CAPOLAVORO (ARTIGIANALE)

Il legno, l’erba dei campi, la pelle conciata.

Il sole contemplato dal buio, nascosta e piena di speranza.

“Potresti mettere due coppie di maniglie ? Una per le braccia distese ed una all’altezza del petto ?”

Attendo e la luce è coperta dall’immagine di una lucore maggiore, bianco e sabbia, il ricordo abbagliante ed il desiderio nascente.

Un Dio geloso che voleva perdere me e la mia gente od un Dio che voleva farmi un regalo ? E quando comincia il dono e quando comincia la gelosia ?

“Qui, uno sgabello, uno scalino interno, sai com’è, me l’hai spiegato tu che almeno di certe differenze di razza si doveva tener conto

Sento che s’avvicina, mi prenderà con forza, da dietro, lo voglio, un vero toro e sarà finalmente come doveva essere dal primo momento che l’ho visto.

“La pelle in questo punto, non cade, giù un po’…morta ? Le gambe non potrebbero avere un movimento, non so, come una port? Una controspinta, ecco,  una molla !”

Troppo bello per un sacrificio, troppo costretta, io, per non sacrificarmi, invece amare, aldilà di ogni logica, è sempre possibile, poi in fondo io sono la regina del mio destino, ho deciso oltre ogni limite, sono pronta. 

La struttura c’è, un’ultima cosa, un cuscino qui sotto, all’altezza dell’inguine per rialzare il bacino e proteggere le mie cosce dal legno, ho voglia di sentire la forza, senza che si spezzi un femore od entrambi” Un vero maschio finalmente, senza tante parole, ecco mi accuccio. “ E’ tutto pronto Pasifae”

“Grazie di tutto, Dedalo”.

 

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TORO OSBORNE, SARAGOZA
La realtà esiste, il difficile è sapere da che punto prenderla.

 

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L’incipit della canzone sembra nato apposta (l’ho cambiato perchè era un remix terribile).

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Tabù di Nagisha Oshima

Vento impetuoso fra  i giunchi, 

l’amore quando nasce,

spezza (anche) i samurai.

Capolavoro assoluto

 

Sozaburo Kano:

Angelica, come fascino, mi fa un baffo

oppure

Finocchio a chi ? Ti taglio in due !”

RESPIRO

Le Torri del Silenzio, le pire funerarie, i rituali sciamanici…

Siamo in mezzo a voi, da sempre e per millenni ci avete onorato come dovevate.

Tutto nasce dalla terra e tutto nasce con la terra; poi quella bella pensata di contaminare la terra e chiuderci nelle casse a soffocare nel buio, a vagare nella disperazione.

Quell’umido che disfa le nostre anime e ci danna, nel buio eterno della nostra fine, la pena l’invidia dello stato transitorio che prima era nostro, la durata l’eternità dopo il soggettivamente inevitabile, quando poi dovrebbe essere una porta ad una nuova esistenza.

Ci avete costrentto ad un nero carcere sotto la pressione di palate di umida terra, puri spiriti che soffrono di reumatismi con la nostalgia del sole.

Non avete capito le nostre invocazioni ed ora attuiamo un nuovo piano, vincente:

I vistri corpi da attraversare con i vapori d’estate,  un piccolo brivido cui presto vi abituate, una sensazione anche di fresco;

vi trascuriamo per settimane, mentre nella ricerca dell’inesprimibile esperianza permane solo il  desiderio di allentamento dalla morsa del caldo.

La soluzione prospettata dalla tecnologia è il condizionatore, il mondo stesso pare richiederlo….è impossibile vivere senza. Eppure milioni di condizionatori all’unisono succhiano energia, consumano l’acqua, portano alla siccità…morte, la morte della terra ormai inaridita.

La terra, questa terra che tanto ci costringe si desertifica, ci secca, noi finalmente liberi stiamo comiciando  a risorgere, a respirare.

Sentite un esercito di quegli infernali macchinari, un’armata delle tenebre sta funzionando all’unisono….

Sentite questo rumore ? E’ il loro rumore, pare quasi un respiro, il nostro.

 

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