giovedì, 21 agosto 2008

Primo quadro di avviluppo caucasico

In fondo aveva due nomi ed era due persone e una parte al suo interno c'era sempre nascosta.
Per tutti Ekaterina che poteva brillare e sporcarsi, la donna, la stella che splendeva ogni giorno più forte e impietosa.
Per se tessa rimaneva Sofia, quella che era stata da bambina a Stettino, la principessina, lei poteva pensare e rimanere forte, prosperare nell'ombra.
Lo scintillio degli occhi, delle tante notti insonni delle estati vicine all'Artico e il flusso continuo di gente nella città, ancora così frizzante, così nuova, avanti nelle mode.
Gli uomini poi, poter gustare finalmente quel che più le piaceva.
Di valore capaci di rispecchiare le virtù fuori anche dal letto, Orlov, Stanislao e Potemkin, Bagration...e gli altri, che fame di amore, che fame di carne.
L'appetito maggiore, però, nato dal caso della scelta matrimoniale era di terre, persino più dei maschi : un gioco, un azzardo come quello delle notti bianche a San Pietroburgo.
Si muovevano masse, popoli, in luoghi sconosciuti , laggiù verso un Sud da fiabe e leggende, le incognite infinite e le immagini più vicine alle Mille e una notte o ai Gingilli indiscreti, che alla realtà vissuta.
Un rapporto di una spia, mentre si beve e si balla....un infiltrato in una tribù di pastori predoni, lo sguardo di chi ha visto tutto e vi ha lasciato solo la coscienza, se mai non l'aveva persa prima di lasciare il paese per l'avventura.
Un altro bicchiere, questi nomi fanno girare la testa: " è un racconto delle Crociate ? Uno della bibbia ? Forse gli Argonauti ?" 
Khabardino Balkaria, Ossezia, Abkhazi..Armenia, Lesghi e poi quella che dovrebbe essere più familiare, ma...arrovescia la testa e ride reggendosi forte al cavaliere del momento, punta lo sguardo fisso e scopre i denti in un sorriso aggressivo da tigre:
"Ou est ça Georgie ?" 
Medioevi eterni, alcuni si sviluppano abnormi e rivoluzionari e ingoiano le fragili staticità rimaste fedeli a se stesse.
Talvolta s'intravede, quasi, un genius loci.  
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GEORGIA
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Tramonto ideali
Nostalgia del consueto
tristi illusioni
Un poco si rideva, speravo meglio.
Speravo sempre meglio.
 

podcast
Giorgia: Un'ora sola ti vorrei.

18:13 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (36) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 21 luglio 2008

COSTRUTTO

Sono davvero sveglio ?
Devo aver dormito davvero tanto. Ricordo che ad un certo punto avevo la faccia a pezzi. Avevo realmente perso dei pezzi di faccia.
Forse un mal di denti, forse ho mangiato troppo ieri sera.
 
Ricordo un passaggio in un giardino dei guerrieri andavano in battaglia e io ero uno di loro. Siamo passati fra donne bellissime e uomini generosi, la folla era in festa e quando c'è stato lo scontro il nostro animo era festoso e abbiamo combattuto come se proseguisse il simposio.
Abbiamo vinto, credo.
Almeno questo dev'essere stato il risultato finale, perchè ricordo anche distintamente il percorso che si snodava fra deserti e cimiteri, la vanità dell'essere e la transitorietà dell'umano e lo lotta senza paura contro il nemico, avendo già vissuto la propria morte e la vittoria anche in questo caso.
 
E' possibile essere Tito Quinto Flaminio e impregnarsi di ellenismo, entrare in contatto e scontrarsi e confondere il proprio tempo e poi rinunciare al contatto in virtù di un interesse, in ipotesi, superiore: sconfiggere la Macedonia, rendere indipendente la Grecia e asservirla ? E Quinto Cecilio Metello Macedonico colse lo stesso frutto sottomettando la Macedonia o fu un frutto diverso o tutto accadde perchè doveva accadere. Sempre che tutto sia davvero successo o che non stia svolgendosi ora.
 
E' possibile volare, scendere e confrontarsi, trovare un'ipotesi, mischiare a lungo le proprie carni e appellarsi allo spirito di sacrificio, e rinunciare per l'impossibilità ?
Il profondo riportato in superficie, il sogno e la realtà era alta
E' davvero impossibile cambiare strada ?
 
Il successo di Second Life, essere altri se stessi, fare la storia con piccole proiezioni di se o di ma, splendere su altre superfici, tutto il prevedibile, solo un poco meglio.
 
Le realtà molteplici, i tempi fluidi, i ricordi, lo scorrimento auspicabile non necessario.
Dall'alto verso il basso, ma un genio di Siracusa anche questo lo ricordo, aveva pur ipotizzato per qualcosa una spinta dall'alto verso il basso...e molti secoli fa, se vale solo per le triremi avvertitemi, ma allora cosa faccio nella vasca da bagno ? Perchè galleggio ?
 
Il mio volto vero era quello distrutto o questo che penso che sia stato ricostruito ? Chissà cosa ho fatto veramento e cosa ho sognato.
Sento di avere un sorriso, forse sono i miei denti, finti e non posso fare altro, forse non ho mai fatto altro ho solo unito dei mattoni, senza un fine, non sapendo se il muro c'era prima, ci sarà dopo o ci sarà mai stato.
 
Fra poco proverò, sempre che questa realtà sia questa che penso, proverò ad accendere la luce e credo vedrò.
 
Per fare tutto ciò servono, un braccio, la corrente, un interruttore, degli occhi, uno specchio, qualcosa da vedere. Speriamo sia tutto a "posto" o che queste cose si siano incontrate qui.
  
 

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O se vogliamo 
sempre di Alejandro Amenabar come regista
con Penelope Cruz come protagonista
medesima storia solo uno spagnolo,
l'altro ammerikano.
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U2 With or without you

13:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 13 aprile 2008

LE VITE DEGLI ALTRI

Dài Robert, lasciamelo dire, eri incredibile quando si doveva colpire, geniale quando si trattava di scappare, ma in questi giorni ti stai comportando come uno stupido !

Che significa che tutti i giorni vai a dire che abbiamo allargato le maglie, che siamo diventati dei rivoluzionari da circo equestre ? Non vedi che Walter, Walter Ulbricht, il capo del partito, che già non sopportava la tua fama di “uomo d’azione”, in questi giorni si comporta come se non esistessi ? Dire poi che i nostri martiri si rivoltano nella tomba e che era meglio morire dall’altra parte, nel mucchio dei criminali !

Son cose da dirsi ?

 Erich, era terribile la nostra vita allora, i nemici erano onnipotenti e vincevano e pensavamo che la Germania non si sarebbe mai salvata. Lottavamo senza speranza di vite e sola ci salvava dalla disperazione il pensiero dei nostri  ideali e la disperazione della realtà negli occhi. La morte non poteva essere più brutta della realtà quotidiana. Volevano uccidermi, volevano ucciderci, lo sai, erano nostri fratelli, ma di questo non gliene fregava niente.

I miei fratelli sono diventati i proletari di tutto il mondo e di quegli altri che dovevano fondare un Terzo Stato di questa nostra nazione maledetta non sapevo che farmene e quando c’era da affrontarli non ci ho pensato su, li ho uccisi e non perdonerò mai la vergogna con cui hanno coperto il mio essere tedesco. Fra l’altro proprio tu che eri la vittima ideale ebreo e comunista, sei nato apposta per combatterli.

 

E’ vero, ma adesso dobbiamo avere il senso dello Stato, il momento dell’odio per il vecchio nemico è passato, oltre alla lotta di classe dobbiamo dimostrare al mondo che il nostro è il sistema migliore per l’uomo.

 

Ma io ne sono convinto, io ci credo, qui finiamo che facciamo la fine di quei borghesi dei socialrivoluzionari, belle parole, un pezzo di nuovo e un pezzo di vecchio, riciclare, rinnovare e poi non si cambia niente.

 

Robert, sempre più duro e puro ? Con cosa lo dovremmo fare questo Stato, abbiamo bisogno di gente pratica, mica di patate !

 

Formiamo come abbiamo letto “l’uomo nuovo” ! Certi giorni mi sembra di dirigere un ufficio della Gestapo ! Un giorno di questo mi toccherà stringere la mano a un mio torturatore ! Il mio palazzo pullula di Nazisti !

 

Robert, i vecchi poliziotti quelli con esperienza servono sempre. La polizia poi ci serve più efficiente che mai, che facciamo tiriamo fuori degli incapaci ? Sono degli idealisti che erano finiti sulla cattiva strada, ma li abbiamo rieducati.

 

Così rieducati che l’altro giorno hanno sparato sulla folla che protestava ? E’ questo il bene del proletariato cui ho dedicato la mia vita ? Questo comunismo mi fa schifo !  Io ho sempre avuto altri ideali, quelli veramente marxisti !

 

Robert, basta, smettila di fare il bambino !

Così sparì l' ex capo della polizia a Berlino Est, Robert Bialek, antifascista specchiato, amico un tempo di Erich Honecker.

Critico con la politica stalinista di riabilitazione dei funzionari ex nazisti, anche nelle forze di polizia, passò a Berlino Ovest (ancora non divisa dal muro) e a 40 anni fu portato nel carcere di Hohenschönhausen, il terribile carcere per dissidenti di Berlino: di lui furono cancellate tutte le tracce.

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Ma domani e dopodomani pensate che ai mali di casa nostra...
e a quanto siano più pericolosi i ladri e mafiosi degli utopisti.
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Terra e libertà

Realismo contro ideali

Meglio sognare

 

(era troppo mettere Le Vite degli Altri, io in un mondo migliore ci credo, ci spero,

 piango sempre quando vedo questo film)

 


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Non ci si crede...non ho trovato The Day is coming di William Morris

00:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (33) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

mercoledì, 12 dicembre 2007

ZIBALDONE

Alcune volte mi stupisco che certe idee non passino come il vento nell'orbe terracqueo, penetrino nei pensieri delle persone e germoglino a migliorare la vita.
 
Nella mia testa le persone dovrebbero cadere in ginocchio in adorazione dei messaggi trasmessi riconoscendo la loro universalità e dichiarandosi pronti alla cieca obbedienza.
 
Naturalmente nel mio sogno, ad occhi aperti, non c'è bisogno di cieca obbedienza perchè essendosi diffusa la vera verità non c'è contrasto e nessuno combatte contro la sua affermazione, anzi si lavora tutti assieme per il progresso. 
 
L'ancora sia alla realtà, sia alla speranza di riuscire a fare qualcosa e soprattutto di non essere soli nel sentire alcune pulsioni e sofferenze per me è Blob.
 
Blob su Raitre attorno alle 20 punta il dito, siamo di più nel mondo, la mortalità infantile è scesa e ciò è bene, qualcosa si fa, però c'è ancora tanta sofferenza e si potrebbe fare qualcosa di più.
 
Ad esempio nella splendida Italia c'è una strage di giovani.
No, non quella del sabato sera, di ragazzi che bevono o si drogano, c'è la strage delle morti sul lavoro.
Se ne parlava meno perchè spesso le vittime sono negri o meridionali e parti dell'ingranaggio. poi l'altro giorno una mano del destino più pesante e qualche servizio al telegiornale fra le prime notizie s'è racimolato.
 
Ieri sera hanno trasmesso Blob fuoco, c'era un padre che urlava, invecchierà solo, siamo tutti un po' soli.
 
Le ultime immagini erano di amici intorno ad un tavolo da biliardo, cantavano una canzone, famosa nella versione di Diana Ross e le Supremes:
Can't Take My Eyes Off You.
 
La vita, almeno quella che conosciamo concede un colpo, un colpo solo come nella caccia al cervo.
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“L'’avresti detto che la vita sarebbe cambiata così?” “No”.
HO ANCORA LA PELLE D'OCA.
Il cacciatore di Michael Cimino (USA) 1978-
 
 
podcast
Can't Take My Eyes Off You, written by Bob Crewe and Bob Gaudio, was a 1967 single by Frankie Valli. The song was among Valli's biggest hits, reaching #2 on the Billboard Hot 100 and earning a gold record. It was one of several hits that Valli recorded with the participation of his vocal group, The Four Seasons, and his biggest "solo" hit until he hit #1 in 1974 with "My Eyes Adored You".

18:45 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 27 novembre 2007

UN RESPIRO

La collina è aspra, il cammino è stato, è tuttora duro.

Era l’accordo, obbedire a qualsiasi ordine, credere e non dubitare e non tentennare.

Un altro passo verso il destino, verso quell’azione impossibile che sfiora l’assurdo.

La lotta fra due amori, la lotta contro quello per cui daresti la vita, ma non la tua.

Affanno e neri pensieri, ormai il deserto più che in questa brulla terra è dentro quel che vorresti pensare, più secco della gola assetata, più secco degli occhi che hanno sparse troppe lacrime.

In tutte le valli, su tutte le pietre vicine e distanti come realtà parallele, fotogrammi staccati con gli avvoltoi ingozzati di incredulità e risentimento.

Alla fine del percorso molti i montoni impigliati nei cespuglio, molte le vite che si fronteggiano morte ogni giorno, poche volte Dio ha provveduto ai bisogni, molti troppi gli Isacco sacrificati, talvolta senza nemmeno il coltello, con le pietre, insieme agli Abramo di una o dell’altra parte, indissolubili.

Invece, quando e dove non te l’aspetteresti mai, in un momento nero di conflitti interetnici, in una base navale, avvinghiata ad una città, qualche cosa si è mosso, Annapolis, si parlano, riprende il processo di pace, qualcuno forse si salverà.

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GERMANIA: Palle in vetro per alberi di Natale

In the Valley of Elah di Paul Haggins (USA) 120

 

 

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Buoni e cattivi
le regole della lotta
non ora non qui

 

e per soprammercato eccovi Giovanni Allevi: Water Dance

speriamo in un Buon Natale


podcast

23:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (27) | Segnala | Tag: israele, palestina, pace | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 29 ottobre 2007

PAPEROPOLI (tisane di tiglio a)

 

Il cellulare alle 8 e 20 di mattina squilla insistente.

E’ un pungolo, devo velocizzarmi, invece di perdermi nel dialogo filosofico con Charlize, devo tirarla fuori dal bagno, portarla all’Asilo, infilarle il cappottino, altro che  perdermi a spiegare:  

“Che paese è la Zermania ?”

“E’ quello vicino alla Polonia, talvolta troppo vicino…”

“ Ah, ed allora gli umani della Polonia non avevano più un paese ?

“Eh, già”

“E la Russia, che paese è ?”

Intanto squilla e si avvicinano le 8.30, almeno per le 9.00 DOVREI essere lì a consegnarla.

Seguo il suono, è in cucina, mi avvicino al ripiano, il visore ripete ritmicamente un nome ed un cognome, un tempo pensavo che fosse la donna della mia vita.

Era un’idea del tutto proiettiva, come accade spesso in amore, non ci fu mai niente ed a posteriori, pur rimanendo il rammarico per l’esperienza mancata delle sue carni, ho confessato a me stesso che mi ero innamorato di una prospettiva, di avere una donna per amico; peccato che la sua gestione di fidanzati non fosse improntato alla complicità, ma alla più trita consuetudine affettiva, persino noiosa.

L’intermittenza del cuore si sposa con il ripetersi dello squillo.

Solitamente penso positivo, ma l’incredulità di quel che vedo mi porta a calcoli di probabilità.

Non la sento da mesi, sposarsi si è sposata, figliare ha figliato, a quest’età starà morendo o sarà morto qualcuno, mi predispongo.

“Sai Aka, che ho portato Filippo alla scuola ?”

Cazzo ha anche lui sei anni ? La prima elementare ?Mi pareva nato una vita dopo Attila!

“ Alla Scuola Maria Ausiliatrice festeggiano i 50 anni dalla fondazione, ieri era il giorno della morte di Enrico Mattei  ed hanno affisso le foto dell’inaugurazione e poi immagini dei momenti della vita di questi anni”

La mia scuola, a Paperopoli, con la sua aria da campus americano,  era ovviamente cristiano-sociale, gestita dalle suore suore, ma vagamente Montessoriana anche nelle architetture, moderne ed a misura di bambino. C’ero tornato anni dopo ed i soffitti, un tempo altissimi, mi superavano al massimo d’una ventina di centimetri. “Mi sono avvicinata ed ho pensato ‘Chissà se conosco qualcuno ?’ Io era in Via Libertà, non c’ero. Oh, non crederai mai, chi c’era nella prima foto” Una suora che non arrivava al metro e sessanta figlia di un’operaia comunista, 36 bambini, classe mista sperimentale, alle ultime fila tirava il cancellino, il baby boom ed il miracolo italiano. “Eravate tu, Glori e Tricotti”  Mi sveglio e balbetto: “Scusa come ? Quando ?” Lei “Fai un po’tu, c’è scritto 5 A sul cartello” Ulp :“32 anni fa….e com’ero, grasso ?” “Aka eri tu, uguale”.  
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Film di riferimento:

Perché senza di lui non sarei mai esistito in questa sostanza e men che meno, Paperopoli.

Se volete chiamatela pure San Donato.

Il CASO MATTEI di Francesco Rosi (1972)

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Odio e petrolio,

Incidenti casuali,

Sette Sorelle

                                                                                   *

Misteri d’Italia

Gelosia d’oro nero

Nessuna Pietà

 

 


podcast


REM- Shiny Happy People

00:05 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA | Link permanente | Commenti (57) | Segnala | Tag: storia d'italia, storia personale, madeleine | OKNOtizie |  Facebook