martedì, 02 settembre 2008
HOTEL MONTPARNASSE (1934)
“Che fame ! Una fame di qualunque cosa, va bene vivere d’amore e di libertà, ma non mangiamo qualcosa di decente da due giorni !”
“E’ così bello qui, Endre, mi sento così bene qui, se non fosse per questa fame !”
“Mi hai idealizzato ? Endre ? Qui una sessantina di chili di buona carne polacca, passionale e pulsante, un uovo, almeno un uovo, quante maledizioni a ciò per cui la mia famiglia è famosa ! Avevo sempre un uovo da mangiare al giorno, la mia prima ribellione contro quel cavolo di uovo ”
“Sai che dobbiamo inventarci qualcosa ?”
“No, non quello, non solo nuove posizioni, nuove poi non le abbiamo preparate tutte ? Ah, no ? Dobbiamo rinominarle secondo le nostre lingue ?”
“Dobbiamo inventare qualcosa di nuovo, sai sono irrimediabilmente corrotta !”
“Non è che ci ricasco, sono corrotta perché se mi salvo dall’essere condannata come ebrea, poi sono corrotta dall’essere borghese, ricca borghese, dal commercio di uova, siamo passati ad essere lerci capitalisti, poi sono corrotta per l’apostasia da tutto religione, famiglia, studio, tutto per la rivoluzione.”
“Che razza di idea, gli scrittori freelance e i fotografi freelance, puzziamo di comunista lontano un miglio e di ebrei da prima, anche senza vedere questa bella circoncisione. Non abbiamo la barba e mangiamo salsicce come un contadino ucraino, buone le salsicce quando ci sono, ma ecco cosa sembriamo due ebrei rompiballe, nessuno ci vuole, solo uno coll’altro.”
“Ci siamo proprio incontrati”
“Quegli stupidi di americani devono, devono pagarci, loro hanno i soldi e noi gli ideali, dobbiamo andare per strada…”
“No, non a mendicare, andare in Spagna, il prossimo posto dove devono resistere, ma senza soldi e con i nostri nomi possiamo tornare a casa se va bene”
“Ecco, qualcosa di più digeribile, almeno un nome qualcosa che vada bene per tutto un pensiero positivo per i giornali, per le nostre foto, come una commedia di Capra”
“Aspetta, “Accadde una notte”, con quello coi baffetti, una commedia dove i poveri sono onesti e i ricchi sentono i valori delle masse...un film americano, però sociale, quel che si può pretendere dagli americani, è di Capra, hanno bisogno di qualcosa di familiare per fidarsi !”
“Ecco Capra no, ma qualcosa di simile 'Capa', in onore del tuo bel capoccino che mi ha fatto innamorare"
"Saremo Robert, un bel nome "goym", Robert Capa per le agenzie e scatteremo fotografie per la Repubblica e per noi”.
“Vieni qui, inventiamo qualcosa e poi...mangiamo, la Rivoluzione può attendere !”

01:05 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA RESISTENZA | Link permanente | Commenti (42) | Segnala | Tag: robert capa, gerda taro, antinazismo | OKNOtizie |
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mercoledì, 02 aprile 2008
IPERVENTILAZIONE
KOREA, Cheju-do,1945
Da una parte la religione, cui tutto ci tiene distanti, una volta ho sentito: “confuciana”.
Der me non vuole dire nulla, il sole mi è più familiare.
Poi gli uomini, i maschi prima c’erano solo gli strati dell’oppressione:
Sacerdoti, nobili, i loro servi.
La luna con le maree ci è più vicina.
C’erano i nostri uomini, spesso zuppi della stessa mentalità, schiavi delle necessità di un regno distante, massacrati secondo il bisogno in qualche battaglia, soldati e poi solo schiavi.
La sera quando li trovavamo nelle nostre case come bambini capricciosi e cattivi, soffrivamo, ma erano nostri, erano calore quando serviva e per un poco bastava.
Poi erano arrivati loro, gli imperiali, erano ovunque, erano sopra quegli strati, erano vicini, erano ovunque, padroni, invasori.
Qualcuno ha goduto, alcuni la sera sono rimasti troppo fra noi, credendo d'averci vinte, noi tante volte sconfitte e quando si è riposato fra gli scogli, la marea lo ha portato via e mai più restituito.
Erano gonfi d’aria e di potere e ridevano mentre aggiungevano un altro peso sulla nostra schiena, togliendo quel poco d’onore e libertà e prendendosi il corpo.
Con le nostre pietra di profondità ai piedi andavano giù sorpresi, come quando ci immergiamo noi, ma senza più risalire, i loro occhi sembravano le nostre ostriche, bianchi e senza espressione.
Quarant’anni in un soffio di dolore, l’Impero nemico è stato sconfitto, ma le sofferenze certo non finiranno, di nuovo libere di essere orgogliose di una vita forte di stenti, ma nostra.
Restare sulla spiaggia, al vento per difendere il territorio di pesca, prendere aria e inghiottirne ancora.
La felicità attuale è una tuta di gomma che protegge dal freddo.
Terra, gabbia di niente, un laccio dopo l’altro vincola la nostra vita di convenzioni, la sicurezza di scelte e sofferenze.
L’ansia, ogni volta il terrore dell’imprevisto e la certezza che si può incontrare l’errore, il peggio, la fine:
il mare, la pressione che schiaccia, la lotta contro la materia, le onde e le correnti, la paura e il terrore del buio.
Ora prendo un altro respiro.
Noi tuffatrici siamo libere là sotto, troviamo perle e cibo e nessuno può dire a noi cos’è giusto.
Sento l'aria, sono l'aria, ho vinto la realtà che mi legava, sono mente, aria e braccia e gambe robuste, mi tuffo.

Ama di Hèkura Jima di Fosco Maraini

L’isola di Kim Ki Duk (Sud Corea 2000)
Tristi derive
Dài la barca o la vita
La Ama o non l’amo

Carmen Consoli-Il Sultano (della Kianca)
Perchè certe volte altro che Priscilla, la regina del Deserto !
00:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA RESISTENZA | Link permanente | Commenti (32) | Segnala | Tag: ansia, esercizi di ventilazione, orgoglio | OKNOtizie |
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venerdì, 12 ottobre 2007
INSOFFERENZA
INSOFFERENZA
Haifa è rossa.
La chiacchiera, il disprezzo e la sonnacchiosa voglia di ignorarsi di una volta si sta trascolorando.
La polvere, il vento che soffiava fra gli ulivi e le case strette che cullavano come un abbraccio caldo ed adesso la fine dei tempi e la gente ti guarda con disprezzo.
Ogni passo uno sguardo obliquo, primo perché sei donna, inferiore e poi perché sei ebrea !
Ero bambina e portavo l’acqua dal pozzo e sorridevo al mondo, c’erano i funzionari turchi e tante razze diverse. Se ne sono andati e non fu meglio, tollerati purchè stessimo buoni.
Ed ogni andata è angoscia, ed ogni ritorno incertezza, la più stupida passeggiata fra le case è il pericolo, non la Promenade sul mare, ma proprio dove dovresti vivere la tua città ed occorre che ti camuffi che tu non sia al primo sguardo come loro.
Poi sono arrivati quegli altri gli Inglesi ad insegnare come si viveva, ognuno al suo posto e chi ha la maggioranza vince..Loro hanno la maggioranza e noi in un angolo.
La mamma diceva che avevo una bella voce, mentre mi pettinava i miei lunghi capelli.
Il mondo si muove, il mondo lontano è contro la nostra gente, il mondo non produrrà nessun Messia a salvarci da qualche parte e qui dobbiamo avere il coraggio.
Ho preso i pantaloni di mio fratello Moishe, un poco accorciati, non sarò più come nessuno, non aspetterò una pietra lanciata a tradimento, ho un fucile, i capelli da combattente, all’amore penserò poi, il selciato delle strade trema al mio passo ed ora perché aspettare che qualcun altro faccia la prima mossa ? Comincia la caccia !
Canto lo stesso a lungo, prima di ogni azione ed i compagni hanno composto questa per me:
Piccola Sara“Con i tuoi capelli corti/
le munizioni pronte
prendi il mitra
abbracciami/
andiamo insieme sulla linea del fronte

Sara Livni riposa al Cimitero Nahalat Yitzhak a Tel Aviv è morta ad 85 anni aveva combattuto eroicamente nel Irgun Zvai Leumi, ultimamente, aveva appoggiato la politica della figlia Tzipi Livni nel progetto “Pace in cambio dei territori”.
Un terrorista che vince diventa un combattente per la libertà anche per il resto del mondo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_Stern
Libro di riferimento: Bertold Brecht “ Gli affari del signor Giulio Cesare” Einaudi .

Film di riferimento: Exodus di Otto Preminger (1960)
perché pensare Menachem Begin impersonato da Paul Newman, terrorista con la Banda Stern mi induce al sorriso.
01:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA RESISTENZA | Link permanente | Commenti (83) | Segnala | Tag: eroismi, specularita', storia | OKNOtizie |
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martedì, 05 giugno 2007
BATTITO
E’ regolare, sento il battito regolare, finalmente potrebbero essere finite le mie preoccupazioni.
Come mi appaiono sciocche ora, la fame, il freddo, la paura per i propri cari, la paura di morire.
Sento il mio battito, sento solo quello, ovattato ma forte a coprire il resto dei rumori del mondo.
Questo tepore poi, mi avvolge e mi inebria, mi culla e aggiunge ovatta ai miei pensieri prossimi alla dissoluzione.
Dolce questo benessere e dolcissimo sarà addormentarmi.
Presto.
Ancora un poco, qualcosa impedisce al mio corpo di distendersi comodamente e dire che mi sembrava di sprofondare senza fine.
Non mi era mai sembrato che il mio cuore facesse tic tac e soprattutto, forse gli affanni, non mi sembrava fosse così regolare e nelle quiete il mio cuore sembra mandare il suono del pulsare…dall’esterno, vicino ma esterno.
Una sirena, una sirena da un altro luogo estranea a questo battito.
Qualcosa gracchia in un angolo e sembra spegnere il tic tac cui m’ero abituata.
Avrà smesso di battere il mio cuore ?
Una voce di donna si inserisce nel nuovo rumore:
“Dobbiamo andare avanti, anche noi che non combattiamo, non lasceremo un centimetro della nostra città, un passo dopo l’altro, un respiro dopo l’altro. Anche se sentiamo le nostre gambe cedere, non possiamo concederci nemmeno la pausa di un secondo, non possiamo sederci per strada perché…”
Che voce strana, familiare e cosa vuol dire ? Come finisce questa frase ? Ora gracchia di nuovo e non capisco bene tutte le parole e mi sto addormentando, ma questa voce e quella frase…ah, ecco !
“….non possiamo sederci per strada perché la Morte, anche Lei, può essersi fermata a riposare e non deve vincere, Lei è l’alleata dei nazisti e gente di Lenigrado, la sconfiggeremo ! Parola di Olga Bergholtz…”
Ecco cos’era questo gracchiare, un altoparlante di Radio Leningrado !
Il battito…era il metronomo che mettono sempre durante gli attacchi aerei…
Sono caduta in un mucchio di neve..
Questa voce ! La voce è la mia ! Devo alzarmi…voglio ancora vivere !
Per quanto sia aspra ogni giornata, voglio lottare.

22:10 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA RESISTENZA | Link permanente | Commenti (117) | Segnala | Tag: lotta, pulsioni, eroi | OKNOtizie |
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