LAMPO

 

E’ importante avere le spalle coperte.
Il luogo dello scontro è, naturalmente, il piano più in basso.
Lo domini eppure lo sai, lo sai per esperienza bruciante, che qualcosa, qualcosa di troppo veloce sfuggirà al tuo controllo.
L’avversario riuscirà a sorprenderti, qualcosa di ritorno potrebbe sforare il tuo muro, la tua barriera e poi dovrai gettarti a capofitto per cogliere il momento.
E la sete di giustizia ? Sarà Dio a guidare la tua mano o buttando la palla avrei comunque sempre favorito la tua squadra e la vittoria sarà immeritata perchè conquiestata grazie alle tue meschine manovre ?
Nel frattempo la speranza è che la difesa regga, respinga gli affondi e magari riesca a sfondare nei tuoi momenti d’impasse.
Non basta nemmeno l’attenzione diretta, anzi forse la differenza è tutta nello sguardo obliquo, quello che porta la morte nelle sortite all’alba.
Quell’attimo sospeso, quegli oggetti in cui si profonde l’anima e il guizzo che sfida le leggi della fisica che toglie il senso del tempo.
Certo è uno stress la vita passata all’attacco e quella palla dura pare stregata e ogni rimbalzo ti colpisce al petto, facendoti mancare il fiato ogni volta.
Il biliardino sulla spiaggia è proprio uno sport completo !

 

 

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CUCCAGNA INDONESIANA
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Il principe Caspian-Cronache di Narnia
Il leone aspetta
le battaglie melting pot
le bestie sò i boni
Ci sono anche Castellitto e Favino !
ma la sceneggiatura sbanda
e le allusioni salvifiche “cristiane”
sono smaccate e spompe
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Alice & Battiato: Il vento caldo dell’estate

TERZIARIO ARRETRATO

Le folate di vento, il sangue, le voci del destino.
Qualcosa, oltre ai diagrammi, deve spiegare le meccaniche della migrazione, cosa porti fortuna e cosa porti a nascere in un luogo provenendo da tanto lontano.
Quando la storia parla di Greenville nel Mississippi, si pensa al Blues a campi di cotone, a neri e campi di cotone, non a contadini marchigiani capaci di piegare la schiena nei campi e figliare a raffica:
Emilia, Maria, Ersilia, Amalia, un seconda Amalia (la prima era morta), Corradino (morto anche lui di groppo) e Aldo.
Forse avevano fatto abbastanza soldi o forse erano stanche fatto sta che Serafino e Albina tornarono indietro con tutta la figliolanza o quel che rimaneva, in fondo gli era andata bene.
Mia nonna era dell’otto, nata appunto a Greenville e più tardi sosteneva che i padroni per cui avevano lavorato i suoi era neri e avevano proposto di adottare quella vispa bambina bionda, per orgoglio, forse, non avevano accettato, aveva poi rischiato la morte nel naufragio del transatlantico, già forte quella piccola donna rocciosa.
Vide l’avvento del fascismo, li sfidò da donna del popolo, chè a Senigallia c’era rimasto lo zoccolo duro di comunisti e d’anarchici, visse a Bologna e Rimini e quando vide con me all’Arena Rossini “Amarcord”, si commosse: la Rimini descritta era proprio come la ricordava lei !
Alcune prove, la peggiore il marito grande e grosso, poi malato a lungo.
Era una brava sarta, ma le rimaneva la base di famiglia legata agli orti suburbani.
Nei suoi soggiorni a San Donato, a trovare l’adorata figlia e il tenero nipotino l’Ersilia si meravigliava delle belle case, del verde rigolglioso, del bel paese all’intorno.
Mi portava a spasso, le passeggiate per il gusto di camminare non erano proprio nel suo modo d’essere, ma la devozione al suo ruolo le rendeva frequenti e piacevolissime.
Ricordo, distintamente, l’inizio degli anni settanta, via Triulziana ancora non edificata e quei boschetti, ora pomposamente chiamati “Parco Trepalle”, dossi e vallette dove si andava a cercare rane e guardare i girini, ma soprattutto ho chiara l’immagine di mia nonna Ersilia contenta, con il coltello e una busta, intenta a strappare al terreno chili di cicoria e nell’asettica San Donato lanciata verso il 2000 e la modernizzazione, lei, donna del passato, esclamava contenta:
“Quanti grugni – il nome della cicoria a Senigallia – e pensa non li raccoglie nessuno !”

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Riso-Filippine

 

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 Vita da strega di Norah Ephron (2005)
Aspra la vita
utile la bacchetta
meglio normali ?

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Bach Cantatas Wachet auf, ruft uns die Stimme BWV 140 I Chorale