EPICA

Il ponte è una costruzione che unisce, ma qui è il centro della contesa, l’orizzonte e la fine.

La frattura nella sua ombra è netta e sotto sembra esserci lava più che un semplice fiume.

Solo baratro e null’altro, la scomparsa l’unica prospettiva di chi scivola. 

I popoli. spesso di lontano diffidenti, sono giunti ignari che l’unico destino che gli si prospetta quest’oggi è lo scontro, nessun futuro, la disfatta senza nemmeno un frammento di gloria.

Piovono pezzi di pietra, proiettili, frecce, catapulte e cannoni sui fronti opposti, le colline, forse un tempo fertili, sembrano esplodere, avide del sangue che scorrerà e che è già scorso, cadono gli eroi come i pavidi.

Tutti per natura ed allenamento sono pronti a quello che il loro dio, i loro dèi vorranno, una lotta, l’odio e le armi sono parte del loro stesso corpo, meravigliose e terribili.

Ecco l’universo è chiuso e con furia belluina si slanciano, si riparano ognuno per cercare il tempo, la possibilità di distruggere quanti più nemici. Questi sconosciuti che. per il loro solo aspetto sono “altro”; sono anche sull’altro versante !

Che si cominici !

Dei Gormiti diffido ancora, ma ora che Attila gioca con la Valle del Destino…che devo dire che c’è sempre bisogno di epica ?

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Shantel-Disko Partizan