ROSSO VENTOSO

Cinque vesti scarlatte, gesti circolari fra piani di grigio e d’azzurro.

Namaste, un sorriso, il suo, il suo lo stesso.

Un quadrato, un cerchio, un altro quadrato, un altro cerchio. Un mondo dai contorni sfumati.

Cade leggero e impalpabile un flusso costante dall’alto, la luce rifratta restituisce la materia, sabbia colorata e questa forma un universo di piccole figure.

Un cervo dal ventre dorato, un’aquila, l’incontro di persone, lo sviluppo, la storia, una storia che continua.

Tutto è al suo posto, tutto è in armonia e promette la pace, i gesti armonici dei monaci disegnano dalla verticale curve di una bellezza assoluta.

Il futuro è irreale e il presente è davvero questo che sentiamo ?

Il disegno contiene tutto,  guardandolo possiamo scorgere la spiegazione, LA SPIEGAZIONE.

Colore, vita , speranza, nitidi percorsi ed esistenze reali come le nostre, si dipartono sentieri, si compiono scelte e dove si va ?

Ecco il capolavoro del mandala termina, è finito, è finito e quindi finisce, pochi colpi e scompare, ritorna sabbia, sabbia colorata e poi anche quella il vento disperde.

La ruota gira, la ruota ritorna.

 

Namaste, rossi Sadhu dal Tibet, ci siamo come granelli di sabbia pensante.

 

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Surfista a Kilauea
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Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini 1966
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Noir desir e Manu Chao: Le vent nous porterà

RIETI

Piccole storie, corti dialoghi, animaletti stupidi, tutti amici fra loro, che parlavano senza trasmettere nessun pathos.
Mancavano connessione con la vita, mancavano ragioni per la passione.
Sentivo la radio, guardavo la televisione e c’era la vita che scorreva e voleva uncinarmi, eppure avrei dovuto, nella mia famiglia tutti leggevano e cosa dovevo fare io.
Era già da un anno che vivacchiavo, era arrivata l’estate, avevo già passato i tre quarti di quell’infinita estate infantile, Senigallia, L’Aquila e stavo ritornando indietro.
Un pellegrinaggio nel centro Italia fra antiche città e sorelle di mio padre, sempre Rieti.
Una casa fra gli orti, il bordo della cittadina, provincia dal fascismo, la tapparella scesa a schermare il sole, alto sulla destra, un vago sentore dell’arco che compie attraverso la cornice del finestrone.
Questi pomeriggi d’estate che già sembravano non finire mai.
Lo zio preside, la zia maestra già di generazione ed i tre figli, allora pochi anni erano distanze siderali. Grandissime mangiate, i funghi soprattutto.La libreria aveva qualche libro già da ragazzetto, in uno la copertina raffigurava un uomo muscoloso con indosso dei mutandoni bianchi, che aspettava con aria di sfida ed un coltello o forse una sciabola, un altro di spalle già più vestito, ma ugualmente esotico. 


Il libro  apriva un mondo di  passioni e di persone vere un sogno lontano, ma ogni momento più familiarei, un portoghee solo come il vento poi, un tamil, distante, ma capace e legato alla natura,  un uomo amava ed odiava al massimo,  c’erano valorosi e non annacquati i“buoni”, impavidi, valorosi e capaci , i cattivi erano i colonialisti inglesi.
Il titolo era “Le due Tigri” e l’autore era Salgari , il primo libro vero che lessi.

Quel giorno non mi staccai, la zia lo regalò e per un po’ vissi in India ed in Malaysia.

 

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Delhi – Chadni-Chowk dietro Jama Masjid (la moschea del Venerdì), molti anni dopo.

Costanza: “Dove andiamo a mangiare ? E’ il quarto tentativo che facciamo senza che si trovi un ristorante di quelli segnati !

Aka:   Che Casino indiano, la Lonely non corrisponde affatto e questi non hanno idea…andiamo lì, dai turbanti,sono Sikh, ci si può fidare. L’ho letto.

Costanza: “Ah, su un’altra guida ?”

Aka: “No, non esattamente, un libro, una serie di altri libri..ma lo so ,  credimi”. 
 

 

L’uomo che volle farsi Re di John Huston (1975)

 

Colonie al tramonto 

La missione dell’uomo bianco

Eroi guasconi  

 

Incivile aggressione 

Impero è violenza 

  

Durata    :  E’ eterno

Giudizio  : Sean Connery e Michael Caine al massimo del          loro   splendore, Huston che  forgia nell’epica gli afflati coloniali di Kipling.                

 

L’azione, il messaggio e la vera dignità. I bianchi traggono alla fine educazione dall’esperienza.  

Più bianco dei bianchi, più eroico degli eroi, l’alfiere della dignità è il  Gurkha , soldato nepalese dell’Impero  , interprete, confidente,  è l’unico che non pensa mai a scappare, era quello che avrebbe guadagnato di meno, contempla la disfatta e attacca!   

 

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 L’attrice Shakira Baksh che interpreta Roxanne è diventata la moglie di Michael Caine  ed è la co-fondatrice della catena di ristoranti Planet Pappadum

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Carly Simon-You’re so vain