colpe e prodotto purezza.

 

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Carenza di Luce in Pakistan

 

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Le particelle elementari  (Elementarteilchen)

di Oskar Roehler (2003).
Nulla per sempre
pessimismo cosmico
guizzi immortali 
Ovviamente come spesso accade il libro di Houellebeq è decisamente meglio.
Temevo peggio.

podcast
Stewart Copeland-Rumble Fish

 

23:40 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in AMORE | Link permanente | Commenti (58) | Segnala | Tag: transitorieta', tempo, sesso, rido | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 14 dicembre 2007

BUSALLA

Leve, pulegge, gomiti, una foresta innaturale floridissima, materia proveniente da ovunque fluida, energia nera pompata da tubi per stazionare qui, da una congiuntura divenuta non luogo eppure sito di stagnazione a costruire progressioni e sezioni.
Un lato dell'autostrada, scendendo a Genova dalla pianura, Milano, Torino, Alessandria, il primo posto "buono" dopo la montagna dove impiantare una raffineria.
Le spinte forti dell'evoluzione industriale, per non parlare della rivoluzione.
Un pò di liberty, chè il cemento con tutto quel ferro va a nozze e gli alberghi discreti, la cameriera gestrice con baffo, lei senza età definita, il corpo sodo di geni contadini, le speranze fuggite con l'ultimo rappresentante di vini. 
Un frammento sospeso rubato alla caduta della polvere, la fuga all'interno, del proprio cuore si potrebbe trovare nelle canzonette da spiaggia, di camere sprofondate in fondo alla città, sconosciute se non ai ladri del tempo.
Il sorriso gonfio di gioia, più che di aspettative, perchè sai già cosa troverai, eppure il distacco da sè nell'affondarsi del coito, tanta spinta nell'ingranaggio ben oliato dalla passione, che ci si stupisce che il motore a scoppio non sia stato inventato prima, il cilindro ed il pistone presenti in natura, mancava solo per la meccanica, la forza dello scoppio.
Un sorriso, quale la preda, un passaggio dalla superificialità, alla superficie, fortuito il passaggio 
"non la dò"
"non lo immaginavo nemmeno"  la negazione sottende l'affermazione, il ricordo letterario di Leona Cassiani in "L'amore ai tempi del colera" è forte, mi infervora il desiderio, altre industrie, altre latitudini, stessi sviluppi emotivi.
"Mi hai toccata"
E dalla superficie ai ripiani, il pavimento, un tavolo, i letti, scavare nell'interlocutore, la profondità trovata nella natura, indietro nel dialogo, avanti spingendo forte nel rapporto
"Spaccami"
Un barlume sussurrato dalla realtà, un atomo di presente, ci si conosce in fondo l'un l'altro e forse se stessi, meglio lasciarsi andare. 
L'obbedienza, se si è in grado, è muta e riconoscente della possibilità , l'incastro sezioni auree dell'accoppiamento .  
Negli istanti rubati  dagli adulteri, allo scorrere quotidiano, si distilla, essenziale, la passione.
L'annullamento di sè, della ragione, di quello che devi, sola bestia, sola speranza nei secoli dei secoli, forse l'animale sarà, come gli altri, triste, dopo, ma intanto gode ferocemente . 
Sospeso nella realtà del lavoro e la contingenza della fisico, transitoria ebbrezza, ragione di vita.
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SUFI A SANT'IRENE- ISTAMBUL
)
Non è così male Busalla ed io c'ho dormito davvero...
La locandina di Lo stesso giorno, il prossimo anno
Da una grande commedia di Brodway
LO STESSO GIORNO, IL PROSSIMO ANNO
Essere sospesi e felici fuori dal tempo

podcast
Paolo Conte-Gelato al limon
Per i viaggiatori di commercio e per la Strada per Genova

16:20 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in AMORE | Link permanente | Commenti (55) | Segnala | Tag: geoerotismi, genius loci, tempo | OKNOtizie |  Facebook