martedì, 08 settembre 2009
PICCOLE ERRATICITA'
Il prototipo della beghina baciapile. credo sotto il metro e cinquanta...madre, non so come di tre bimbi (che ora l'hanno resa ampiamente nonna) sposata con un marito piccolo a sua volta, ma leonino, che girava in Lambretta e l'ha resa ormai da tempo immemorabile, pur essendo morto con i figli che avevano raggiunto l'etò adulta, vedova.
L'aspetto asciutto e avvizzito le avevano sempre conferito un quel di cinese, quanto Mr.Magoo e come le gag di quel fumetto la caratteristica della vecchietta, che ricordo nella mia tenera età anche abbastanza bacchettona e rompiballe tout court, cero anche senza alcun episodio preciso, era di essere sprovvista di un gran numero di diottrie.
La senescenza non l'ha certo aiutata e credo che attualmente veda ombre più chiare nel vuoto e ombre più scure per persone, alberi o automobili.
Se una volta però potevo riconoscere i suoi orari, scanditi su quelli di una funzione, di una messa o di qualche attività della parrocchia, ora spesso nel vuoto astratto di questa cittadina di plastica e giardini, la incontro che bordeggia a orari improbabili, noi soli, la saluto sempre e solo qualche volta sotto casa mia ha il coraggio di domandarmi chi sono. Ora è diventata simpatica nella sua fragilità rattrappita e mummificata.
Dove vada, se abbia sviluppato dei sistemi radar come i pipipistrelli o se segua una legge divina dell'errare...costruendo i riferimenti di un piccolo universo a lei solo noto, non ardisco a interrogarla. Forse coi suoi occhi ciechi sta cercando Dio o forse la troverà lui.
19:01 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Paperopoli | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | Tag: senescenza, religione | OKNOtizie |
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venerdì, 28 dicembre 2007
PROFUMO DI PERSIA

FUOCHI ARTIFICIALI PER IL 60 anniversario dell'Indipendenza Indiana, per tutti gli altri Buon Anno.
00:49 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Paperopoli | Link permanente | Commenti (20) | Segnala | Tag: passione, immobili, kami, azioni | OKNOtizie |
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sabato, 24 novembre 2007
PARIGI BRUCIA
Staccare i ricordi dagli avvenimenti, da una parte i nomi e dall'altra l'indistinta vaghezza dei trascorsi.
All’improvviso basta un efferato delitto più o meno gratuito, un gioco di specchi di rimandi ad altro, da altro ancora, ed ecco che il sasso nello stagno non solo forma i centri concentrici, ma torna a galla.
San Germain en Leye, una gola tagliata, un epilogo di follia.
Ventiquattro anni fa, la gita dell’Omnicomprensivo di Paperopoli aveva quel paese vicino a Parigi come meta e base per la conquista della capitale francese.
La cultura la proiezione per i genitori, la perdita della verginità l’obiettivo di molti partecipanti:
un torneo di sesso, alcool, vita che scorre varia, speranze.
Nel nostro albergo, due gruppi del classico, l'usuale minoranza di maschi, la mia classe, la terza Liceo, la maggior parte maggiorenni, nessun connubio incrociato, si diceva allora "fighe di legno, timidi accenni, in parte, sviluppati moltissimo tempo dopo, poi ignomignosamente scomparsi, un gruppo di morti di sonno.
L’altra classe più appetibile, ma molto sconclusionati.
Entrambe minate sin dal primo giorno da un pesantissimo virus influenzale, eppure bisogna strappare ogni momento.
Inutile, non quaglia, nessuna magia che scatta, nessun amore che si trasformi in qualcosa di simile al sesso, inutile aspettare oltre, fermi nello squallore delle nostre stanza.
Poco innocenti, mentre un gruppo di Finlandesi gettava bottiglie vuote di vodka nella tromba delle scale, cantando perchè ne avevano ingerito il contenuto, scappammo dall’albergo così “da gita”.
Compagnia male assortita, verso l’ignoto, ignota soprattutto la lingua, nella notta piovigginosa, camminavamo giovani disposti a quicunce, ognuno individuo, sperando di incontrare chissà cosa di parigino, almeno una birra presa "da grandi".
E lo trovammo: un bistrot sotterraneo, fumoso, gente che c’appariva strana e forse perversa, sapeva di proibito, sapeva di peccato.
Una birra, una sigaretta, in tutto una decina, di ragazzi, alcuni dei quali si sentivano già grandi, ed uscimmo, senza aver neanche provato a conoscere qualcun altro, padroni dei nostri passi e della notte parigina.
Per la nostra esperienza delle cose avremmo pututo avere noi una lama sul collo e poi più niente.
La settimana successiva, tornati in autobus alla patria natìa e soprattutto in quel paese immaginario che è Paperopoli, la maggior parte di noi raggiunse i quaranta gradi.

Ed uno dei compagni d'allora è un pazzo...geniale, simpatico, poetico, ma pazzo e ciò non è bene.
Auguri anche da Bill, Sun on you chè oltre ad essere mezzo inglese e lo capisci, ce ne hai davvero bisogno.
La vita sognata degli angeli (La vie rêvée des anges) Francia 1988
Morte e speranze,
(la) Gioventù brucia spesso,
Fiamma senza luce.
01:20 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Paperopoli | Link permanente | Commenti (59) | Segnala | Tag: viaggi, sviluppo, vita | OKNOtizie |
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