TELEVISIONE ?

Sono stato tanto tempo al buio, ero tranquillo, sentivo che mi stavo espandendo, non avevo limiti, forse all’infinito.
Non avevo paura e non c’era nessuno che mi scocciasse.
Forse passavano i secoli, i millenni ma la mia sola presenza mi bastava, pago di me, nemmeno lontanamente anniato.
Poi si potrebbe dire un vento o forse un prurito, la voglia di contemplare qualcosa di finito che spezzasse l’eternità, un punto luminoso.
Potevo farlo e l’ho fatto.
 
Il desiderio. La felicità del possesso totale, la fame che si alimenta senza la soddisfazione totale e si trasforma in crapula.
Il cielo stellato.
Loro le eccezioni e io ad occupare gli spazi siderali, gli enormi interstizi del vuoto, per lo più contemplativo.
Voglia di rumore.
 
E ascoltai il fruscio del vento, ma prima i vulcani e i terremoti e prima ancora i tuoni.
 
Il movimento è interessante, di suo.
La mia percezione del brulicare, la frenesia con cui le cose mi comparivano e io giosamente creavo, sentivo e facevo.
 
Poi, infine la gente.
Crescevano, si accoppiavano, si moltiplicavano, si lamentavano, urlavano, si uccidevano.
 
E non avevano le ali e quello era andato con quello mentre stava con quella e la fine era arrivata troppo presto e troppo tardi e quell’altra stava con quell’altro e quell’altro mangiava troppo….avevo messo delle regole facili, facili, qualcosa di alimentare, qualcosa di sessuale, giusto per non lasciare il percorso in discesa, ma loro niente…infelicità e rumore e urla, tante urla.
 
Ho mandato un diluvio. Avevo sbagliato qualcosa…cioè non proprio sbagliato, ma che cavoli nella perfezione non c’è divertimento ! 
 
E adesso ricomincio da capo, ma col cavolo che mi faccio coinvolgere, un bel mondo luminoso quanto basta, come viene viene, colorato, da guardare, per vincere la noia ma se c’è un casino…Basta ! Mi volto da un’altra parte e se la sbrighino da soli !

 

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PROSPETTIVA

Gli occhi dovrebbero essere specchio dell’anima, ma io per primo li porto coperti, parzialmente.

Ecco la cornice d’oro su fondo rosso, seta che si diparte in onde, flutti e meandri dal centro, un frattale o meglio una felce primordiale; mi concentro mi avvicino, la prospettiva inquadra il bianco del volto, la tensione si ccumula e si libera ritmicamente, le pinne del naso si dilatano, si allargano, il respiro un affanno gioioso, il successivo allontanarsi addensa le aspettative del ritorno.

L’iride si rischiara pur nella penombra la passione illanguidisce, ma elettrifica l’aria, un tuffo nella sua azzurrità marina.

Le palpebre abitualmente sornione cercano un’apertura ancora più ampia, spasimi di nuovi archi circolari di stupore. Una zoomata, la dinamica repentina di avvicinamento, una spinta dall’alto verso il basso la forza di gravità aiutata da quella di volontà, il ritorno assicutato dalla leva di un’elastica colonna vertebrale, un dolce contrasto della molla naturalmente perfetta, ricordata da due caviglie con le spalle come binario,.

Le pupille, all’impovviso si dilatano, il nero un pozzo dell’anima, da cui uscire, o entrare, mentre ci si avvicina davvero e armonicamente si apre la bocca, tante volte baciata, le labbra disserrate un altro buio, quello il terzo occhio spirituale .

Il respiro se non fosse già affannoso per il moto metodicamente scandito diventa necessariamente più sforzato, più bisogno d’ossigeno, più sangue alle membra.


Tre vortici infiniti neri e profondi, mi muovo, mi perdo eppure sono lì molto presente e sempre più all’interno, dentro l’anima, oltre che dentro, profondamente, infisso nel corpo.

Nella dinamica suprema del momento contemplo l’insieme, al posto della materia, il vuoto sembra dichiarare di aver compres la percezione del senso della vita, un momento estatico trascendente nell’immanenza del piacere:
“ecco, questa è la verità”.

Ad occhi spalancati.

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YAMANOUCHI-Scimmia nell’acqua termale
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Hong Kong Express di Wong Kar Wai (1994)
Cemento in cuore
provvisori abbandoni
tristi oggetti
 


http://haikumeccanico.myblog.it/media/00/02/c3c856e0d27292770f23c898e9d237f3.mp3
Prince & Rosie Gaines: Nothing compares 2 U (la colonna sonora del post è questa, per