mercoledì, 02 settembre 2009

TESTIMONIAL

Eppure tutte le tendenze lo mostrano.
Il mercato, gli studi, le necessità, gli spazi. Mi sono impegnato, c'era un vuoto e io ho cominciato a riempirlo.
E adesso mi sono sposato e per agosto deve nascere mio figlio. E questi appartamenti non si vendono.
Io mi chiedo "perchè ? " Sono belli fra la città e la campagna, anzi la campagna che diventerà sempre più città...eppure quegli asini. quelle pecore non comprano...devono comprare, cosa gli manca ,cosa mi manca per sfondare ?
Quei soldi che mi hanno prestato poi, mica posso dire che ho sbagliato...che il mio era un piccolo sogno di successo, che ero stato un poco cicala per raggranellare il grano. Cantavo, cantavo sulle navi...e facevo il simpatico e intanto pensavo a come lavorare sodo.
E volevo l'altro successo, quello vero, il grande Peppino di Capri, volevo essere lui. Vorrei essere lui.
Capri, la vita, le americane, la vita bella, i soldi finti che diventavano vita vera...che bello. I nuovi ozi di Tiberio...il sole, o' mare...le donne...tante, vita da Imperatori.
Invece la vecchia morale lombarda, il lavoro, quello vero è quello sgobbone e qui a costruire palazzi in quel di Brugherio, case che nessuno vuole.
Potevo essere un divo...canticchio Operazione Sole, un paio di strofe (quelle che ricordo)
Da lontano
questo ballo jamaicano
lontano
è arrivato
da una terra cotta dal sole
bruciata

li la gente lo chiama ska
qui nessuno lo sa
prima o poi ci conquisterà
certo... se provi... con me

Certo che un sorriso e una canzone, conquistano e pure con gli occhiali sembri un principe...e si costruisce il domani...come fa il ritornello ?

capirai lo
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'
ska ska ska ska scaldati un po'

Fa caldo e non viene nessuno a comprare questi cavolo di palazzi persi fra le zanzare...e io a sognare Napoli e le donne...
Ma sai che ti dico ? Altro che sgobbare, voglio essere il testimonial di me stesso...canterò, venderò, farò i soldi e....voglio avere le feste come lui, come Peppino, anzi di più.
Voglio costruire in grande, voglio far spuntare le ville più di Tiberio e diventare imperatore, poi peggio di lui godermela ! Farò delle feste da immaginario erotico e prima mi invidieranno e poi... chissenefrega di quello che pensano questi stronzi che non comperano questi cazzo di appartamenti !

15:27 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: presidente, delinquente, sogni | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 28 settembre 2007

HO VISTO IL LEONE ! (ma anche IL PARDO !)

Più che una maratona, la Via Crucis, altro che 14 stazioni, di più , in questo caso connesse al piacere....oddio qualche dolore lo affronti, il percorso è un tappone dolomitico da snocciolare pezzo a pezzo, il sorriso tirato della fatica dove l’importante non è finire, ma ogni attimo dell’esperienza...
E’ lunedì e si comincia, l’importante è mantenere la velocità di crociera, la media, i primi messaggi, gli appuntamenti, il calcolo combinatorio. C’è qualcuno davvero che va senza moto o senza bicicletta ? Come fa ?
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WAITRESS di Adrienne Shelley (USA)108’
Dolci da sogno
il presente non all'altezza
Torte di Vita

(LA REGISTA é STATA UCCISA !) 
Amare speranze, dolci sogni 
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IMATRA di Corso Salani: (Italia) 60’

Terra di confine
non fuggiamo abbastanza
ovunque persi
 
Eviscerare gli argomenti non basta, meglio le aringhe.
Fra Finlandia e Russia ci s'ammazza di pizzichi  (ma talvolta di mozzichi) 
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Ay No Yokan (Rebirth) di Makiki Watanabe (Japan) 102’- Pardo d'Oro a Locarno
Neve in Hokkaido
Se rinasci non vale
peggio di così...
                                   (si vive)

(pensavo che la palma del film più palloso appartenesse a Buried Forest, come spesso accade mi sbagliavo)

NON SONO RIUSCITO A RIMANERE NEL CINEMA !
Lo strazio della vittima, lo strazio del carnefice, lo strazio dei genitori, lo strazio dello spettatore
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Estrellas di Marcos Martinez e Federico Leòn (ARGENTINA) 64’
Poveri Veri
La TV nelle baracche
Sante Briciole
   
Poveri e non belli (ma telegenici). La lira nelle Baracche
(a confronto del precedente da cui sono fuggito, uno spasso) VITA VERA !!!!  
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Secondo giorno, oggi fuggo per la pausa pranzo, concedo un pò al desiderio di incontrare gli altri, va bene il sacro fuoco, ma posso mettermi d’accordo...almeno per la pausa pranzo...scappo dall’ufficio, poi la sera seguo l’estro e magari interpreto le sinossi, che ormai sono bravo, poi c’è qualcuno che magari ha seguito un percorso inverso...ecco gli sms degli altri “crocifissi” questo va bene, quest’altro...no questo neanche dipinto !
Joshua di George Ratliff (USA) 106’
Sguardi innocenti
Sbagli e fughe d’orrore
Dal mondo adulto
Amare vuol dire gelosia / S-concerto d’organo (anzi di piano)
Fino a tre quarti educativo poi si vira verso il grand guignol improbabile...e si rompe il patto con lo spettatore
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La Maison Jeaune di Amor Hakkar (Francia / Algeria) 80 ‘
Morte algerina,
resurrezione elettrica,
nuova True Story
Darsi la moto-zappa sui piedi
Con la “Lambretta” (si chiama così) si va in capo al mondo
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It's a wonderful world di Ken Loach (Gran Bretagna / Italia) 96’
Splendido Mondo
lo sfruttamento delle masse
senza confini
Un giorno tutto questo NON sarà tuo
Illuminante globalizzazione
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Mercoledì, terzo giorno, beh anche oggi posso scappare per la pausa pranzo e perchè non farlo ? Non dura due ore, c’è compagnia, fuggo ! L’hotel Meina ? No, ho un limite anch’io ! E’ il terzo giorno e sono in media perfetta ! E’ inutile, devo assulatamente avere dei punti cardine, devo spalmarmi su qualcuno, poi qualche lieve modifica, ma io il calcolo statistico dei film e dove è meglio andare prima ed invece poi, non ce la faccio, sono una frana matematica, sono un fondista (nel senso che reggo a lungo prima di toccare il fondo)
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La Ragazza del Lago di Andrea Molaioli (Italia) 95’
Fredda montagna
abissi della mente
ben più del lago
Ti ricordi montagne verdi?
Freddo la ragazza, freddo il lago, freddo il film...
Artigianato apprezzabile, attori di vaglia, ma dov’è Don Matteo ? Televisivo
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"Le ragioni dell’aragosta" di Sabina Guzzanti (Italia) 90’
Dieci anni dopo
I motivi del degrado
Paese in declino.
“Brodo" primordiale
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Small Gods di Dmitri Karakatsanis (Belgio) 90’
On the road belga
Lutto si addice a Elettra
Fughe da fermo                                               (fermo…di polizia giudiziaria)
Pensavamo che il "nostro" patto del Camper fosse il peggiore ! Invece no. 
Onirico, caotico (cianotico !), ardito.... ma che è successo ?
Non distribuito in Italia (e forse è meglio così)
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Quarto giorno, quello più difficile, quello in cui si dimostra se hai del sangue nelle vene...è proprio il caso di dirlo, sangue, vado, come da tradizione a donare il sangue, presto che così si riesce ad andare al cinema alle dieci e mezzo...devo però rimediare alla debolezza quindi
Visita veloce, donazione, ingollo più cibo che posso nel bar dei donatori (gratis) e posso vederne due dè seguito. Poi hanno perso la buona creanza di fare film sotto le due ore, oggi m’aspetta l’allungo della maratona.
  
I'M NOT THERE  di Todd Haynes (USA) 135’ 
Canto Libero
respiro d'America
la nostra  Storia


(la parte migliore , Bob Dylan clonato e corretto, ipotetico e parallelo, il paradigma d’artista)
Scusi, dov'era il West ?
Geniale, ardito...fantastico.
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LUST, CAUTION (Se, Je) di Ang Lee (Taiwan) 156’
Sole imperiale  
morte e sessualità
Spie allo sbando
Futtiri è megghiu che cummannari ?
Dalle e dalle si spiezza pure l’anima e’ metall’  
“METTIAMOCI UNA PIETRA SOPRA !
Per il mah jong era meglio Il Circolo della Fortuna e della Felicità di Wayne Wang.
Piccoli Maestli, piccoli e maldestri e quando la tensione emotiva e passionale si tende fino allo spasimo…daje de cinghia !
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 Nanny Diaries di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (USA) 107’
Torcia e baby sitter,.
Generare infelici.
Tribù Upper East Side.

Tantissimi soldi danno (anche) l'infelicità. Nevrosi e Pregiudizi
Certo che se come Baby sitter hai Scarlett Joahnsonn e come vicino di Casa hai la Torcia dei Fantastici Quattro (Chris Evans che butta un po’sul Cannavaro), altro che prenotare un “finale telefonato” !
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Quinto giorno è venerdì e volendo si esce presto, cosa aspetto di andare al cinema alle 15 ? Cosa faccio finta di perdere un’occasione ? Lo farei per un appuntamento dal dentista ? Lo farei per un cugino ? E quest’abbonamento è meno importante ? Un sms…ok all’una ed un quarto sono lì all’Anteo.
  
Non pensarci  di Giuseppe Zanasi (Italia) 110 ‘
Sotto spirito
Commedia agro dolce
manca lo sprint.
Commedia sciroppata (l’amaro è mostarda ?)
Mastrandrea è molto simpatico, gli attori sono bravi…ma per fare una commedia intelligente, si dovrebbero fare scelte innovative o forse per assurdo anche più conformiste
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The Hunting Party di Richard Shepard (USA/Croatia) 103’
Guerra di Bosnia
una ferita aperta
nel mio salotto
Caccia alla Volpe on Underground
Quando contano i morti ? I numeri sono uguali per tutti, l’ipocrisia regna sovrana.
Lo spettatore esigente: Stesse “corde” di Three Kings messaggio-divertimento-avventura.
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Freuschwimmer  di Andreas Kleinert (Germania) 110’
Vita di paese
Nascosto il peccato,
Teatro di pupi.
Asfissia in piscina - bambole di pezza a pezzi
Ognuno nasconde perversioni più o meno gravi…embè ? Il prodotto tedesco che t’aspetti arrovellato e noioso.
Sesto giorno, lo Shabbat è kosher andare al cinema ? Credo che un onesto ortodosso aborrirebbe anche solo l’idea (certo non quei film che vado a vedere), malgrado la mancanza di maneggio del denaro...
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Cleopatra di Julio Pressane (Brazil) 116’
Rive del Nilo
Tira più del carro di Horus
Altro che il naso !
Circe trasforma in porci, Cleo può mutare in cane anche l’uomo più potente del mondo.
Statico (sul bordo dell'alcova)
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In the Valley of Elah di Paul Haggins (USA) 120 ‘
Buoni e cattivi
le regole della lotta
non ora non qui
Chi le fa, l’aspetti...
Per finire in bellezza il sabato ecco un filmetto leggerino...ma chi me l’ha fatto fare ? Ah, sì la cattiva interpretazione di un sms, la sintesi eccessiva dei nostri tempi...”Filosofia allo stato puro”, la scrivente non mi ha detto che era uscita a metà del film...Ed io abboccai  !
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Staub (Dust) di Harmut Bitotsky (Germany) 90’
Stampo tedesco
Materia fluttuante
filosofia pura
Polvere un grigio salone, in quale direzione io scaccerò la polvere quanti misteri dai pochi poteri che la mia condizione mi dààààà....
Il poeta sorpreso: Poteva essere un film tipo Koyaanisquatsi, invece “qualcosa è andato storto”.
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Domenica, settimo giorno, un giro in centro con Charlize, un giro alle giostre (ha quattro anni e mezzo mica posso portarla a vedere  
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Sleuth di Kenneth Branagh (USA/Gb) 86’
Un passo a due
Teatro gladiatorio,
ringhi e pulsioni.
Lo spettatore esigente: Milo Tindle, nel film di cui è il remake (gli Insospettabili - 1972) era recitato da Michael Caine, ora passa il testimone.
La Spettatrice esigente (anche Charlize sottoscrive): Jude Law, che fico !
Oddio, credo che come donna apprezzerebbe anche lei Jude Law...però prima pranzo ed alle 14.30 l’ho visto, teatrale, un pò inutile come gli ultimi film di Branagh, però la sceneggiatura di Pinter, gli attori fantastici, interessante.  
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Se uno sa cosa va a vedere, si corazza, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò...in verità è Peter Greeneway più che un regista apprezzato, una mia perversione, bravo intelligente, ecco “visionario”, come tale uscito, non so quando, di testa   
Nightwatching di Peter Greenaway (Gb/Polonia) 134’
Ombre e Delitti
spesso i quadri parlano
vacuo estetismo
Qualcosa nella mente di Greeneway è andato storto...
Rembrant assomigliava ad Alberto Angela ?
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 Lunedì, ottavo giorno, ed anche Dio si riposò (beh, mi sembrava prima) oggi, la compagnia è bella, è una fuga da tutto, dai bimbi, ma non dall’impegno, solo due film, ma quasi cinque ore...quasi una giornata di lavoro e poi la fine, riemergere al sole, ma sarà respirare ? 
Le graine e le mulet  di Abdel Kechiche (Francia / Tunisia 2007) 151’
Cus cus di sera
Il mare ha fianchi larghi
Sfida al futuro.
La via mediterranea all’arte uscire dai percorsi tradizionali con piccoli passi in un grande orizzonte, eppure si è schiavi delle proprie catene...vincitore morale del Festival. Già grandissimo nel piccolo film “La schivata”.
Ce sò un par de chili de trippa dè più...che faccio lascio ?
L’ultimo messaggio, che la sodale, quella non tecnica, pur portata a vederlo perchè ha letto entusiasta il libro, lancia un “è un po’ inutile”, non tradisco il segreto con chi m’accompagna, ma un pò lo temevo...
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Espiazione (Atonement) di Joe Wright (GB/Usa) 123’
Pulsioni d’amore
Squilibri percettivi
Colpa attonita.
 Vederne tanti affina i sensi, soprattutto il senso critico, la scontatezza alla quarta ora di cinema, la volontà concentrata sul “movere” spinge a combattere la stucchevolezza, ci si indigna è pazzesco...avevano una bella vicenda e ne hanno fatto un grosso spot.
Vabbè ho sbagliato, ma mica è morto nessuno ! No ?
E’ notte...ma domani andiamo all’Apollo ? All’Anteo ? Ed a che ora ?

FASCINO ORIENTALE L'attrice cinese Tang Wei sorride ai fotografi durante l'anteprima del film "Lust, Caution" a Taipei. La pellicola di Ang Lee si è aggiudicata il Leone d'Oro all'ultimo Festival del Cinema di Venezia (Reuters)

TANG WEI-Protagonista di Lust, Caution

20:00 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (68) | Segnala | Tag: maratone, serie complete, sofferenze, estasi | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 26 luglio 2007

STREGA !

STREGA !

Lui era d’ingegno multiforme, capace di celarsi nei panni austeri del dirigente d’azienda, di vasta cultura, letteraria e musicale, con la capacità di mettersi in gioco, fino al punto di tornare fanciullo.

Questo lo aveva portato più volte e con alterne vicende a stipulare patti.

Lui era lo spettatore, lui era il lettore e prima con una scusa, una triplice scusa, poi con onestà (verso se stesso), quel che il mercato prometteva lui ingeriva, talvolta fagocitava con alterne vicende, alcune volte ne traeva felicità, una felicità reiterabile…cosa che talvolta non mancava di fare.

Era andato così per La Trilogia che era diventata per le repliche (autoinflitte) una quarantologia o giù di lì, entrava ed usciva da quelle sale per mesi, andò avanti così, per un’altra si sarebbe fermato al Duo e mi convinse che per il terzo della serie non valeva la pena, però ne era un’esegeta...

Fu fatale l’incontro con quella che credeva una donna, si poteva parlare di “affinità elettive” in senso proprio.

Una persona, una donna doveva aver avuto il suo medesimo sentire, aver provato la disperazione ed esservi maturata, aver sofferto e gioito, aver cresciuto qualcuno con responsabilità, ma essere rimasta con il desiderio di raccontare storie, vere e d’ampio respiro con una grande visione d’insieme.

Che gioia la prima volta, un contatto pastoso e profondo, un mondo che si apriva e che prometteva un grande futuro, altre sorprese di sentimenti, inventiva e perché no ? Mestiere.

Anche la seconda e la terza andò di lusso, grande avvincente ed utilizzabile come si voleva..

Certo dopo le prime volte si capiva che quella stava un po’ allungando il brodo, ma lei è onesta, lei doveva essere onesta.

Parlava anche una lingua straniera e lui la seguì anche in quello.

Ne fecero un film di quella storia e si vide nel quarto che non era onesta, quella aveva cominciato a menare per il naso i suoi lettori !

Inutilmente fu lungo il quarto e soprattutto il quinto incontro fu sinonimo di sofferenza…Lui arrivò a negare di averla mai conosciuta, e mi ingiunse di non leggerla più di smettere con quello che avevo, la chiamava “quella troia” o “quella stronza”e per lui parlava la delusione, il rancore, l’odio per i mezzucci capziosi, la minestra riscaldatissima.

Non so quando Bill lesse il sesto (non ebbe il coraggio di raccontarmelo), ma l’altra notte a tarda ora seppi : Quella strega lo aveva agganciato, Bill o Ghost Bill aveva cominciato a leggere il settimo Harry Potter !

Quando si dice una droga.

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Badwater Marathon

Haiku ciclistico leopardiano

Dolce il pensiero Naufrago in questo mare Colli infiniti

16:15 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (28) | Segnala | Tag: harry potter, letteratura, mercato | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 14 giugno 2007

SENZA CONFINI

Ci inseguivamo sempre.
La città troppo affollata dove tutto diventa cibo...incontrati per caso, rischiavamo di non vederci mai...troppo piccoli gli spazi, troppa la gente attorno.
L'avevi detto, andiamo in un posto, andiamo in fondo al mondo, dove tutto finisce lì potremmo cominciare davvero.
Noi due, solo noi due alle cascate dell'Iguazu.
Litigavamo sempre, tu sempre preso da ogni incontro, ogni persona che ti passava accanto cadeva nella tua rete ed esigeva una parte di te e tu ti perdevi nel tuo stesso successo.
Non so nemmeno come abbiamo fatto a prendere i biglietti ed infine a partire.
Siamo qui ad un passo dalla nostra meta, spiaggiati come balene in questa languida Buenos Aires che a guardarla mi appare di grana grossa in bianco e nero ma dove la pioggia mi porta a sentire l'estremo dei colori, blu, rosso e lacrime.
Dobbiamo partire, dobbiamo dare solo l'ultima svolta, i soldi, pochi ma qualcuno sì, li abbiamo, ho fatto mille mestieri, primo il buttafuori in una Casa del Tango, guardavo di soppiatto quei clienti mimare, coi passi di danza,lo struggimento della passione, mentre io mi disfacevo d'amore nel silenzio dell'aria da duro.. poi il lavapiatti e l'operaio del mattatoio e tu niente solo a vedere dove si spingeva il tuo fascino, a mietere successi di carne.
Ora anch'io ho qualcuno, anch'io ho la forza per dire basta a questo nulla che hai costruito, ora ho di nuovo qualcuno che mi fa sentire l'amore.
Vattene...scompari, no, non andrò via con lui, lui va ancora più a Sud, Patagonia.
Io, andrò, verso il nostro obiettivo, solo, appoggerò il viso al vetro dell'autobus e non vedrò le cascate fra le lacrime del mio tempo sacrificato, ma le sentirò vibrare dentro di me.
Io sarò lì e tu no.
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Un ringraziamento a Manuel Puig
ed è quasi inutile consigliare un film: Happy Togheter di Won Kar Way.

18:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (70) | Segnala | Tag: amori, impossibili, meritano, essere, vissuti | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 21 maggio 2007

Ecco l'Impero

Ecco, l’Impero.

Forse, quando per l’antica religione i due fratelli, nella loro unione hanno creato le otto isole del Giappone il Sole sorgeva semplicemente e saliva alto nel cielo ogni giorno.

Forse quando il nipote di Amaterasu il dio udel Tuono conquistò il Giappone per donarlo al primo Imperatore, l’Occidente ed il tramonto potevano moderare l’orgoglio.

Invece abbiamo solo migliorato le armi, i cannoni e quando abbiamo sconfitto la Russia ci è sembrato che quel Dio costruisse la fortezza del nostro dominio mondiale.

Non ci siamo lasciati indebolire dal nostro successo ed abbiamo continuato la nostra preparazione ed ora millenni di altezzosa storia ci guardano dal basso, abbiamo un impero, schiavi e territori infiniti nel Manchkuo e presto tutta la Cina.

Le nostre armate sono le migliori, le nostre armate vincono ovunque e domineranno il mondo.

Questo ci ripetono a scuola, alla radio, in ogni occasione pubblica ed il segreto è la solidità della nostra famiglia base della razza superiore giapponese.

Vista la nostra superiorità dobbiamo prendere quel che vogliamo e volere tutto.

Io, ultimamente, alle adunate non vado e cerco di non leggere e non ascoltare, mia moglie mi annoia anzi mi sento soffocare, ma ho scoperto una cameriera, è innocente e giocosa come un animale, ogni giorno voglio vederla.

Il suo piccolo corpo m’intriga, il suo sorriso aperto fin dalle prime occasioni d’incontro mi ha fatto sperare di aver trovato davvero uno spazio.

Quasi non sperava di aver trovato un amante, credeva di dover assecondare i saltuari desideri dei clienti dell’osteria e sicuramente metteva in conto di vendere il suo corpo, nell’ordine delle cose, come doversi tagliare i capelli ogni tanto…o più spesso.

Invece ha trovato me e quando mi perdo con lei, cerco gli anfratti più riposti, respiro finalmente, scopro ogni buco, ogni volta diverso, fino allo sfinimento.

Certe volte mi prende la smania di confrontarmi con il mondo esterno, sempre più raramente quello del quotidiano, sempre più vicino al mio angolo liminare:

Che sensazioni potrà avere la mia cameriera andando con un vecchio ?

Ed io la penetro così voluttuosamente riuscirei ugualmente con un grassa meretrice prossima alla fine ?

Sarei lo stesso anche nella copula mentre attorno a me suonano musica celestiale quattro o cinque geishe ?

Perché tornare agli usi del quotidiano se tanto la direzione è scelta da eventi più grandi ?

Sono distante mentre scorgo le luci del tramonto ancora una volta, mentre mi tuffo nella carne di quella giovanetta e mi espando ogni volta per brevi attimi, il suo sorriso mi infonde certezza di esserle stato un poco più vicino.

Certe volte la spingo con forza senza limiti ed ascolto le sue ossa scrocchiare, sento la fine ed il soffio della morte approssimarsi e l'entusiasmo per questo incontro, mi devasta la mente.

Forse è meglio contenere la gioia, forse è meglio mettervi dei lacci; dicono che l’orgasmo più acuto si possa raggiungere dopo uno strangolamento, la mancanza d’aria provoca dei singulti, degli spasmi e raccontano che alcuni impiccati sono stati trovati con erezioni incredibili.

Ci soffochiamo a vicenda, l’incoscienza genera l’abbandono all’altrui volontà e per me l’appropriazione del corpo penetrato procede senza gli scarsi limiti della razionalità della mia adorata.

Lei si applica e mi lascia senz’aria sempre più a lungo ed io godo nel vuoto dei miei pensieri e nel pieno del nostro attrito d’affondo.

Ora penso al viaggio del sole più come lo descrivono nel lontano Occidente, un percorso di un carro condotto da un ragazzo con mano maldestra che precipita fiammeggiando.

Credo che il nostro Impero conoscerà confini e come tutte le cose del mondo, tramonterà.

Mentre consumo la mia natura nel precipitare nell’amplesso e naufragando in questo umido mare accogliente di femminilità, ecco ordino di stringere un po’ di più, al collo, un po’ più a lungo…

Sento il respiro rimbombare all’interno e cercare in una via inusuale di fuga di forte consistenza e nell’estrema costrizione, esalo, finalmente libero.

 

 

 

 

 

Liberamente (ma mica troppo liberamente) ispirato ad Ecco l’Impero dei Sensi di Nagisha Oshima.

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Harbin, Altalena

00:55 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (97) | Segnala | Tag: giappone, eros, thanatos | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 14 maggio 2007

RESPIRO

Le Torri del Silenzio, le pire funerarie, i rituali sciamanici...

Siamo in mezzo a voi, da sempre e per millenni ci avete onorato come dovevate.

Tutto nasce dalla terra e tutto nasce con la terra; poi quella bella pensata di contaminare la terra e chiuderci nelle casse a soffocare nel buio, a vagare nella disperazione.

Quell’umido che disfa le nostre anime e ci danna, nel buio eterno della nostra fine, la pena l’invidia dello stato transitorio che prima era nostro, la durata l’eternità dopo il soggettivamente inevitabile, quando poi dovrebbe essere una porta ad una nuova esistenza.

Ci avete costrentto ad un nero carcere sotto la pressione di palate di umida terra, puri spiriti che soffrono di reumatismi con la nostalgia del sole.

Non avete capito le nostre invocazioni ed ora attuiamo un nuovo piano, vincente:

I vistri corpi da attraversare con i vapori d’estate,  un piccolo brivido cui presto vi abituate, una sensazione anche di fresco;

vi trascuriamo per settimane, mentre nella ricerca dell’inesprimibile esperianza permane solo il  desiderio di allentamento dalla morsa del caldo.

La soluzione prospettata dalla tecnologia è il condizionatore, il mondo stesso pare richiederlo....è impossibile vivere senza. Eppure milioni di condizionatori all’unisono succhiano energia, consumano l’acqua, portano alla siccità...morte, la morte della terra ormai inaridita.

La terra, questa terra che tanto ci costringe si desertifica, ci secca, noi finalmente liberi stiamo comiciando  a risorgere, a respirare.

Sentite un esercito di quegli infernali macchinari, un’armata delle tenebre sta funzionando all’unisono....

Sentite questo rumore ? E’ il loro rumore, pare quasi un respiro, il nostro.

 

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lunedì, 22 maggio 2006

TERRITORI


Gerusalemme

Poster - Railway to Jerusalem 
 
In principio era la paura, l'istinto della paura. Forse era il crampo allo stomaco che confondeva la paura e la fame.

L'animale sapeva forse di essere se stesso fra altri che si muovevano, se erano della stessa specie subentrava la copula o la lotta per il predominio nel branco, se era diversa si mordeva o si era cibo per l'appetito di altri.

L'evoluzione proseguiva il suo cammino e con essa la coscienza di sé, ma la fame continuava a dominare le azioni.

Per un periodo tutto era stato sacro con varie gradazioni, tutte improntate al confronto in soggezione. Poi erano rimasti come dei i pericoli, il terrore e le prede.

La propria famiglia poteva avere un
idolo, un totem, qualcosa che venerava, che gli sfuggiva, ma che pur ardendo ogni individuo dal desiderio e provando la massima devozione, poteva causare la morte oppure morire ed essere mangiato. 

Poi
l'uomo si ritenne superiore agli altri animali ed i suoi dei furono ad immagine e somiglianza, ma la venerazione chiedeva il sacrificio e quale sacrificio maggiore di ciò che è vicino ad esso oppure del Dio in immagine e persona ?

Rimase l'espiazione col capro, ma nella zona così ricca di messi sorgeva la sacralità che rispecchiava l'avvicendarsi delle stagioni ed il sangue a fecondare la terra, proprio la vita simbolo di gioia doveva portare il dolore.

Il
sacrificio dell'uomo più che un ricordo, una pulsione.

Ed ecco
l'agnello di Dio....che si prepara ad essere sospeso, legame fra terra e cielo.

Viene dai piccoli villaggi e coprono la strada con le palme ed i mantelli, l'offerta inghirlandata da esporre al vento, sopra la Rocca di Sion.

Si compie il ciclo del sacro, nei suoi elementi di sempre:
I riti della primavera, la vittima sacrificale incoronata, il totem erettile, il sangue che scorre, la carne del dio da mangiare.

Progetto nato da un incontro con notimetolose 

13:03 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (31) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

giovedì, 18 maggio 2006

PECCATI: Buenos Aires, Maipù 944 (ACCIDIA)



RACCOLTO STAGIONALE Donne giapponesi raccolgono preziose foglie della pianta del the sulle pendici del monte Fuji (Everett Kennedy Brown/Epa)
La parte della stanza dove si trovava Lui era nella penombra.
D'altronde il processo che lo stava portando alla cecità era cominciato molti anni addietro ed ormai distingueva, vagamente, soltanto le ombre o meglio il chiaro scuro ad esse associato.
La mente però continuava ad aver bisogno di nutrimento e di storie e di risentire il fluire della parola scritta che Lui tanto ben conosceva.
Proprio per quello sull'enorme scrittoio si ammassavano libri e quando il crepuscolo scendeva la lettura proseguiva instancabile grazie a Maria Kodama prima segrataria devota e poi, poco innanzi la morte, moglie, per amore o per lasciare la biblioteca a qualcuno che la sapesse apprezzare.
Josè Luis Borges sedeva in poltrona e nella mente formava le immagini, chiarissime, dei racconti che si dipanavano nelle parole di quella voce così nitida e precisa .
Nelle pause della lettura, per lei stanchezza e per espressa richiesta di Lui, nei pensieri di Borges (cosa che si rifletteva puntualmente nei discorsi che principiavano da argomenti lontani mille miglia da ciò che si era letto quel giorno o dal quotidiano) la mente vagava nella memoria della sua sterminata cultura.
Erano giorni un pò tristi, per l'ennesima volta la sua candidatura al Nobel era stata bocciata e, pur senza vera delusione, l'umore non poteva dirsi certo migliorato.
Il trastullo della sua mente, con cui spiazzava la noia delle lunghe serate estive, era, ad un di presso, il seguente.
Andava all'Aleph, il punto dove son racchiuse tutte le storie, il buco della serratura e porta d'accesso dell''universo del raccontato, giuntovi esaminava le tematiche e come erano state trattate nel corso dei secoli ( amore e morte, amore non corrisposto, crimini, epica etc. etc. ) e sopratutto come alcune vicende erano divenute classici ed in quali lingue sviluppate (Gilgamesh, Edipo, La  Chanson de Roland, la Mort d'Arthur ) trovando particolare delizia a ricordare nella sua memoria le versioni più rare ( era giunto una volta a ripensare una versione Uralo-Altaica della storia di Edipo ed una storia Ainu vicinissima al Kenji-monogatari).
Qualche volta provava poi ad immaginare dove un'immortale storia sarebbe stata narrata, in quale lingua, secondo le caratteristiche del popolo, vi sarebbe stata una nuova narrazione di una discesa agli inferi o di un ostacolo ad uno sposalizio, una nuova Medea, un nuovo poema epico su Soslan, guerriero solare.
Nel 1954 l'aveva incontrata per la prima volta, un'immagine fugace in margine ad un testo tantrico tibetano, poi intrigato, l'aveva cercata nelle poesie khmer e nella sua successiva diffusione in tutta l'area indocinese.
L'aveva, poi, per così dire, quasi dimenticata, anche se negli oceani della sua memoria poteva cercarla quando voleva, tanta la forza che si sprigionava da essa.
Per giorni lo tormentò il pensiero (da lui stesso partorito) perchè non riusciva a risolversi:
Dove, dove l'avrebbe incontrata un'altra volta ? Da una giunca malacca affondata nella Guerra dell'Oppio sarebbe emerso un testo in pidgin english ? Oppure in una tomba monumentale di un dignitario un rotolo scritto in cinese mandarino ?
Un tumulo nelle terre polacche avrebbe portato scritte della terribile epica in valacco, uno stomaco di un avvoltoio un testo parsi e l'hurdu, con le sue ardite metafore, non sarebbe stata una lingua meravigliosa per rendere i turbamenti del cuore?
E dall'apertura degli archivi vaticani l'armeno colla sua sapienza teologica non sarebbe stato stupendo ? Oppure una cantina di Les Invalides celava un ardito testo francese sepolto durante la Comune ? E perchè no un indio appena dirozzato dal'alfabetizzazione stava scrivendo come esercizio retorico l'appassionante storia in ogni tempo famosa.
Una sera stava ripensando al suo racconto "Funes o della memoria" ed era ancora indeciso se la probabilità sarebbe andata ad una lingua morta del Caucaso, poi ebbe un attacco di asma.
Eppure Lui, mentre ansimava ebbe un lampo, schivo monumento in vita del genio argentino, così esperto di persecuzioni letterarie, reali ed immaginarie, di roghi e sofferenze, qualche volta si interrogava se avvrebbe potuto giovare a qualcuno, (non della strettissima cerchia di amici, ormai estinto) qualcuno la cui esistenza l'aveva sfiorato, ma di cui sapeva la vicina sparizione e del quale, impegnandosi, immaginava la tortura. 
Se, dicevamo qualcuno di questi semi sommersi potesse essere salvato, salvato da lui..
Fantasticava che il suo incedere da ambasciatore, intoccabile messia potesse portarlo in un carcere, in un centro di interrogatori segreto di cui tutti sapevano, farsi consegnare le chiavi e liberare....forse quei due giardinieri,  o quell'autista o forse quello studente interessante nella sue impudenza, che era venuto ad un paio di conferenze e poi non più.
Era stato meglio tutte quelle volte voltarsi verso la certezza, la fragile sicurezza delle pagine e non rimestare nell'orrore della realtà.
Quando smise di tossire assieme al torpore della stanchezza, fu certo che nel mondo delle azioni non avrebbe mai più potuto aiutare nessuno.

17:39 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (12) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 15 maggio 2006

TERRITORI

 

Josephov, l'antico cimitero ebraico
Giallo, un cuore giallo, forte e pulsante.
Di solito il colore è il rosso, la passione, ma questa volta no. Il rosso è il colore degli altri...
Questa città, il  perno  dei ricordi   al centro della leggenda.
Simbolo per il nostro popolo in tutto il mondo, per la vita pulsante prima che il forno dell'Olocausto inghiottisse tanto della nostra storia .
Abbiamo spostato l'orario della semifinale alle 17.30 di venerdì prima che cominciasse lo Shabbat, l'abbiamo vinta ed abbiamo anche guadagnato del riposo, rispettando le mitzvot, con l'appuntamneto per domenica 30 aprile alle 20.30.   
Ora, secondo tradizione, penso e prego, sulla lapide ho lasciato una piccola pietra dei ricordi e dei soldi per i poveri del Ghetto, che non esistono più da tanti anni (almeno i poveri "nostri"), spazzati via nel turbine quando sia Rodolfo II sia Tu con la tua "magia" eravate scomparsi.  
Proprio per questo, sono qui a riflettere, ad unire il nostro cuore, a pregarti: per secoli, dalla distruzione del Tempio eravamo andati raminghi per il mondo, soli con le nostre capacità e la nostra fede, sostanzialmente abbiamo sempre giocato in difesa.
La parentesi dell'impero dei Khatzari sulle rive del Mar Nero era un'immagine che faceva sognare, sembrava un'altra leggenda, ma, poi, anche se più vera di altre, in fondo erano convertiti, non "veri" ebrei.
Quella creatura in cui avevi insufflata la vita, incidendo, tatuandogli sul corpo  la parola Verità, quella parola così strana e così ordinata, ora la scandisco come un'altra preghiera:  
"E (Alef)-Me (Mem)-T (Taf) "
in ordine alfabetico -  costituita dalla prima lettera dell'alfabeto da quella esattamente mediana e dall'ultima.
In questo caso la verità è qualcosa di ordinato che segue dei percorsi comprensibili.
Io ho studiato, ho capito quel che hai voluto dirci  prima di tornare a fidarti degli uomini ed a temere quel che avevi creato
Alef è la lettera che indica unità (di pensiero, azione) e l'unicità di qualcosa che, essendo perfetto... E' unico  (valore numerico: 1)
Si dice che tu abbia abbia cancellato la Alef iniziale lasciando, invece la sola parola MeT (morto). perchè il Golem, la tua creatura  avesse cominciato a trascendere i meri compiti di difesa.
Noi, adesso, abbiamo uno Stato, di nuovo una terra ed io ho un compito ed il mio stile è giocare all'attacco. 
Avrei bisogno proprio di un Golem, avrei bisogno della tua saggezza, di un gigante in più con un cuore giallo e capace di andare all'attacco, magari oltre EMeT chissà dovresti scriverci KaDuR-Sal (pallacanestro), magari indirizzerebbe la sua aggressività, senza distruzione, ma solo alla maggior gloria d'Israele.
Ora vado m'attende la finale di Eurolega.  
P.s .
 30 aprile 2006  CSKA Mosca-Maccabi Tel Aviv 73-69
Pini Gershom, Allenatore del Maccabi, che la mattina di domenica prima della finale di Eurolega, aveva pregato sulla tomba del Rabbi Yehudah Lowe , il famoso "Maharal" di Praga, creatore del Golem, dopo la sconfitta patita la sera da parte del CSKA Mosca,  si è dimesso dopo 16 anni di guida della squadra...
Nato da un incrocio di esperienze con "notimetolose"

13:09 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (18) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 12 maggio 2006

Le Grand Voyage di Ismael Ferroukhi.


Cielo sereno
road movie per la Mecca
ritmi di vita.
Clickper la locandina in alta risoluzione
Durata
Forse non pulitissimo, lento, ma quanto ci vuole a convincerci che le politiche dei blocchi contrapposti sclerotizzano mentre si dovrebbe migliorare assieme ? 
Giudizio:
Educativo..un road movie per l'appunto.    Per le lettrici: l'interprete "un figo".

13:54 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (6) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

mercoledì, 10 maggio 2006

PECCATI: Amsterdam (superbia)

L'anima di Israele era malata ed il signore l'ha avvolta nel lino bruciante dell'esilio.
In esso un sonno letargico l'aiuta a sopportare le indicibili sofferenze, ma per evitare che questo la distrugga di tanto in tanto risveglia in essa la speranza messianica. 
 5 di Av 5425   
                          Miei cari fratelli  del Suriname ,  
Si stanno compiendo le profezie ! Proprio mentre i miei oppressori, i cristiani, quelli che avevano costretto tutta la mia famiglia a professare la fede cristiana, che siano maledetti, sono stretti dai loro nemici alle porte di Vienna.
Le forze del male, le qellippot l'hanno preso prigioniero !
I tempi si stanno compiendo e poi la luce rifulgerà.
Il messia Shabbetài Zevì di Smirne è nel cuore dell'Impero a Gallipoli sui Dardanelli.
Arriverà al cospetto del Sultano e poi..potrà proclamare la Sua venuta.
Per Israele, per il suo popolo, cominicerà una nuova era salvifica e non solo io, non solo noi che siamo riusciti a fuggire, dall'amatissima Spagna, in regni, stati, che per il momento si dichiarano amici, per mungerci poi come vacche o cacciarci quando folle di bifolchi chiedono sangue.
Finirà questa diaspora, finirà questo chinare il capo e saremo un giono fieri di essere ebrei, potremo professare la nostra fede, spezzare il giogo delle mille umiliazioni che ci fanno patire. 
Solo la keppà a segnare il nostro rapporto con Dio e null'altro superbi della nostra elezione.
Arrivano alla spicciolata le notizie, sembra che contino di più le navi di pepe ed i carichi di cannella. 
Ha abiurato !!!!! La Sublime Porta gli aveva chiesto di scegliere fra l'abiura o la morte e si è convertito !
Ha preso il nome di Mehmed Effendi ed ora professa la fede musulmana !
Dicono che cerca le scintille divine disperse nell'Islam...ma credo, anzi non credo più a niente, che avesse paura.
Dimenticherò ogni volontà di superbia, diventerò più grasso, più umano, rimarrò molto più libero.

Joseph Penso de La Vega - Amsterdam

bean.jpg

Anish Kapoor - Cloud Gate - Chicago

C. Roth, Storia dei marrani, Ed. Marietti.

Gershom Scholem: Le grandi correnti della mistica ebraica, Ed.Einaudi 

11:59 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

martedì, 09 maggio 2006

Romance & Cigarettes di John Turturro

Musical Operaio,
il vissuto di un grande attore
tanti siparietti.
Durata:
Bastano delle situazioni a costruire una trama ? Visti i produttori sperare in qualcosa di più organico sarebbe stato qualcosa di più di un pio desiderio.
Giudizio:
Un cast da antologia, la passione per il cinema, ma talvolta i grandi ideali non bastano e servono piccole idee ed artigianato mentale, che triti, tagli, sminuzzi e ricomponga. Non fa ridere e soprattutto non appassiona.
poster

09:56 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

lunedì, 08 maggio 2006

Il regista di Matrimoni di Marco Bellocchio

Woody e Bellocchio
pompino, massima onoreficenza.
anni di (psico) analisi...
Locandina
Durata:
Il cinema è già parabola, ciurlare nel manico rischia di creare indigestione e rigetto.
Giudizio:
Tre metri sopra gli altri, Castellitto ammirevole, regia diffido però di tanto cerebralismo, mi suggeriscono di impronta "lacaniana", su alcuni argomenti sono completamente d'accordo.
Preferisco solitamente la scelta di racconti paradigmatici ai simboli gettati sul tavolo delle scommesse: "significanti per significati"

13:52 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 05 maggio 2006

Dissesto Idrogeologico

Dissesto Idrogeologico:
Fiume di fango
famosi in morte abusivi 
eroi sull'Isola.
 
In Italia aspettiamo il prossimo terremoto ? La prossima piena ? La prossima frana ?
Sono vere disgrazie ? Ci commuoviamo per le morti, ma davvero sono tragedie imprevedibili ?

13:47 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

venerdì, 28 aprile 2006

PECCATI: Pingfan (vicino ad Harbin) dopo la Festa d'Autunno (invidia)

Osara !!!! Osaraaaa !!!!! Anatawa doko ni arimasuka ? Asoko ni anata ga arimasuka?"   
Zoppica quel bambino e per dirla tutta è piuttosto pallido, non credo che veda bene, una malattia grave, non arriverà all'estate prossima.
D'altronde, non posso certo pensare al futuro io. Ho una fame, un freddo (e ci credo) e mi cola il naso, è freddo anche in autunno nel Manchukuo.  
E pensare che ero il più forte della famiglia. Avevo il terrore delle malattie e loro si tenevano alla larga da me. Forte come un toro, dicevano ed io come un toro spostavo un carro da solo.... 
Se n'è accorto quel bastardo, quanto beveva ! Una tazza dopo l'altra, sakè, sakè, ancora sakè, diceva che sentiva freddo e beveva per quello ... e rideva. 
 
Appena s'è distratto, io che sembravo moribondo (fingevo un pò, anche se stavo sto male), ho ritrovato la mia forza, gli ho calato un pugno dei miei e gli ho disfatto la faccia. Se ne è accorto, tardi.
Le chiavi,  aveva il mazzo completo, alcuni li ho liberati, quelli che camminavano ancora,  una fuga folle e disperata, siamo già morti, siamo tutti morti, gli altri sono rimasti nelle celle aperte.  
Dei trenta, diversi non hanno passato nemmeno il muro, le guardie si sono svegliate ed hanno recuperato dalla sorpresa, altri di noi sono morti appena fuori;  una decina, una decina di morti che camminano, sono  riusciti ad arrivare ai primi boschi. 
Bastardi mi hanno infettato, le hanno provate tutte. Però vivo, respiro, a fatica, ho fame.
Nei giorni scorsi mi sono riavvicinato alle loro abitazioni; sono coloni, stanno provando a coltivare la terra che hanno tolto a noi cinesi. 
Ho mangiato quel che trovavo, poi ho visto chesul lato della casa, vicino alle siepi, lasciavano il cibo per il cane. 
 "Are wa Osara desuka  ? ".  
 Il bimbo ha visto un movimento nel buio della siepe dove mi nascondo, si è avvicinato. 
Dio , Osara (ora so che si chiama così), come si è arrabbiato quando ha trovato la seconda volta, la ciotola vuota. 
Lui lo sapeva che non erano le volpi.  
Poi, mi ha trovato ,  il terzo giorno. Faceva troppo rumore , ma si vedeva che era buono, d'animo . 
Adesso su un ramo alto sta seccando la sua carne.    
Ed io tagliuzzato, tremante ed impaurito per qualsiasi cosa e soprattutto di quelli, che mi riprendano e che ricomincino i loro "esperimenti scientifici" 
Guardo, nascosto, quel bambino della stirpe dei miei aguzzini, faticare, impiegare le sue poche energie per il suo cagnolino. 
 "Osaraaaa !"  
Dio , quel bambino, quanto  cerca il suo cane,  deve volergli bene.  
Come stava bene,  com'era vivace,  com'è strano il destino, un pò di fortuna e sarebbe stato bello nascere al posto di Osara, di quel cane così amato 
Certo, forse, sarebbe stato più bello nascere al posto di  quel bambino, figlio dei vincitori, ma quel bambino malato  non riesco nemmeno ad immaginarlo,  è troppo per me . 
Tanto lontana è la sua fortuna, che non lo raggiunge nemmeno la mia invidia
Zoppica quel bambino e per dirla tutta è piuttosto pallido, non credo che veda bene, una malattia grave, non arriverà all'estate prossima.
D'altronde, non posso certo pensare al futuro io. Ho una fame, un freddo (e ci credo) e mi cola il naso, è freddo anche in autunno nel Manchukuo.  
E pensare che ero il più forte della famiglia. Avevo il terrore delle malattie e loro si tenevano alla larga da me. Forte come un toro, dicevano ed io come un toro spostavo un carro da solo.... 
Se n'è accorto quel bastardo, quanto beveva ! Una tazza dopo l'altra, sakè, sakè, ancora sakè, diceva che sentiva freddo e beveva per quello ... e rideva. 
 
Appena s'è distratto, io che sembravo moribondo (fingevo un pò, anche se stavo sto male), ho ritrovato la mia forza, gli ho calato un pugno dei miei e gli ho disfatto la faccia. Se ne è accorto, tardi.
Le chiavi,  aveva il mazzo completo, alcuni li ho liberati, quelli che camminavano ancora,  una fuga folle e disperata, siamo già morti, siamo tutti morti, gli altri sono rimasti nelle celle aperte.  
Dei trenta, diversi non hanno passato nemmeno il muro, le guardie si sono svegliate ed hanno recuperato dalla sorpresa, altri di noi sono morti appena fuori;  una decina, una decina di morti che camminano, sono  riusciti ad arrivare ai primi boschi. 
Bastardi mi hanno infettato, le hanno provate tutte. Però vivo, respiro, a fatica, ho fame.
Nei giorni scorsi mi sono riavvicinato alle loro abitazioni; sono coloni, stanno provando a coltivare la terra che hanno tolto a noi cinesi. 
Ho mangiato quel che trovavo, poi ho visto chesul lato della casa, vicino alle siepi, lasciavano il cibo per il cane. 
 "Are wa Osara desuka  ? ".  
 Il bimbo ha visto un movimento nel buio della siepe dove mi nascondo, si è avvicinato. 
Dio , Osara (ora so che si chiama così), come si è arrabbiato quando ha trovato la seconda volta, la ciotola vuota. 
Lui lo sapeva che non erano le volpi.  
Poi, mi ha trovato ,  il terzo giorno. Faceva troppo rumore , ma si vedeva che era buono, d'animo . 
Adesso su un ramo alto sta seccando la sua carne.    
Ed io tagliuzzato, tremante ed impaurito per qualsiasi cosa e soprattutto di quelli, che mi riprendano e che ricomincino i loro "esperimenti scientifici" 
Guardo, nascosto, quel bambino della stirpe dei miei aguzzini, faticare, impiegare le sue poche energie per il suo cagnolino. 
 "Osaraaaa !"  
Dio , quel bambino, quanto  cerca il suo cane,  deve volergli bene.  
Come stava bene,  com'era vivace,  com'è strano il destino, un pò di fortuna e sarebbe stato bello nascere al posto di Osara, di quel cane così amato 
Certo, forse, sarebbe stato più bello nascere al posto di  quel bambino, figlio dei vincitori, ma quel bambino malato  non riesco nemmeno ad immaginarlo,  è troppo per me . 
Tanto lontana è la sua fortuna, che non lo raggiunge nemmeno la mia invidia
PALLONI CINESI  Dieci palloni  decorati su una barca che partecipa alla rappresentazione intitolata «The Hope in Spring Time»  sul lago cinese Hangzhou, nella provincia di Zhejiang.   Ten balloons printed with various colourful patterns float over the West Lake during an art display entitled in  province, 24 April 2006.  Each of the balloon has a diameter of 2.5 meters (Afp)
 Hangzhou, nella provincia di Zhejiang.
Ispirazione letteraria: Novelle da un minuto di Istvàn Orkeny (ed. e/o)

13:19 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in Cinema e Spettacolo | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook