sabato, 09 febbraio 2008
DIDATTICA POLITICA
Prima c’erano dei ricordi oscuri, film sul medioevo, reale o fantastico, un Artù, forse qualcosa minore sulla disfida di Barletta, vogliamo metterci una Canzone d’Orlando con Gano di Maganza, mettiamocela.
Un frammento di emozione violenta si è installato saldamente nella memoria:
Era un film western, gli indiani erano tanti, buoni no, perché ancora non si era al politicamente corretto, erano altro da noi, ma giusti di una giustizia selvaggia (Temi avrei saputo piuttosto che Dike).
La tribù aveva attaccato e compiuto massacri, ma uno dei giovani guerrieri aveva trascinato altri del gruppo in azioni di particolare efferatezza, aveva portato più che disgrazia, il disonore, sono convinto che c’entrasse il tradimento.
La tribù prima di subire l’intervento “divino” delle giacche blu si depurava e dopo un breve giudizio, lasciava il colpevole al centro e lo fucilava con gli archi.
Dovevo aver distolto lo sguardo, l’emozione troppo forte, forse la polipenetrazione dell’esecuzione, il corpo trafitto di frecce ovunque, chissà come desublimata nell’infanzia e la nudità esibita dagli indiani mi turbarono oltremisura, visto che allora nei primi anni settanta, non c’era sicuramente alcuno splatter nei film trasmessi dalla RAI, persino il colpevole in quell'ultimo atto passivo mi sembrava che capisse l'abiezione in cui era caduto e approvasse la pena.
Più che per effetto del catechismo, grazie a questo ed altri film, crebbi convinto che anche quando i tradimenti erano coronati dal successo, quando le spie riuscivano a creare tragedie nel campo dei buoni, comunque la loro mercede era la soppressione immediata, schiacciati come scarafaggi nemmeno come serpenti e che anche loro nell'attimo della morte, senza nessuna catarsi salvifica, comprendessero l'inferno cui erano condannati in eterno e l'attimo di soppressione annichilente del momento.
Contemplo crisi politiche, storie pubbliche, transfughi, farsi vanto delle loro fughe, dei loro cambiamenti di posizione ed io m’aspetto sempre che qualcuno li lasci nell’angolo, li respinga, magari una coltellata.
Invece niente, un sorriso televisivo e la peggiore fetenzia è perdonata in fretta, tutti amici come prima, per sempre ad abbracciarsi felici.
E Mastella, solare, sorride

Betrayed di Constantin Costa Gavras (USA 1988)

Gente comune
00:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | Tag: politica, emozioni, infanzia, radici | OKNOtizie |
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venerdì, 27 aprile 2007
Idillio proiettivo arcadico
Idillio proiettivo arcadico
La giornata ormai alla fine.
I pastori
tornano al loro piccolo villaggio, insetti di leggera fluorescenza irradiano nella notte eccentriche luminosità, alternative ai poveri focolai che costituiscono il fiero e misero rifugio di tutte le loro vite; la luna si sostituisce morbidamente al sole nell'illuminare la strada..
Famiglie solide, la conoscenza di tutti e poter contare anche perché saldati da legami di parentela sui propri vicini, di volta in volta, amici, compagni in guerra...persone di cui fidarsi in eterno, un nucleo unito e laborioso.
La semplice vita nei campi, talvolta la poesia della caccia ed il contatto con la madre terra, legata a filo indissolubile da reciproco rispetto.
La società di natura, non più solo
animalità e senza i guasti delle civilizzazioni e delle storture successive.
Tutto secondo giustizia per i bisogni fra il socialismo utopico e l'aristocrazia nel suo senso più vero e puro.
Le donne, lo
sguardo illuminato della riconoscenza per il cibo portato ed il rispetto alle loro attività di riproduzione e produzione, colonne più degli stessi steccati o mura di fango che segnano questi paesi pieni di felicità primarie.
E' l'idea che abbiamo della natura che esce fuori ad ogni picnic, ad ogni salto all'agriturismo ed al momento di prenotare viaggi lontani, un po' georgica, un po' bucolica, ma soprattutto mai esisista.
La realtà della natura e crudele ed i villaggi non si espandono in città fin quando c'è una bassa età media, causata soprattutto da un'alta mortalità infantile. Altro che età dell' oro....ci raccontiamo delle favole.
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| LEGGEREZZA DELL'ESSERE Alcuni «pupazzi» a forma di esseri umani realizzati con materiali ultra leggeri galleggiano nell'aria. Una creazione dell'artista Yasuhiro Suzuki per la mostra "Senseware", a Tokyo (Afp) |
16:10 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Viaggi | Link permanente | Commenti (65) | Segnala | Tag: ricordi, africa, politica, proiezioni | OKNOtizie |
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