sabato, 08 dicembre 2007

CARLA - MAR AZUL

Quattrocento chilometri da Buenos Aires

Il fitto bosco di conifere, pochissima gente, l’aria di mare, il posto ideale per le passeggiate; l’ansia delle responsabilità, degli impegni prima o poi svaniranno e mi lasceranno tranquilla.
Passerà il passato ed io smetterò questo ritmo, anche adesso “Possibile che neanche il girovagare nella natura possa calmarmi ?” Il ritmo, quattro passi spediti, uno sguardo attorno, un riflesso, un rapido passaggio della mano all’altezza del petto, quasi una carezza.
Che succede ? Mannaggia come due bambini ! Sempre a correre avanti ed a combinare guai:

“Perun, Svantevit, lasciate in pace il signore !”

Il vecchietto minuto è un ferro temprato per nulla intimorito dai miei due grossi cani da pastore, che quasi lo sovrastano. E’ vestito coi colori della foresta, fermo nella radura l’avrei scambiato per una pianta, non fosse stato per i miei adorati cucciolini.

Il presunto assalito sorride tranquillo, mi si rivolge direttamente in ottimo tedesco, una leggera sfumatura balcanica, persa in decenni di vita Argentina:

Lei dev’essere la Signora, il Giudice, quella che è stata tanto tempo laggiù all’Inferno”.

Sorrido amaro, sono stati gli anni più duri e meravigliosi della mia vita. “Beh, ci sono stata, sì”

Quattro passi verso i cani, un tocco al petto, più forte, sono nervosa.

“E’ stata brava, li ha tenuti al guinzaglio, sgridandoli…”

Chi, i cani ? Non mi sembra la stavano buttando per terra ?”

No, quei criminali, li conosco bene, io,soprattutto quei pecorai dei Serbi

Beh, ho cercato di fare il lavoro che ero stata chiamata a fare dalle Istituzioni internazionali
Quattro passi, un tremito di freddo, la mano nella tasca superiore.

Gli occhi del vecchio si illuminano, prosegue come pensa, come ricorda, per quello che gli suona giusto:
“Quando ero giovane, ho imparato il tedesco, nelle azioni con gli eserciti dell'Asse, con coloro che coltivavano il grande sogno, la Nostra Indipendenza con Ante Pavelic; stavamo risolvendo il problema alla radice, potevo trattarli come meritavano. Avevo due metodi e poi mi ubbidivano tutti”.

Ah, sì ? Quali ?”
Mi si stirano le labbra, temo di capire chi ho di fronte, stringo in pugno la mia piccola sicurezza.

Il vecchio stende innanzi a sé le sue braccia ossute e con la perizia dell’antica ripetizione, mima: “Così” - un pugno volteggia in un mezzo semicerchio, regge ancora un immaginario coltello, la scioltezza del gesto lascia trasparire che nel passato ha tagliato decine di gole ed ora è tuttaltro che pentito- “o così “ e con un ghigno compiaciuto trasforma due sue dita in artigli e punta protendendoli contro il ricordo di occhi nemici, cavati per vilipendere prima che per annientare.

Faccio quattro passi estraendo la pistola, ho visto tante volte il diavolo, troppe e non posso più tollerarlo, sparo sul ghigno satanico, sparo sull’origine.

C’è un po’ più di solitudine, il silenzio, il mondo è migliore.

“Perun, Svantevit, non leccate quel sangue, è infetto !”

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Floyd Mayflower-Compione del Mondo pesi Welter
Qualche volta a sentire i racconti di odio,
viene voglia di reagire con la violenza ed eliminare il male colpendo i malvagi.
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The Hunting Party di Richard Shepard (USA/Croatia) 103’


Guerra di Bosnia
una ferita aperta
nel mio salotto


Caccia alla Volpe on Underground

In uscita a Febbraio 2008 con il titolo in Italiano de "I Cacciatori"
Quando contano i morti ? I numeri sono uguali per tutti, l’ipocrisia regna sovrana.
Lo spettatore esigente: Stesse “corde” di Three Kings messaggio-divertimento-avventura.

Un Augurio a Carla Dal Ponte prossima ambasciatrice della Svizzera in Argentina.

podcast
Telemann Georg Philipp- Concerto per tromba e orchestra in re minore

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venerdì, 12 ottobre 2007

INSOFFERENZA

INSOFFERENZA

Haifa è rossa.

La chiacchiera, il disprezzo e la sonnacchiosa voglia di ignorarsi di una volta si sta trascolorando.

La polvere, il vento che soffiava fra gli ulivi e le case strette che cullavano come un abbraccio caldo ed adesso la fine dei tempi e la gente ti guarda con disprezzo.

Ogni passo uno sguardo obliquo, primo perché sei donna, inferiore e poi perché sei ebrea !

Ero bambina e portavo l’acqua dal pozzo e sorridevo al mondo, c’erano i funzionari turchi e tante razze diverse. Se ne sono andati e non fu meglio, tollerati purchè stessimo buoni.

Ed ogni andata è angoscia, ed ogni ritorno incertezza, la più stupida passeggiata fra le case è il pericolo, non la Promenade sul mare, ma proprio dove dovresti vivere la tua città ed occorre che ti camuffi che tu non sia al primo sguardo come loro.

Poi sono arrivati quegli altri gli Inglesi ad insegnare come si viveva, ognuno al suo posto e chi ha la maggioranza vince..Loro hanno la maggioranza e noi in un angolo.

La mamma diceva che avevo una bella voce, mentre mi pettinava i miei lunghi capelli.

Il mondo si muove, il mondo lontano è contro la nostra gente, il mondo non produrrà nessun Messia a salvarci da qualche parte e qui dobbiamo avere il coraggio.

Ho preso i pantaloni di mio fratello Moishe, un poco accorciati, non sarò più come nessuno, non aspetterò una pietra lanciata a tradimento, ho un fucile, i capelli da combattente, all’amore penserò poi, il selciato delle strade trema al mio passo ed ora perché aspettare che qualcun altro faccia la prima mossa ? Comincia la caccia !

Canto lo stesso a lungo, prima di ogni azione ed i compagni hanno composto questa per me:

Piccola Sara

“Con i tuoi capelli corti/

le munizioni pronte

prendi il mitra

abbracciami/

andiamo insieme sulla linea del fronte

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Casa distrutta nel campo profughi palestinese

Sara Livni riposa al Cimitero Nahalat Yitzhak a Tel Aviv è morta ad 85 anni aveva combattuto eroicamente nel Irgun Zvai Leumi, ultimamente, aveva appoggiato la politica della figlia Tzipi Livni nel progetto “Pace in cambio dei territori”.

Un terrorista che vince diventa un combattente per la libertà anche per il resto del mondo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_Stern

Libro di riferimento: Bertold Brecht “ Gli affari del signor Giulio Cesare” Einaudi .

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Film di riferimento: Exodus di Otto Preminger (1960)

perché pensare Menachem Begin impersonato da Paul Newman, terrorista con la Banda Stern mi induce al sorriso.

 

01:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA RESISTENZA | Link permanente | Commenti (83) | Segnala | Tag: eroismi, specularita', storia | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 12 giugno 2007

APPENA DIETRO L'ANGOLO

 

Dieci anni, anzi più di dieci anni che non ci si vede.

E sentirsi anche un paio di volte l’anno, alle feste comandate, negli ultimi cinque anni.

Drazen, sei proprio tu ? Hai fatto i soldi…guarda che occhiali da sole.

Certo alcune volte come avremmo potuto trovarci ? Sapevamo a mala pena chi eravamo e qualche volta avremmo voluto dimenticarlo ed ognuno ci ha provato a suo modo.

Dicevi che volevi vivere bene, che all’Ovest non erano impazziti tutti, che noi stavamo diventando tutti fascisti, che non te ne fregava un cazzo e che bastava allungare la mano, dove c’era la libertà e si poteva arraffare la fortuna come da noi solo la merda e te ne sei andato pieno di rabbia senza guardarti indietro. Eri il più furbo ed hai rifiutato il ruolo di fratello maggiore.

 

Ricordo ancora i pianti di nostra madre, perché ci avevi lasciato, senza Dio, senza Patria.

Io avevo deciso di difendere la mia patria, un bravo ragazzo, un leone di cui avrebbero avuto paura, una tigre, una delle Tigri di Arkan.

Avevo saputo da Josip, che era tornato, che diverse volte a Vienna, ubriacato bevendo chissà cosa,  ti eri salvato dal gelo, perché cantavi e la Polizia aveva proceduto all'arresto per disturbo della quiete pubblica, facendoti "passare" l'inverno al caldo. Altrimenti, altro che cappotto, una fossa a seppellire la tua fortuna in Occidente.

Poi la vita d’espedienti, cantando e chiedendo l’elemosina in Germania - finalmente il mio fratello grande aveva capito che bisognava lavorare - a modo tuo, entrando nei locali per suonare ma meno per ubriacarsi.

Ce l’avevano tutti con noi, come se ogni loro sfiga del passato fosse stata colpa nostra. Passi poi quegli sciacalli affaristi calati dalle frontiere, ma i nostri vicini di casa ? Quelle merde di musulmani ad urlarci contro, a dire che li avevamo sempre sfruttati, che avevamo calpestato i loro diritti, che mangiavamo sulle loro spalle…noi, una famiglia di operai nella quieta e laboriosa città di Bosanski Brod.

A dispetto delle usanze guerriere e seminomadi del nostro popolo, all'inizio, non sapevo usare bene il coltello, nemmeno per tagliare una bisteccca, e non avevo mai avuto un cane o governato una pecora, figuriamoci accompagnare degli uomini al macello. Ho imparato bene, in seguito.

Davvero quella volta in Westfalia, che ti sei ritrovato a dormire per strada hai giurato che sarebbe stata l’ultima volta ? Ma proprio in quella stessa sbornia hai pensato che l’unico posto dove vivere sarebbe stata la Francia ? Ma se ancora un po’ non sapevi neppure dov’era ? Che culo che hai avuto, ti capisco a Marsiglia, può esserci freddo, ma meno spesso, se anche se sei un barbone, ce n’è di meno e poi già la parola clochard è meglio.

All’inizio sapevamo cosa fare, difendere la nostra nazione, odiare tutti, vivere come lupi nei boschi e quello che passava davanti al mirino non era una persona con cui eri andato a scuola, un bambino, la ragazza con cui saresti uscito, era un bersaglio. Vincevamo, senza chiederci cosa volevamo portavamo la gente nei recinti ed eravamo re, giudici, dèi.

Marsiglia è un insieme di razze e lì ti è venuta in mente di fare delle insalate musicali che sarebbero piaciute un po’a tutti, riconoscendoci ognuno qualcosa di suo ?

Qualche notte l’abbiamo cominciata a passare noi delle notti al freddo, finivano le munizioni ed una volta, eravamo un piccolo gruppo, siamo stati inseguiti dai contadini, ci eravamo nascosti in un granaio, come da ragazzini quando la facevamo troppo grossa.

 A quel tempo mamma piangeva sempre :

“Dejan, quando finirà tutto questo ? Dov’è la mia Serajevo ? Perché non te ne sei andato con tuo fratello ?”.

Un giorno è morta anche lei. Quel giorno non ne ho uccisi nemmeno più degli altri, la rabbia non c’era più e la spunta veniva effettuata senza nessuna colpa, tanto nessuno ne ha mai abbastanza o tutti ne abbiamo troppa. Noi eravamo serbi, loro musulmani, ma cosa vuol dire ora ?

Ora ho difeso la mia terra ed un pezzo è ancora mio, è ancora mio, è mai stato mio ?

Sono spesso disoccupato nella laboriosa città di Bosanski Brod, ma l’unica mia ancora è lei, la vedi ?

 

Si chiama Samira, ha un bar, alcuni dei suoi non capiscono il mestiere che fa, dicono che è immorale, naturalmente è musulmana, tutti ce l’hanno con la nostra coppia, chissà perché.

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Indonesia - Kwanki Lama-Tribù di Daval: Accordo di pace con un villaggio rivale
(Si ringrazia per la pesante ispirazione Mediterraneo RAI R)

Film consigliato: La vida secreta de las palabras di Isabel Coixet (2005).

 

01:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA EUROPA | Link permanente | Commenti (123) | Segnala | Tag: storia, tragedie, abbracci | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 08 giugno 2007

DIMOSTRAZIONI GEOMETRICHE E NON

 

Un piccolo meteorite aveva centrato il number One, l’aereo presidenziale degli Usa in viaggio verso Roma.

Proseguendo la traiettoria, con un percorso, il cui segmento si era rivelato, in seguito, precisamente la sezione aurea dall’entrata in atmosfera, aveva colpito con precisione millimetrica gli appartamenti papali, causando pochissimi danni collaterali, soprattutto alla storia dell’arte, ma eliminando sapientemente gli elementi più retrivi della gerarchia ecclesiastica.

La gioia dei credenti nella concorrenza, nell’aver scelto la religione “giusta”, era stata vaporizzata, in breve, da una pioggia di frammenti silicei, nessuno dei quali sciaguratamente nero (nessuna Mecca Bis),  che aveva messo a tacere vari propugnatori dell’integralismo islamico, mentre su alcune capitali e sulle città sante era apparsa, seguendo più o meno la fisica dei frattali, la scritta in Inglese, francese, Urdu, Parsi ed Arabo classico: “ E basta, che diamine !”.

 

I capi scampati di tutte le sette religiose si presero, contemporaneamente un periodo di meditazione entro caverne di granito o di corallo.

Perlopiù cercavano di fare il vuoto nella loro mente, si astenevano anche dal pensare.

Ormai acclarata l’esistenza dell’Entità attorno alla quale si affannavano da millenni, tempo dopo, alcuni cercarono di ripristinare l’Ordine che tanto bene aveva fatto all’umanità.

In Italia il concilio elesse Papa, un frate guatemalteco che, già in odore di santità e sincretismo, salito al soglio pontificio, scelse, a maggior riprova verso le altre religioni, il nome di Pietro Ashok Siddharta I .

 

C’era molta attesa per il discorso che avrebbe rivolto in Mondovisione alle folle osannanti, anche perché, per non rischiare, da circa un anno nessuna autorità pronunciava sermoni, meno che mai circa la moralità.

Nel dubbio di essere inceneriti per qualche peccato, non ben specificato, i popoli ed i singoli, tutto sommato, si erano comportati abbastanza bene…meglio certamente di prima, il mondo non era sprofondato nell’anarchia degli ultimi giorni…ma non si poteva mai dire.

Era una fulgida giornata di sole con appena un accenno di brezza, quando Pietro Gautama I cominciò:

 

“Quanto era da dimostrare circa il soprannaturale, si è manifestato e sicuramente secondo giustizia.

Per tutto il resto non so e non vorrei manipolare  i pensieri di nessuno, ma vorrei  consigliarvi questo:

 

Cercate di amarvi l’un l’altro, perchè è meglio questo che odiare, almeno di volervi bene e se non ci riuscite ignoratevi od allontanatevi da coloro che conoscete- anche se per qualche bizzarria fate parte della stessa famiglia- meglio essere lontani e doversi cercare, che essere vicini e non sopportarsi.

 

Cercate di voler bene solo a chi vuole riceverlo e sa di volerlo ( Capito con i bambini – niente !) perché forzare qualcuno anche per desiderio credo che faccia arrabbiare qualsiasi Dio.

 

Mangiate pure quel che vi pare, magari è meglio mangiarne meno carne (soprattutto per voi occidentali), impoverisce il pianeta e danneggia la circolazione, si possono trovare le proteine anche in altri cibi.  L’importante è spesso che le cose vengano lavate con acqua pura e cucinate- a mio parere- Niente fa male in assoluto.

 

Già che ci siete se riuscite a lavarvi potreste diminuire di molto le malattie, senza che diventi una mania e senza esaurire l’acqua che nel pianeta siamo tanti e la sete aumenta.

 

Infine i rapporti sessuali, che tanto hanno occupato le religioni finora, intratteneteli con chi volete e quando, dello stesso sesso, diverso, a due a tre, a gruppi, credo che Dio o gli dei si preoccupino, nel caso, di altre cose.

 

. State attenti che se stando vicini ci si trasmettono malattie, stando molto vicini, come nel caso della pratica del sesso, è anche più facile contagiarsi; per quanto si possa star bene, e non dubito che si stia parecchio bene,, c’è  il pericolo forte, che ci si metta di mezzo la pulsione esclusiva o meglio l’amore ed anche quello fa soffrire…molto.

 

Nel caso di dubbi aprite il vostro cuore al prossimo, parlate, confrontatevi e provate a discutere, malgrado l’istinto che ci porta, tanto naturalmente, alla violenza, magari l’evoluzione potrebbe portarci verso qualcosa di eticamente preferibile.

 

Divertitevi e cercate di essere sereni…”

 

 

Malgrado l’assenza di particolari tracce d’umidità, i testimoni narrano della presenza di un arcobaleno, nel cielo, alla fine del discorso.

 

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COLONIA: SONNO EVANGELICO

Nel caso di almeno una prova dell’esistenza di un Dio auspicabile (mica lo voglio cattivo o che salvi 42,520 persone !), sono pronto a pentirmi o convertirmi ed evocare l’anima di Ghost Bill, costringendolo a tenere un sito od un blog di forte sentimento religioso.

 

 

 

23:26 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (59) | Segnala | Tag: religione, storia, fantastico | OKNOtizie |  Facebook