lunedì, 09 marzo 2009

TELEVISIONE ?

Sono stato tanto tempo al buio, ero tranquillo, sentivo che mi stavo espandendo, non avevo limiti, forse all'infinito.
Non avevo paura e non c'era nessuno che mi scocciasse.
Forse passavano i secoli, i millenni ma la mia sola presenza mi bastava, pago di me, nemmeno lontanamente anniato.
Poi si potrebbe dire un vento o forse un prurito, la voglia di contemplare qualcosa di finito che spezzasse l'eternità, un punto luminoso.
Potevo farlo e l'ho fatto.
 
Il desiderio. La felicità del possesso totale, la fame che si alimenta senza la soddisfazione totale e si trasforma in crapula.
Il cielo stellato.
Loro le eccezioni e io ad occupare gli spazi siderali, gli enormi interstizi del vuoto, per lo più contemplativo.
Voglia di rumore.
 
E ascoltai il fruscio del vento, ma prima i vulcani e i terremoti e prima ancora i tuoni.
 
Il movimento è interessante, di suo.
La mia percezione del brulicare, la frenesia con cui le cose mi comparivano e io giosamente creavo, sentivo e facevo.
 
Poi, infine la gente.
Crescevano, si accoppiavano, si moltiplicavano, si lamentavano, urlavano, si uccidevano.
 
E non avevano le ali e quello era andato con quello mentre stava con quella e la fine era arrivata troppo presto e troppo tardi e quell'altra stava con quell'altro e quell'altro mangiava troppo....avevo messo delle regole facili, facili, qualcosa di alimentare, qualcosa di sessuale, giusto per non lasciare il percorso in discesa, ma loro niente...infelicità e rumore e urla, tante urla.
 
Ho mandato un diluvio. Avevo sbagliato qualcosa...cioè non proprio sbagliato, ma che cavoli nella perfezione non c'è divertimento ! 
 
E adesso ricomincio da capo, ma col cavolo che mi faccio coinvolgere, un bel mondo luminoso quanto basta, come viene viene, colorato, da guardare, per vincere la noia ma se c'è un casino...Basta ! Mi volto da un'altra parte e se la sbrighino da soli !
 
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19:24 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in mortalità e resurrezione | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

domenica, 17 febbraio 2008

PROSPETTIVA

Gli occhi dovrebbero essere specchio dell'anima, ma io per primo li porto coperti, parzialmente.

Ecco la cornice d'oro su fondo rosso, seta che si diparte in onde, flutti e meandri dal centro, un frattale o meglio una felce primordiale; mi concentro mi avvicino, la prospettiva inquadra il bianco del volto, la tensione si ccumula e si libera ritmicamente, le pinne del naso si dilatano, si allargano, il respiro un affanno gioioso, il successivo allontanarsi addensa le aspettative del ritorno.

L'iride si rischiara pur nella penombra la passione illanguidisce, ma elettrifica l'aria, un tuffo nella sua azzurrità marina.

Le palpebre abitualmente sornione cercano un'apertura ancora più ampia, spasimi di nuovi archi circolari di stupore. Una zoomata, la dinamica repentina di avvicinamento, una spinta dall'alto verso il basso la forza di gravità aiutata da quella di volontà, il ritorno assicutato dalla leva di un'elastica colonna vertebrale, un dolce contrasto della molla naturalmente perfetta, ricordata da due caviglie con le spalle come binario,.

Le pupille, all'impovviso si dilatano, il nero un pozzo dell'anima, da cui uscire, o entrare, mentre ci si avvicina davvero e armonicamente si apre la bocca, tante volte baciata, le labbra disserrate un altro buio, quello il terzo occhio spirituale .

Il respiro se non fosse già affannoso per il moto metodicamente scandito diventa necessariamente più sforzato, più bisogno d'ossigeno, più sangue alle membra.


Tre vortici infiniti neri e profondi, mi muovo, mi perdo eppure sono lì molto presente e sempre più all'interno, dentro l'anima, oltre che dentro, profondamente, infisso nel corpo.

Nella dinamica suprema del momento contemplo l'insieme, al posto della materia, il vuoto sembra dichiarare di aver compres la percezione del senso della vita, un momento estatico trascendente nell'immanenza del piacere:
"ecco, questa è la verità".

Ad occhi spalancati.

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YAMANOUCHI-Scimmia nell'acqua termale
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Hong Kong Express di Wong Kar Wai (1994)
Cemento in cuore
provvisori abbandoni
tristi oggetti

 


podcast
Prince & Rosie Gaines: Nothing compares 2 U (la colonna sonora del post è questa, per

22:57 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in mortalità e resurrezione | Link permanente | Commenti (92) | Segnala | Tag: passioni, kami, azioni, divenire | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 12 febbraio 2008

VERBO VOLANTE

Prima di parlare sono stato immagine di Dio ?

Se Dio è la parola, io che ora la possiedo posso essere diventato io stesso la prova non già della sua esistenza, ma la prova per coloro che errano ?

Quale la forma, quale la sostanza in cui comparire ?

C’è molto caldo fuori, le mura spesse e la penombra aiutano la sopravvivenza, ma non bastano a salvare l’individuo mortale, mentre la stagnazione dell’aria induce all’eternità dell’essere più che ad un improbabile divenire.

Io so però che quando il torpore diurno potrebbe ipotizzare l’immanenza della stabilità, l’escursione termica chiamerà il vento, questo stesso pugno di case sarà ancora più stretto e l’immensità della sabbia si schiaccerà sulle case, spingendo verso lo specchio che è azzurro di giorno e di notte è un abisso oscuro più insondabile dell’anima mia.

Arrivato da lontano, andrà ovunque e chissà dove, scuote i radi e tenaci arbusti e scosso sono anch’io nella mia potenziale divinità.

Questi luoghi estremi partenza di influenze verso il Nord tante volte conquistate e tante volte trampolino di conquistatori, il sole forte, il mare confine di comunanza ed io che mi sciolgo e sublimo, trasumanando.

In quale religione manifestarmi o in nessuna, c’è tanto vento in arrivo ed io lo sento e l’inquietudine assale la mia onnipotenza.

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Cielo d'Algeri

Umberto Eco un cliché fa sorridere, cento commuovono

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Casablanca di Michael Curtiz (1942)


podcast
Perchè Lili Boniche io l'ho davvero sentito cantare ai Giardini di Via Palestro a Milano: Alger Alger.

Vecchietto arzillissimo e geniale.

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giovedì, 17 gennaio 2008

BORDEAUX 1930

Mi dispiace per il disordine
Hans

I gabbiani si sono sollevati poco fa, un colpo, sono salita, l'aria del mattino con le brezze dal mare ancora mi aveva fatto correre leggera le scale.

La Garonna mi ha fatto sempre pensare di poter realizzare i miei piccoli sogni, di essere sul punto di partire, di fuggire la povertà, gli abusi e le ingiustizie.

Il porto, il mare, le grandi navi.

Le finestre solcate da piccole gocce di pioggia, appoggiata al vetro la fronte, gli occhi chiusi.

L'affanno di scoprire ed il rumore che sai che non può essere altro.

Avevo visto quel bel giovane, nei giorni scorsi, avere ancora un poco di luce, di speranza, fino a ieri.

Si vedeva che era nato signore, allevato come un principe.

Vedo il letto strapazzato, appena entrata, bagnato, devono essere state le lacrime.

Ieri entrato piangeva: "Paulina, Paulina, nemmeno te sono riuscito a salvare ? A cosa servono i sogni, a cosa servono i sogni, se noi non li possiamo vivere ?"

Abbiamo provato, anche il padrone ha provato, lui che pensa solo a pagamento delle stanze, a consolarlo, pensavamo fosse una sua fidanzata, era sempre così solo.

No, ci ha detto che sarebbe passato....ha sorriso ed ha detto "L'hanno prossimo a Gerusalemme" ed il sorriso amaro s'è spento.

Ha sussurrato "mia sorella" ed ha ripreso a piangere.

Vedo il sangue, una pozza di piccole onde sul parquet, il corpo.

Si è sparato e tutto quel che ha lasciato è un biglietto stupido ed insensato.

Quanta sofferenza per realizzare i sogni, ma qualcuno riesce.

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Hans Herzl si suicidò, il giorno prima del funerale della sorella Paulina, morta per un' overdose di morfina, dopo aver fatto dentro e fuori dagli ospedali psichiatrici.
La bara che ha seppellito insieme i figli del fondatore del sionismo è rimasta nel cimitero ebraico della cittadina francese fino a ieri.

Con un ritardo di 76 anni, lo Stato israeliano è riuscito a esaudire le ultime volontà di Theodor Herzl. «Desidero essere inumato in una cassa di metallo vicino a mio padre, a Vienna, e rimanere lì, fino a quando il popolo ebraico non porterà il mio corpo nella terra d' Israele, assieme a quelli dei miei parenti, se allora saranno morti».
Oggi 20 settembre 2006, Hans e Paulina arrivano a Gerusalemme per essere sepolti sul Monte Herzl. Ci sono voluti due primi ministri (Ariel Sharon ed Ehud Olmert) ed  il verdetto del rabbino capo sefardita
Shlomo Amar.

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Sogni e illusioni 
Legami e educazione
Qualcosa resta
Jordi Savall: Tutte le mattine del mondopodcast

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venerdì, 16 novembre 2007

RITIRO

RITIRO

Capisce Donna Espedita ?

Le miserie del mondo, lo spirito, l’anima battuta come uno straccio per lavare, tante volte nello sporco ed altrettante strizzata.

“ E che ci vuoi fare, quello è il mondo, beat’ a te che sì nu bravo guaglione”

Sì, però questa volta ci contavo, ero davvero stanco ed erano mesi che sognavo la quiete di quel monastero , quel luogo d’eremitaggio sull’Appennino sopra Fidenza.

E pure credente sì ! Che vuole la ggente è chiù”

Era tempo che volevo condividere un’esperienza con Anna, che sentivo così vicina, con uno struggimento dei sentimenti che non provavo da anni..

“ Credente timorata di Ddio. E’ na bbuona guagliona pur’issa ?

Anna, la sera prima avrebbe dormito a casa mia, la nostra una pulsione ancora non toccata dal pur legittimo, anche se biasimevole, desiderio del corpo, tre giorni con me e quel che sarebbe stato, sarebbe stato, .

“ E anche se si è religgiosi, quello siete ggiovani, la voglia ci sta “

Ci siamo coccolati, a casa mia, lei era ad un passo da ma Anna me l’aveva detto che fra noi non ci doveva essere niente, ma pur non volendo approfittare dell’occasione, mi dicevo che un passo alla volta avrei perforato le sue barriere, la sua corazza.

La mattina, il viaggio insieme, l’inizio è stata una favola romantica - Donna Espedita - un film di quelli a lieto fine, io ed Anna, ci guardavamo negli occhi ed a me, sorrideva tutto, ma dico tutto anche il futuro.

Quando c’è l’ammore ci sta tutto ! Bbene,bbene”.

Poi il secondo giorno era stata prevista la passeggiata di riflessione solitaria nei boschi,  Anna mi ha detto che era un po’stanca che avrebbe fatto i suoi pii pensieri in camera sua.

Fa notte presto e freddo.

Antonio che aveva parlato con noi, tutta la sera davanti al caminetto, dai pensieri celestiali ed argomentazioni sublimi, era in camera con Anna.

Lui aveva il viso che trasmetteva concentrazione, lei un sorriso d’estasi che tradiva una comunicazione profonda, era felice come non l’aveva vista mai..

La stava montando furiosamente e fino al momento in cui si sono accorti della mia sbigottita presenza, ho sentito che le loro anime erano fuse come i loro corpi, toccavano il Paradiso.

 

Comme comme ?Che va truvann' e cchiu la ggent'" "essa" " pur' si era venuta cu te ?"

Capisci ? Di lì in poi il mio ritiro spirituale è stata una veglia funebre; la loro estasi di un attimo, un’attrazione solo fisica, non  ha impedito ad Anna di trascurare ogni regola, infangare la Santità del luogo e mettere una lapide sul mio cuore palpitante.

" E ch'amma fa guagliò, cchiu so bizzoche e chiu so stuppulone".
 [*]

A questo esempio di saggezza sono riuscito a vedere la vicenda dall’esterno solo come narratore e non come attore coprotagonista (mio malgrado), fortuna poi che per non urtare la sensibilità di Donna Espedita  e magari perdermi questa perla di saggezza popolare, ho evitato di dire che Anna è un nome di fantasia e che io sono un credente ma un credente gay e per il ritiro son partito con Giovanni, quello stuppolone ! Proprio con Antonio doveva andare e proprio al mio Ritiro !

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Jeff Koons: Hanging Heart

 

Film di riferimento: Rashomon di Akira Kurosawa (1950)

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Dura verità

È sempre relativa

Come (la) racconti

 

podcast
Amy Winhouse 



[*] Più sono beghine e più sono donne leggere

08:40 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in mortalità e resurrezione | Link permanente | Commenti (104) | Segnala | Tag: religione, sentimento, passioni | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 07 settembre 2007

CELLULA

Contaminazione, talvolta la malattia è dialettica del corpo, vaccinazione od esito...non sempre è dato saperlo in anticipo.
Questa la dialettica dell'imperfezione e dell'evoluzione, forse l'universo freddo con piccoli nuclei ribollenti, vera sorpresa o miracolo ? Le scie di luce del passato magmatico, la coscienza dell'individuo, un singolo, il flusso del sangue della fecondazione, l'effimero che si fa Dio, superbia di fronte all'incalcolabile. Eppure le orbite, le variabili infinite, uno specchio per contemplare l'aria e nel vuoto, la materia che si fa passaggio e sostanzia la sua potenza all'atto...
Poi buio apparente, la marea, la corrente, cibo, ingallamento, morte, rinascita, nessuno risposta dal lontano, ma s'immagine un sorriso, la storia, l'apeiron.

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BELGRADO - Torre e paracadutista
Riferimento cartaceo:

Antonin Artaud: Eliogabalo

Riferimento cinematografico:

Peter Greeneway: Belly of an Architect (1987)
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La città eterna

la caducità umana

sfidare il tempo

(con le pietre)

15:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in mortalità e resurrezione | Link permanente | Commenti (63) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook