giovedì, 26 aprile 2007

IV PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

La coscia un po' corta ma tornita e soda...
ci credo, a furia di trascinarsi quella borsa della palestra chicmilanese, gonfia, sempre, ogni giorno, estateautunnoinvernoeprimavera su quella bicicletta cigolante che credevo riuscisse a spingere anche sul garage.
E quel neo, grosso, forse da Cindy Crawford dei poveri, che le segna il volto un po' fanciullesco; gli occhiali che fanno intellettuale non guastano, forse fa la professoressa. Non so darle un'età...però cosa penserà. 
Quello lì, sempre indaffarato, sicuramente casinaro, quei capelli neri e quell'aria da svanito nel vento, sarà perlomeno un architetto, no qualcosa di più artistico, magari vorrebbe, ma non se lo è concesso. Grande e grosso da stropicciare come piace a me. L'avessi incontrato in qualche altra occasione. Però mi sorride...e mi guarda chissà se gli interesso.
Ci diamo del lei, come conferenzieri vittoriani, una porta, un'attesa all'ascensore, si susseguono i mesi. 
I saluti di Natale ed arriva la primavera.
Un primo scherzo, un secondo è già l'inizio di un flirt e le settimane di incontri mancati;
Si passa al tu- "non credo che sia una professoressa", "non credo sia un artista" - senza soluzione di continuità da un contatto fortuito e dalla mano appena stretta (ma ci siamo davvero presentati), ci s'aggrappa l'un l'altro e l'abbraccio diventa amplesso.
Seguono le luci fredde del sotterraneo ed i buio a ritroso lascia dimenticare la funzionalità edificativa del proprio antro privato occupato da freddo metallo, ci trasciniamo nella penombra.
Il garage è la costruzione degli ingegneri e la sua architettura è strutturata su carichi e perpendicolarità; 
le geometrie non euclidee e le curve ardite di spinte e controspinte nostro dovere del futuro prossimo, ansimando sommessi, mentre si cerca la pelle sotto i vestiti. 
Le tracce del nostro percorso inchiodato dalla vicinanza, i piedi segno un ballo nella polvere, un tango strettissimo,
l'impronta delle mani, il palmo aperto impiantato sul cofano il callore irradiato dal corpo ritmicamente scosso dalla passione del momento. 
Un unico dubbio, se la carrozzeria dell'automobile aiuta durante il coito nella ricerca del piacere,  questo è semplicemente ergonomico oppure si può definire orgasmodinamico ?
OPERA D'ARTE VIVENTE Danzatori filippini eseguono una performance su un'installazione creata per la giornata della Terra (Joseph Agcaoili/Reuters)
                                     Filippine:  Giornata della Terra - performance su installazione
p.s. Lo so il quarto principio della Termodinamica non esiste, anzi questo racconto risponde decisamente al primo, però...

10:25 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Viaggi | Link permanente | Commenti (130) | Segnala | Tag: eros, burlesque, serie numeriche complete | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 20 aprile 2007

TERZO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA



Allo zero assoluto la grandezza
entropia ha un valore fissato per qualsiasi sistema, sempre lo stesso
.

Mi sono svegliato, ancora mi sento vinto dal sonno, ma sto bene.
Una bella dormita è quello che ci vuole sempre, è un po' offuscato, ma svegliarsi in un posto che si conosce è così tranquillizzante.
Ora che ci penso mi sembra di conoscere solo questo luogo, questo palazzo, non solo questa stanza.
E' bellissimo, qui, tutto bianco, pareti bianche e spoglio, tutto strutturato con metodo e non ricordo perché, questo mi dona piacere nella sua immutabilità regolare e precisa. Il torpore.
Sono sereno adesso in questo luogo bianco e mi sento come se lo fossi stato qui, con gli altri, quanti sono ? Cinque, cinque, mi sembra, lo so.
Mi sembra di vedere che c'era stato un momento in cui avevo una vita, non la vedo, vedo delle punte, delle lame e vedo del rosso del rosso che schiazzava e mi bagnava la fronte.

Come, ah grazie, sangue, sangue quello che abbiamo dentro al nostro corpo.
Ah, no, è vero hai ragione?
Già non era il mio quel sangue devo averlo fatto zampillare io, piacere no non lo facevo per piacere, dicevi che attribuivo a te la colpa ? Se mi parli sempre, se non riesco a finire un pensiero che ci sei sempre e mi concludi ogni pensiero come faccio a credere che ho fatto tutto da solo ? Eri tu che sentivo che dovevo obbedire e cercare, è vero che io che sono così forte non so perché avrei dovuto seguire solo una voce,  ma sentivo che dovevo farlo, però non ero contento come ora, solo mi sembra che fossi più veloce e più sveglio.
Ora mi sono davvero svegliato, continua, non riesco bene a capire perché questa nebbia , ho aperto gli occhi e non vedo bene, come delle luci nell'ovatta, un mondo senza suoni, perché non sento nemmeno nessun suono. Poi non riesco a girarmi, come se fossi legato ed il materasso è scomodo come se avesse un buco nel centro. Le pastiglie colorate.

Ieri devo aver fatto qualcos'altro, od era l'altro ieri ?
Una protesta, un capriccio, un gesto inutile di una giornata ombrosa, perché sono qui, cosa sono queste corde che mi legano a questo letto ?
Erano infermieri, mi hanno provato a dare le medicine, a me ! Poi le punture ed io urlavo ed erano sempre di più ed ero ovunque e la mia mente andava a mille ed avevo capito e tutto l'universo si espandeva in me ed ero Dio e dove non potevo arrivare avrei creato ed intanto ho lottato, perché tutta la vita qui dentro e specialmente non volevo andare alla Staccata , a questi sei letti e voglio essere sciolto da questo letto.
Scorre eternamente una goccia d'acqua da un rubinetto aperto, una goccia dell'acqua cade continuamente dove comincia il filo e finisce l'impatto con il piano di marmo. Le docce fredde.

Bianco, ordine ed un poco di freddo, molto freddo, altro tempo è passato, forse era un giorno.

Le scariche elettriche. Una mosca è il massimo di disturbo esterno che questo ordine si permette, domani ci saranno ancora sei letti in questo luogo, sarà ancora bianco, voglio in un modo o nell' altro che non ci sia più un uomo legato, io stesso, in uno di questi letti del manicomio criminale...


DANZE La ballerina Yelena Andrienko, del gruppo Bolshoi, durante il «Lago dei Cigni »di Tchaikovsky, eseguito a La Valletta (Reuters)
DANZE La ballerina Yelena Andrienko, del gruppo Bolshoi, durante il «Lago dei Cigni

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martedì, 17 aprile 2007

SECONDO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

L'energia nei sistemi complessi, come noi siamo, non può essere sfruttata completamente.
Azer in farsi vuol dire fuoco e nelle colline qua attorno un'antica religione venera da sempre l'accendersi spontaneo di falò nelle nere pozzanghere.
Baku era città di medio splendore, sempre sul punto di esplodere, sentiva il respiro delle vie carovaniere, ma mai e poi mai ci saremmo aspettato quel che la scienza fece accadere al nostro mondo.
Credevo che durasse per sempre, il crogiolo di razze dove tutti potevano arricchirsi ed i soldi se non l'immortalità, portavano la felicità.
Avevo amici armeni, musulmani, ucraini, tedeschi, georgiani, ebrei chassidim ed altri occidentalizzati del dissolto impero polacco, inglesi ; ricordo distintamente un ebreo assimilato d'origine tedesca come me, col mio stesso nome, solo un poco più grande...
Nussbaum raccontava storie meravigliose, mentre attorno a noi si costruivano cattedrali gotiche per farne case per mogli di caprai che avevano trovato il petrolio sui loro campicelli ed una copia del Casinò di Montecarlo che un altro nuovo ricco aveva ritenuto l'unico edificio degno di duplicazione....
Nuovi ricchi, nuovi ricchi lo eravamo tutti in quel mondo lucente di splendore e nessuno si accorgeva delle forze che maturavano nella sofferenza del popolo.
Nussbaum aveva perso la mamma, una vicenda fosca dove pareva c'entrasse un rivoluzionario georgiano e butterato, un certo Josiph, che poi tutti noi imparammo a conoscere molto bene, Lev era stato pressochè adottato da una famiglia di musulmani, che si atteggiavano a principi caucasici, mentre fino all'altro giorno al limite potevano permettersi una zappa nuova...era innamorato di loro, voleva essere come loro.
Poche volte, solo alle feste comandate, mi ero trovato vicino a quel formidabile favellatore, che mi cullava fra invenzioni e realtà mitiche e Baku nel frattempo scoppiava di ricchezze e sembrava non avere mai fine, con la gente che arrivava e pozzi che si aprivano a perdita d'occhio e lo champagne era più frequente dell'acqua.
Era l'ultimo giorno della festa di Sukkot, la festa delle capanne e Lev, più grande di me di tre anni, nel clima scherzoso ma, forse per lui, denso  di presagi, narrò una storia struggente di un santo sufi che era vissuto sugli altipiani, fra la contemplazione, l'ascesi ed il rimpianto. Alla fine della sua esistenza nell'estasi aveva chiesto ed ottenuto la magia di tornare per un istante indietro in un tempo irreale, quello dei suoi ricordi più belli, poi era morto con un sorriso sul volto.   
La guerra iniziata era lontana e noi sembravamo poterne essere immuni, si combatteva soprattutto al Nord...
La sconfitta, il crollo di quell'Impero falso e famelico ed il vento cominciò a soffiare impetuoso. Fuggirono prima gli inglesi, poi i tedeschi e la gente veniva uccisa per strada e vi rimaneva abbandonata.
L' altro Lev, poi,  fuggì, mi dicono abbia attraversato la Persia, l'Uzbekistan e sia passato dalla Germania e finito in Italia, io, io andai in collegio a Nord  a studiare matematica e poi fisica.
Siamo stati pagliuzze e granelli di polvere in viaggio verso un infinito inimmaginabile e quando credevamo che la diaspora potesse fermarsi, il turbine ci ha scagliati lontano e quella città dei miei ricordi è svanita come un castello di sabbia.
Qualche volta sogno di poter essere il santo Sufi del racconto e nella mia mente fermo il tempo; 
una volta bloccato il continuo scorrere, magari si potrebbe tornare indietro, a quel mondo lontano e felice. 
TESTA DI HITLER Si intitola «Hitler Hunter Rooom» questa opera dell'artista israeliano Boaz Arad esposta alla fiera di arte moderna e contemporanea «Art Cologne», fino al 22 aprile a Colonia, in Germania (Oliver Berg/Epa)
Boaz Arad-Hitler Haunted Room (Colonia)
Dedicato a
Attenzione MORDE !     

19:25 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Viaggi | Link permanente | Commenti (112) | Segnala | Tag: judaica, integrazione, serie numeriche complete | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 12 aprile 2007

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

I principio: l'energia si conserva sempre. La materia scompare.
Le cose, gli oggetti, il carbonio, l'animale.
L'incontro in mezzo alle ere, ecco il duello, fronteggiarsi per secoli e grazie all'evoluzione: un gioco di sguardi.
La notte come il giorno, dimentichi del tempo, solo il presente e la prima mossa e la pulsione allo scatto, sbranarsi, la lotta e l'amplesso è un futuro aoristo.
Quest'eterna tendenza al tuffarsi, sconvolgere e coinvolgersi, così forte fisicamente da essere trasferito ai sentimenti ed alle turbe dell'anima, una materia scomparsa, ma quanto reale, un ricordo di vento caldo, eterna energia.
Volontà di dissolversi, fino alla morte, indissolubilmente unito all' invincibile sorriso d'amore.  
IN ROSA Performance di gruppo in apertura dei North Korea Mass Game organizzati a Pyongyang per festeggiare il 95° anniversario dall anascita di Kim Il Sung (Ap Photo / Kyodo News)
Corea del Nord-Festeggiamenti per il 95 anniversario della nascita di King il Sung
Si ringrazia per la consulenza sulla Termodinamica Weller60

18:35 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Viaggi | Link permanente | Commenti (74) | Segnala | Tag: eros, serie numeriche complete | OKNOtizie |  Facebook