martedì, 15 luglio 2008
ROSSO VENTOSO
Cinque vesti scarlatte, gesti circolari fra piani di grigio e d’azzurro.
Namaste, un sorriso, il suo, il suo lo stesso.
Un quadrato, un cerchio, un altro quadrato, un altro cerchio. Un mondo dai contorni sfumati.
Cade leggero e impalpabile un flusso costante dall’alto, la luce rifratta restituisce la materia, sabbia colorata e questa forma un universo di piccole figure.
Un cervo dal ventre dorato, un’aquila, l’incontro di persone, lo sviluppo, la storia, una storia che continua.
Tutto è al suo posto, tutto è in armonia e promette la pace, i gesti armonici dei monaci disegnano dalla verticale curve di una bellezza assoluta.
Il futuro è irreale e il presente è davvero questo che sentiamo ?
Il disegno contiene tutto, guardandolo possiamo scorgere la spiegazione, LA SPIEGAZIONE.
Colore, vita , speranza, nitidi percorsi ed esistenze reali come le nostre, si dipartono sentieri, si compiono scelte e dove si va ?
Ecco il capolavoro del mandala termina, è finito, è finito e quindi finisce, pochi colpi e scompare, ritorna sabbia, sabbia colorata e poi anche quella il vento disperde.
La ruota gira, la ruota ritorna.
Namaste, rossi Sadhu dal Tibet, ci siamo come granelli di sabbia pensante.
01:20 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (13) | Segnala | OKNOtizie |
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mercoledì, 19 dicembre 2007
RIETI
Mancavano connessione con la vita, mancavano ragioni per la passione.
Sentivo la radio, guardavo la televisione e c'era la vita che scorreva e voleva uncinarmi, eppure avrei dovuto, nella mia famiglia tutti leggevano e cosa dovevo fare io.
Era già da un anno che vivacchiavo, era arrivata l'estate, avevo già passato i tre quarti di quell'infinita estate infantile, Senigallia, L'Aquila e stavo ritornando indietro.
Un pellegrinaggio nel centro Italia fra antiche città e sorelle di mio padre, sempre Rieti.
Una casa fra gli orti, il bordo della cittadina, provincia dal fascismo, la tapparella scesa a schermare il sole, alto sulla destra, un vago sentore dellarco che compie attraverso la cornice del finestrone.
Questi pomeriggi destate che già sembravano non finire mai.
Lo zio preside, la zia maestra già di generazione ed i tre figli, allora pochi anni erano distanze siderali. Grandissime mangiate, i funghi soprattutto.La libreria aveva qualche libro già da ragazzetto, in uno la copertina raffigurava un uomo muscoloso con indosso dei mutandoni bianchi, che aspettava con aria di sfida ed un coltello o forse una sciabola, un altro di spalle già più vestito, ma ugualmente esotico.
Il libro apriva un mondo di passioni e di persone vere un sogno lontano, ma ogni momento più familiarei, un portoghee solo come il vento poi, un tamil, distante, ma capace e legato alla natura, un uomo amava ed odiava al massimo, c'erano valorosi e non annacquati ibuoni, impavidi, valorosi e capaci , i cattivi erano i colonialisti inglesi.
Il titolo era "Le due Tigri" e l'autore era Salgari , il primo libro vero che lessi.
Quel giorno non mi staccai, la zia lo regalò e per un po' vissi in India ed in Malaysia.

Delhi - Chadni-Chowk dietro Jama Masjid (la moschea del Venerdì), molti anni dopo.
Costanza: Dove andiamo a mangiare ? E' il quarto tentativo che facciamo senza che si trovi un ristorante di quelli segnati !
Aka: Che Casino indiano, la Lonely non corrisponde affatto e questi non hanno idea andiamo lì, dai turbanti,sono Sikh, ci si può fidare. L'ho letto.
Costanza: "Ah, su un'altra guida ?"
Aka: "No, non esattamente, un libro, una serie di altri libri..ma lo so , credimi".
L'attrice Shakira Baksh che interpreta Roxanne è diventata la moglie di Michael Caine ed è la co-fondatrice della catena di ristoranti Planet Pappadum
19:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | OKNOtizie |
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martedì, 13 novembre 2007
UN GRANDE SALTO
La notte dal Karnataka al Kerala.
Un viaggio lunghissimo da Mysor a Fort Cochin passando per Bangalore, la città del miracolo informatico.
E' solo una breve sosta, un cambio di autobus, per il resto le periferie sono brutte come al solito, con l'unica differenza di un buon numero di piccoli grattacieli in cemento armato e vetri ed impalcature di bamboo.
Le suore in viaggio con noi oltre agli esercizi spirituali devono aver frequentato corsi per la tenuta della vescica., chissà magari qualche maitresse di Singapore, in tarda età ha insegnato a dilatare e chiudere gli orifizi, pratiche da lei esercitate per cause degne di ben altro impegno. Saranno dieci ora che non si alzano.
Sole altre cinque ore di viaggio ci separano dalla costa del Malabar.
L'arrivo, tanto per cambiare in India, è caotico, la città "satellite" di Ernakulam, alla base della penisola che ospita Fort Cochin e da cui prenderemo il vaporetto, insomma il barcone.
Il degrado del porto- famoso per le spezie, cardamomo, legno di sandalo, anacardi - un tempo ricco, si incontra con l'onda del turismo in fase crescente, tutto nella salsa indiana più tipica, polvere, sabbia, intraprendenza, pressappochismo, energia, voglia di vivere.
Le feste di Pesah, tengono chiusa ai visitatori la Sinagoga degli ebrei neri (o marroni), non la vedremo mai, ma nella strada respiriamo l'aria sana del commercio, nel senso più antico.
Al di fuori dei resort, ghetti per ricchi, tutto è un turbine, purtroppo leggermente inferiore alle aspettative, rispetto alle capitali visitate Cochin è una città di provincia.
Gli alberghi molto basici ed i ristoranti bettole, la Lonely Planet aiuta pochissimo, l’unica immagine pari alle cartoline le reti da pesca a bilanciere di tipo cinese, arrivate da prima delle colonizzazioni.
C’è poco da fare e dopo aver letto l’anno precedente “Il Dio delle Piccole Cose” anche l’idea di vedere lo spettacolo offerto ai turisti è quasi partecipare alla profanazione della danza Kathakali, l’arte tradizionale del Kerala.
Danzatori che studiano per una vita, che si truccano per ore per rappresentare l’universo ed il mito in spettacoli di almeno un giorno, omogeneizzati e sintetizzati in un’ora, ora e mezzo in una situazione di fortuna, insomma non è un programma particolarmente affascinante, ciononostante si prenota.
Nessuna aspettativa, chissà che cane sarà, forse un guitto pronto a prenderci in giro.
Comincia al tramonto ed avvicinandoci dietro al telone abbiamo visto gli attori soprattutto il protagonista, che si truccavano da ore, il tratti amplificati dal verde e dal nero, l’oro.
Poi il buio ed alla luce delle fiaccole ed a lampadine di fortuna.ed il controllo di ogni parte del proprio fisico e lo sviluppo delle funzioni di indipendenza e di coordinazione corporali e mentali vengono mostrati e l’incanto trasforma gli spettatori.
Prima il pantheon induista, le storie baroccamente complicate, poi l’attore principale scende a mostrare negli elementi, gli occhi mossi di lato, la sorpresa; il palmo della mano passato sul volto, la bellezza; il sorriso e la posa, e vedi l’ingenua fanciulla che spera nella fortuna di un marito; il bimbo che cerca la madre e vorresti cullare quell'omone con la faccia a spirali concentriche che chiude al centro col verde smeraldo, ed infine il braccio che ondeggia maestosamente avanti al corpo poco alzato di fronte al viso gli occhi dalla sapienza maestosa : ATTENTI è UN ELEFANTE DEL SULTANO !

STARDUST di Matthew Vaughn (USA) 2007

17:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (77) | Segnala | Tag: viaggi, rappresentazioni, danza, parvenza | OKNOtizie |
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giovedì, 04 ottobre 2007
3+3
Sono oro nel sole ed il bagliore acceca più di 10.500 pazzi che vorrebbero bere la mia immagine, la mia anima, forse anche il mio sudore.
La terra si scioglie anch'essa e diventa sabbia e la sabbia è quella che raspo sotto il piede.
Penso alla pressione ed alla via di fuga.
Il Messico tante volte lontano e prossimo al destino.
Augustina, Donna Angustias come la chiamano: "Devi lasciare quella vipera !"
Questa è solo l'ultima di tutte quelle vipere che vogliono strapparmi dal cuore di mamma.
Questa vipera però è una lupa, Lupe, fiera come la terra di Spagna, invincibile e pazza, indomabile, quante volte mi sono dovuto compromettere per quella pazza, pregare che " No, è un'artista, lasciatela fare, no è una posa da attrice, non è DAVVERO comunista".
Io che odio le parole, io che voglio essere solo con me stesso, quante volte ho dovuto difenderla, prevenire un arresto, la galera, le torture.
Non solo quello che appare, è lei, la sua natura , non c'è cerchio di danza che l'avvolga e l'unica soluzione per entrare in contatto è caricare, sono un toro e la tensione elegante del mio essere si sperde nel sangue della tensione del mio unico corno e nemmeno in quel momento la controllo, ma solo mi fondo in lei come un solo animale.
Il primo ad entrare è quasi il mio maestro, Rafael Vega de los Reyes "Gitanillo de Triana" , la dinastia, poi ci sono io e poi Luis Miguel Dominguín, l'astro nascente e poi ci sono loro, sei tori della razza Miura.
Il caldo di questa fine di Agosto a Linares è terribile.
Un coperchio d'oro chiude questo catino, l'arena non è più di mattoni, ma una pentola è il calore aumenta.
L'eleganza, lo stile ed il sentimento, stretto nella mia corazza di specchietti penso alla danza concentrica con la morte dove ogni corda tirata nella circonferenza può nella maggior parte dei casi solo una cornata, o d'essere calpestato, unica concessione alla mia possibilità di non girare in tondo è la stoccata, altrimenti devo girare, schivare, mancare o meglio essere mancato.
I primi tre tori sono andati, bestie pesanti e focose.
Gitanillo ha preso un_orecchio, una mossa furbetta di quelle che piacciono al pubblico ed un boato lo ha accompagnato a questo trionfo minore,
Luis Miguel no, è un po' acerbo, ma uno stile suo, da sgrezzare, ma progressivo, io oggi non ho ancora vinto niente, sono stanco, sto invecchiando ?
Non posso scivolare indietro, devo rimanere il migliore.
Le banderillas hanno forato solo il suo orgoglio e poco più, ma è forte, Islero, si chiama così, non voglio sentirlo piangere, dirò che il picador non affondi il colpo, voglio vincere la brutalità giocando alla pari.
La folla urla, i banderilleros scongiurano di non fare follie, sento il toro, non lo guardo e la muleta più che vibrare nell'aria fascia il mio corpo e scivola sui lustrini, e l'aria fra me e lui diminuisce, corse, giravolte, girate, punte che fendono lo spazio.
Un urlo collettivo e sento che arriverà il secondo orecchio di toro, una altro trofeo per la vecchiaia al sole del Messico.
Ora bisogna concludere devo essere il più grande, mirare ad avere la coda e magari l'uscita sulle spalle fra le ali di folla.
Un passaggio scivolato, il toro ha seguito il drappo rosso e ha strappato un lembo del vestito, il suo corno destro guizza rapido con movimento circolare, uno strillo isolato più alto. Lupe è svenuta, neanche la folla non ha respirato.
Mi scongiurano di finirlo, di terminare questo suicidio; siamo stanchi io ed il toro e come tutti dobbiamo morire.
Il momento è sospeso, la spada è levata e prolungo l'attesa.
Che sia ora, cerco il suo cuore forte e selvaggio con la punta della mia mente più che con il braccio ferrato.
Un altro guizzo, più che il dolore alla gamba, la vista ed ogni respiro un fiotto di rosso che si confonde nella sabbia con il sangue dei tori e la vita, la vita non continua.
Manolete, Manolete, en la tierra de los Califas gran torero,/ lleva sangre de valiente/ e por eso te aplaude el mundo intero

E ‘ di prossima uscita “Manolete” regia di Menno Meyers con Adrien Brody e Penelope Cruz.

Canzone di supporto Clash "Should I Stay or Should I Go". Combat Rock
Ma se volete Miguel Bosè, perchè è il figlio di Dominguin, ebbene mettetecelo, ma Superman.
00:35 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (74) | Segnala | Tag: voglia di scrivere, tensioni emotive, sacrificio | OKNOtizie |
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giovedì, 19 luglio 2007
PIEDI
Era appoggiata alla colonna, era parte della colonna ed era nel pieno di quello che io chiamo riposo vigile.
Mi assomigliava davvero, lei pressochè nuda, magra e tonica, i capelli legati nella crocchia e scoprire la nuca...la collana, gli orecchini, semplici anelli ed il brillantino al naso, tonica pur nell'abbandono.
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Marcia di Tigri Tamil
Colonna sonora di riferimento
"History Repeating" (1997) -Propellerheads featuring Dame Shirley Bassey

http://en.wikipedia.org/wiki/Devadasi#The_Heritage_Of_Devadasi_Dance
16:15 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (42) | Segnala | Tag: lotta, passione, rinascita | OKNOtizie |
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venerdì, 13 luglio 2007
BRONZO SOLE
Non esistono davvero confini, le storie viaggiano e tutto l'universo matura sotto il sole, nasce cresce perisce e risorge...

Stalin, Man of the Borderlands
Alfred J. Rieber
The American Historical Review, Vol. 106, No. 5 (Dec., 2001),
...But the name of his daughter, Svetlana, recalled the mother of the heroic Ossetian folk epos, Soslan, who was called "svetozarnaia Satana" (Bright Satana).
Ed ovviamente
Giorges Dumezil
Storie degli Sciti (Romans de Scythie et d’alentour. Parigi, Payot, 1978). Milano, Rizzoli, 1980.
15:45 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in INDO EUROPA | Link permanente | Commenti (59) | Segnala | Tag: scizia, leggende, psicoanalisi | OKNOtizie |
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