venerdì, 09 novembre 2007
VOGLIO
![]() |
| Miyazaki,Giappone, mentre tenta di eseguire il "Quiksilver Julian Wilson Sushi Roll" (Ap) |
![]() |
15:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in AMORE | Link permanente | Commenti (94) | Segnala | Tag: romania, cinema, eros | OKNOtizie |
Facebook
martedì, 26 giugno 2007
PERCEZIONE VISIVA
Attila è mio figlio (è un nome d'arte, secondo alcuni -come nickname- è meglio Damien), ha sette anni.
Per molto tempo non si è mosso, poi una sera ha preso a gattonare, velocissimo, poi, a lungo, nessuna voglia di proseguire con la stazione eretta; non avevamo fretta, la natura avrebbe trovato una soluzione.
La Pasqua in montagna, Borno, quindici mesi e non si staccava dagli appoggi: l'oste decise che doveva insegnargli, Lui, a camminare.
Attila si staccò dal tavolo, nella sala del ristorante e pensammo che era stato fatto un altro piccolo passo.
Sbagliavamo come spesso accade ai genitori...
Da quel momento, infatti, l'attività motoria del Nostro cominiciò ad accelerare con progressione geometrica.
Era pomeriggio e si poneva il problema pratico di salire gli scalini, la sera correva, in discesa.
Da allora Attila, quando non sa cosa fare, corre.
Le sue capacità ginnico dinamiche sfuggono alla media capacità d'inseguimento, fatte di improvvise accelerazioni e repentini cambi di direzione, tanto che è possibile assimilare l'individuazione del soggetto alla visione con luci stroboscopiche.
Attila compare e scompare, un pò come Flash (il bimbo) ne "Gli Incredibili" .
Anzi più spesso scompare, tanto che oltre alla velocità degli spostamenti è sviluppata anche la capacità di orientarsi (che usa per ritrovarsi lui, mica per farsi trovare).
Inutile dire che l'abbiamo perso, spesso.
Ho affinato, nel corso degli anni, le tecniche del cacciatore primitivo, lo bracco senz'ansia, lo seguo senza mai farmelo sfuggire, non penso ad arrivare prima in un punto di fuga, ma a seguire il percorso, comprendendo le potenziali variabili e pensando ai luoghi di intercetto.
Un movimento, la sinusoide compiuta dalla testa ad ogni passo, una macchia di colore, in rapido transito, possono, in alcuna aree del mio cervello, grazie alla rielaborazione delle immagini visive, produrre la sensazione, fondata, di aver ritrovato l'oggetto del mio amore.
Non ho visto mio figlio, ma una parte vagamente riconducibile a lui.
Probabilmente l'elettrone è quanto di più simile alla comparsa e ricomparsa del mio erede, può essere ovunque, secondo una determinata orbita, ma mai vicino al nucleo. Io sono il nucleo di questa ricostruzione atomica.
L'altro sistema di ricerca sono dodici piccole progressive torsioni della testa e del corpo, a gruppi di tre.
Con questo scandaglio visivo si esplorano i 360° del mondo circostante e se queste non possono garantire l'assoluta precisione della verifica, aumenta sicuramente la possibilità di incocciare un attraversamento fra il settore e l'altro, la, già citata, macchia di colore oblunga per effetto della persistenza cinetica che formandosi sulla retina, lascia traccia di un passaggio rapido relativo ad un corpo carnoso a me geneticamente rapportabile.
Ad esempio, adesso sono due giri completi del busto e non lo trovo, dovrò prendere una direzione, devo seguirlo da qualche parte in questo cavolo di giardino, ma come ha fatto, ma dove mai potrà essere finito.
Ah, ecco perchè non lo vedevo...si è fermato, da un po'.

Film di ispirazione: Il Cacciatore di Michael Cimino (1978)
18:21 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in FAMIGLIA | Link permanente | Commenti (76) | Segnala | Tag: sentimenti, cinema, ansie | OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 03 maggio 2007
CONTARE
E poi studiavamo lingue e per cosa ? Per fare le troie in giro per il mondo ? L'inglese, inglese, la lingua dei ladri e dei finocchi e non della nostra nazione, di cui andare fieri a testa alta.
Ore ed ore a sentirti parlare e sperare che durasse ancora quello stupido sproloquio, perché quando non parlavi grugnivi o se non riuscivi ad essere abbastanza maschio mi umiliavi e imponevi il rispetto con l'elettricità e l'acqua.
Sono lacci da scarpe, quelli che ti stringono al collo, ti hanno tagliato ? Un ricordo un segno del mio sentimento...
Mentre i piedi sono nudi...il pestello per la farina di manioca ha fatto un buon lavoro se c'è la volontà si riesce a trarre da ogni attrezzo il meglio. Il primo calcio nei coglioni non si scorda mai, forse più del secondo, lo si sente nell'anima.
Three, four, open the door
Obbedire al maschio perché siamo stupide e non capiamo un cazzo, e fare figli, ma nemmeno ero buona a fare quello, perché noi stronze intellettuali comuniste non eravamo nemmeno degne di portare il nome di madre, come quella santa donna di tua madre. Quando hai aperto per sbaglio la porta non ti aspettavi, per la verità non mi hai riconosciuta, certo sceso dal piedistallo alla stessa altezza prima, poi per terra prima che ti legassi alla sedia la prospettiva pare diversa e sono io che adesso ti sputo sulla testa.
Sentivo il tuo alito di sigarette e di pastiglie al mentolo quand'ero a tua disposizione.
Five, six, pick up sticks
Eravamo un gruppo organizzato, ma bisognava avere i coglioni e di tutti solo tu ce li avevi e bastavi tu a darci una passata a tutti ad insegnarci qualcosa. Devo toglierti quei pezzi di legno da sotto le unghie ? Le tue mani non avevano pietà mentre t'imploravo né le preghiere quando erano giunte e mi svegliavi per ricominciare, né quando erano legate e gli spasmi le contraevano.
Seven eight, lay them straight
Mi supplichi di lasciarti andare che non sei tu, che non sei davvero colpevole...che quando ti metto in bilico con la sedia e lascio che sbatti violentemente la faccia per terra, l'impotenza di allarga lo sfintere.
Ora il tuo caschè è contro le regole della danza, chissà forse contro natura, secondio me ti piace intimamente così...
Siamo avvinghiati guancia a guancia, ma tiro io le corde del nodo, odoro il tuo respiro, sai di paura.
Puzzi, puzzi come quella carogna che eri e che sei....
Nine, ten, do it again!
Veramente io avevo studiato Nine, ten a big fat hen, ma chissenefrega della grossa e grassa gallina, tanto sei svenuto e posso ricominciare da capo, basta la rima.

Franz Schubert: Der Tod und das Maedchen (La morte e la fanciulla)
Vorüber, ach vorüber!
Geh wilder Knochenmann!
Ich bin noch jung, geh' Lieber!
Und rühre mich nicht an,
und rühre mich nicht an!
09:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Viaggi | Link permanente | Commenti (99) | Segnala | Tag: dittature, vendette, cinema, sudamerica | OKNOtizie |
Facebook





