sabato, 14 giugno 2008

INSEGUIMENTI

Eravamo quasi di fronte, in mezzo alla gente, sapevi bene che ero lì, catapultato dalla sorte avversa in quel sole che non mi scaldava, che non ci scaldava.

Gli altri non contavano, le altre,  vaghe cornici.

Prima ci siamo guardati complici, poi i tuoi occhi si sono volti altrove e ho avuto l’impressione che fuggissero e io in tanti momenti li volevo incontrare, Dafne per Apollo non era nessuno.

Eppure durante quelle interminabili ora sapevo che le nostre menti si cercavano e i nostri sguardi bramassero l’incontro, peggio che animali della foresta punti dall’estro.

Siamo persone mature, so comportarmi, so mantenere una certa serietà, mica per un momento di congiunzione o per le affinità che ci legano mando tutto a care e quarantotto !

Riesco a mantenree un certo aplomb e la mia professionalità, ma dovevo sapere, dovevo sentire che non ero solo in quell’Universo, quella realtà che non può essere parallela, ma almeno diagonale, storta..

Ora inutili strappate alla nostra vita, quando tu, dall’altro lato, avresti potuto, incrociando il mio sguardo, lasciarmi capire che non sono pazzo, che quest’insensatezza ha una sua perversa.ragion d’essere e non è l’inadeguatezza mia e il pressapochismo che la fanno da padrona in questa vita, e che forse grazie al nostro sacrificio salveremo il mondo dall’abisso con le nostre idee geniali, per soprammercato arricchendoci.

E invece non ho visto pià i tuoi occhi fino alla fine ! Li scorgevo e scappavano !

Al limite guardandoti avrei sorriso, ma non mi sarei mica messo a ridere !

Queste riunioni di direzione e di strategie commerciali, o Bill, più noiose cazzate che mosche sulla merda.

p.s. Avevi paura che ci sganasciassimo per la loro seriosa pochezza e ci licenziassero ? Capisco, forse hai avuto ragione.

 

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NAR- OSSEZIA passaggio di pecore.
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Fast and furious

Il tempo scorre

forte verso il destino

auto e gran fighe

(passioni base di Bill grande intellettuale, casualmente business,man)

podcast
Vivaldi-Concerto per Chitarra, Viola e Violino

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sabato, 04 agosto 2007

La zia di Lorenzo

La zia di Lorenzo non ha eta'.

Ha il seno grande che la sbilancia, ed il sedere che di contrappeso le permette un andamento ondulatorio... 

In tanti anni che la vedo non so neppure bene come si chiama, c'e' da sempre.

Lorenzo, invece ha tre anni, parla un sacco, soprattutto con mia figlia e talvolta con mio figlio, piu' spesso con lui si picchia.

Il volto della zia e' ottuso, segnato da una forte tara genetica prima fisica e poi psichica. 

La zia di Lorenzo capisce qualcosa e comunica...qualche scarna parola, non sempre intellegibile.

La zia segue Lorenzo, ma nessuno sa quale sia il custode e quale il custodito.

Oggi in acqua ci sono le onde e quando ne arriva una piu' alta o quando Lorenzo e' accenna qualche sintomo di stanchezza....la zia lo solleva e lo abbraccia forte a se'.

ESTATE GIAPPONESE Ragazze al bagno a Shonan beach nella cittŕ di Fujisawa, ovest di Tokyo dove le temperature hanno raggiunto i 33 gradi. (AP Photo/Koji Sasahara)
ESTATE GIAPPONESE Ragazze al bagno a Shonan beach nella cittŕ di Fujisawa, ovest di Tokyo dove le temperature hanno raggiunto i 33 gradi. (AP Photo/Koji Sasahara)

Scirtto il Cracovia 4 agosto 2007-pensato a Senigallia fine luglio precedente.

20:20 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in FOLLIA | Link permanente | Commenti (31) | Segnala | Tag: misteri, ebraismo | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 10 luglio 2007

VOLO

Armando era dell'8.
Era sopravvissuto malgrado tutto a due suo omonimi e coscritti.
Era sopravvissuto a se stesso, un, due, almeno tre volte.
Questo era stato un avvenimento di tipo nuovo anche se causato certamente dalla sua condizione sospesa.
Oddio sospeso si era sospeso, poi si era lasciato cadere.
Lui forse voleva scendere, ma sopra ai settant'anni e con cento chili mal distribuiti, non puoi agilmente replicare un'azione compiuta durante la guerra, il balcone è alto.
Anche al primo piano le ossa ne risentono e si spezzano, in più punti.
Sembrava proprio finita, alla faccia dell'uso di chiamarlo "Frankestein", ma in modo progressivo la morte l'avrebbe preso, prima che l'agguantasse, se non la follia, l'epilessia sommata ai farmaci.
Chè si sa, ogni farmaco è anche un veleno e magari una droga e poi ci si sballa di brutto e per tre cicli l'Armando s'era assuefatto a 'calarsi' di ogni.
Dopo i primi giorni, durante i quali si era strappato i tiranti dalle viti poste nelle gambe, si era avviato ad una convalescenza lunga e miracolosa.
Niente gesso, ma solo letto, letto per mesi.
Ad un certo punto si erano persino stancati di tenerlo in ospedale e gli spazi si erano ridotti e lui, nutriva le sue vecchie ossa, confinato in un lettino con sponde ad evitare che le sue fissazioni serotine vanificassero il tempo trascorso.
Era caldo, ad Agosto spesso succede anche nel centro Italia e lui era giunto al termine della pazienza.
Voleva alzarsi !
Le parole, le progressive dosi di Valium, il Serenase e quant'altri, le ore passavano e si sprofondava nella notte, ci si inoltrava per turni, sarebbe crollato nel sonno ed invece era sempre più arrabbiato, tanto che veniva voglia di lasciarlo esaudire, che collassasse, che crollasse finalmente libero...ma abbiamo fatto tanto.
E devi schivare anche i piedi e le lunghe gambe chè la rotazione dello scavalco tentato, rischia di colpirti e se sbagliassi frantumeresti magari anche l'osso per cui hai lottato.
I gruppi di ore contavano solo per aumentare il dosaggio, gocce che avrebbero steso un cavallo, magari fosse stato un cavallo, era un uomo, con un barlume di dignità, malriposta.
Neanche l'iniezione e sono le 3, gettiamo la spugna nell'oscurità della notte, i lampeggianti, l'ambulanza ed i carabinieri che serve anche quella per il trattamento sanitario obbligatorio....e come lo convinci ed a cosa, altrimenti ?
L'accompagnamento è la processione finale di questo povero Cristo, inghiottito nella sua mente e nell'Ospedale, suo sepolcro in vita e siamo sepolti anche noi a nostra volta.
Ormai la liberazione da quest'ennesima prova, la notte insonne, questa guerra di muscoli e di nervi e di sonno mancato.
Mi avvio all'uscita col cuore ancora oppresso dalla fatica e dai pensieri, l'Ospedale è a mezza costa di una collinetta ed è
l'alba....fra l'Adriatico ed i pini marittimi, una delle più belle delle mia vita.
Respiro.
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Okinawa-Volo di tartaruga

19:08 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in FOLLIA | Link permanente | Commenti (75) | Segnala | Tag: famiglia, follia, liberazione, mente | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 03 luglio 2007

GIRATE A SINISTRA

E' caldo.

Si caricano i mattoni di calore, pronti liberarlo all'interno quando, di notte, diminusce.

I corridoi seguono i corridoi che diventano portici e gallerie, rette cui l'infinito potrebbe anche regalare una curva, non perecepibile dalla mortalità umana.

L'insieme di questi spazi delimitati forma una sola casa, con infinite porte ed infinite sono le parti della casa in cui sono penetrato, eppure solo una in questo momento sotto l'unica volta stellata può dirsi la mia casa.

Mi immagino nel percorso di cambiare spazio e luogo percorrendoli e liberarmi di questa stanchezza pervasiva, trasformarmi in qualcosa di veramente diverso, e che, come la risacca del mare, tante volte ascoltata, ad uno stato d'immobilità umida dell'aria, succeda un momento di ritorno, un movimento se non un vento...

Invece la necessarietà, mi porta in spazi più angusti, superare sbarramenti, serrature, piccoli respiri sommessi, cresce la temperatura.

Nessuna luce, nessuno finestra a riflettersi su un specchio, conosco solo l'esistenza, al centro, di un pezzo di cielo a distinguere, dall'alto, il giorno dalla notte.

Poi l'ultima è una porta, io lo so, io lo so cosa c'è dietro...ho paura di quello che ci sarà, ma devo.

Due occhi, sospiro, il buio, vedo la sofferenza e la voglia di rifugiarsi in un nido che dia sicurezza, vedo il sangue e le ferite ed il timore di essere alla fine, spalle al muro, i muscoli tesi pronta a scattare e colpire, che l'aggressività è specchio della disperazione.

Una cappa di caldo, entro nell'ultima stanza, il fiato mozzo, nulla potrà salvarci, nessun filo per il ritorno, lascio cadere la spada, cerco d'abbracciare il Minotauro...

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Bimbe Irachene


Ci crederesti, Arianna ? Teseo, non si è quasi difeso !

Musica FYC: The Raw & the cooked

Racconto di riferimento: La casa di Asterione di J.L.Borges

16:30 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in FOLLIA | Link permanente | Commenti (97) | Segnala | Tag: passione, calore, immutabilita' | OKNOtizie |  Facebook