INTEGRAZIONI & GLOBALISMI

La padrona di casa ci ha dato le chiavi dell’appartamento vista mare.

Ella è tedesca (d’origine), affitta di solito solo a tedeschi ed ha fatto anche una battuta all’indirizzo di Attila, che per sue convizioni si è sentito in dovere di viaggiare rigorosamente abbottonato:

“Forsze pampino kretefa di fenire in montagna…”

L’ultima raccomandazione quando Gisèle constata che tutti i primi dieci canali televisivi sono occupati da canali tedeschi è quella di non farci giocare i bambini e far toccare il telecomando solo a me. Non capisco.

Poi cerco Italia uno ed ho l’illuminazione sul “non detto”, il Satellite è pieno di canali che trasmettono spezzoni per uomini soli o desiderosi di spinte per la fantasia e lo slalom per evitare che i bimbi abbiano visioni turbanti impedisce di effettuare qualsiasi analisi.

La casa è sprofondata presto nel sonno.

Scopro che molti canali stanno saltando il problema del dialogo fra sessi dell’Islam e mirano al cuore dei maschi dei paesi musulmani. Ho sempre pensato che gli integralisti, anche quelli cristiani, nascondessero un serbatoio di repressioni di cui i singoli volentieri si libererebbero.

Lo hanno pensato anche alcuni gestori credo con successo visto il numero di frequenze occupate.

Esistono anche più d’una TV Curda, era ora, ma sembrano seriosissime.

Il complesso, da tardivo analista, è in linea di massima abbastanza noioso, ma continuo imperterrito la mia maratona, aspettando chissà quale perla, finchè verso il canale 340, l’apparizione !

Un grosso cinese in frac, almeno così mi appare il signore in gessato rigido come cemento armato e col papillon, gli occhi a mandorla scende impettito le scale similsanremesi, in quello che sembra lo spettacolo del Sabato Sera, abbinato alla lotteria Italia.

 

No, Italia non c’è, guardo il logo ed è Caspio Net, anzi il canale viene denominato con la sigla Kabard. (che sia la Kabardino-Balkaria a me tanto cara ? No, scoprirò in seguito).

 

Attende a fine scala, festosa e sorridente, una sorta di “ganguroo” psicopatica, una donnona asiatico ridotta a malpartito da furiose meches ed avvolta a mò di veste da improbabili crespature di carta argentata.

 

Sto per cambiare canale, il Pippo Baudo locale potrebbe essermi fatale, quando sento delle parole fuggite dal basso volume, sembra italiano.

Già italiano, che rincoglionito che sono e da dove me l’invento ? .

Poi aguzzo l’orecchio, l’energumeno (senza nessuna idea del significato di ciò che canta) dice distintamente “CEMENTO”, alzo ed aguzzo le orecchie, non è solo italiano !

E’ peggio !


LUI: Dopo il sogno delle Hawaii
come tutti i marinai
attraverso questo mare di cemento
Dopo un altro inverno che
soffia neve su di me
che ho già freddo se non sono accanto a te

INSIEME: devi crederci
ci sarà
una storia d’amore ed un mondo migliore
ci sarà
un azzurro più intenso ed un cielo più immenso
ci sarà
la tua ombra al mio fianco vestita di bianco
ci sarà
anche un modo più umano per dirsi ti amo di più

LEI: Dopo un oggi che non va
dopo tanta vanità
e nessuno che ti da niente per niente

LUI: Dopo tutto il male che
c’è nel mondo intorno a te
com’è bello ritrovarti accanto a me

INSIEME: devi crederci
ci sarà
una storia d’amore ed un mondo migliore
ci sarà
un azzurro più intenso ed un cielo più immenso
ci sarà
la tua ombra al mio fianco vestita di bianco
ci sarà
anche un modo più umano per dirsi ti amo
ci sarà
una storia d’amore ed un mondo migliore
ci sarà
un azzurro più intenso ed un cielo più immenso
ci sarà
la tua ombra al mio fianco vestita di bianco
ci sarà
anche un modo più umano per dirsi ti amo

Alla Tv del Nuovo Kazakisthan, una delle diverse, mi sembra, il sabato sera è di gran lusso ed assai romantico e chic cantare Albano e Romina Power dell’84 !

E l’idea di quei due cantanti che si sono dovuti imparare a memoria un testo astruso studiando toni ed inflessioni di una lingua così distante, m’intenerisce oltremodo.

 

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ASTANA, la nuova capitale

Trionfo d’Autunno

Bimbe Cinesi a Nervi

Noci e Mandorle

Oggi su una scalinata digradante nel porticciolo di Nervi c’era un piccolo stormo di giovanette cinesi, urletti e scherzi esclusivamente fra loro, noi in piena digestione ed i bimbi intenti a giochi al limite del tuffo nell’acqua gelata.

Poi le transfughe del Celeste Impero hanno tirato fuori la loro merenda, una busta di mandorle,  noci e nocciole e la volontà con l’intenzione di aprirle, in modo assai poco ortodosso e pochissimo funzionale: scagliandole violentemente a terra.

 

La fusione di popoli è stata repentina sullo scoglio lanciato verso il tramonto .

 

Charlize ed Attila prendevano dalla busta la frutta secca e come mostrato dalle bimbe migranti, facevano rimbalzare più violentemente possibile le noci sulla roccia di quell’angolo sospeso sul mare, ovviamente poche pochissime si rompevano.

 

Più che pesci volanti, tutto il panorama era un guizzo di sferoidi beigiolini, eil retino (nostro) pescava continuamente con successo, mentre prima, inutilmente, era stato tuffato per inseguire creature marine troppo lontane per essere soltanto sfiorate dalle nostre azioni.

Qualche noce, l’abbiamo persino rotta e mangiata.

E nel frattempo annottando, le luci fanno ricordare, le meccaniche celesti. (questo sì).  

 

http://haikumeccanico.myblog.it/media/01/00/a816392a7caaa50cd612f065b56e76d3.mp3
Franco Battiato – Ruby Tuesday

ONFALON

Esistono luoghi, magari non vissuti personalmente, che occupano spazi vastissimi nell’animo delle persone.

Alcuni possono nascere dalle favole, come la Baghdad dei racconti con i cavalli alati, del coraggio più ardito e dei maghi più cattivi; altri possono essere il precipitato dei ricordi di altri miscelati con le proprie sensazioni d’infanzia e fanciullezza, come la Combray di Marcel nella sua sconfinata Ricerca.

Questi quadri mentali, sono case, sono persone e gruppi radicati nelle emozioni profonde, capaci di grandi terremoti come di piccoli sismi di assestamento.

Io, oltre al mio quadro empirico ed a quello cinematografico letterario, ho avuto insieme ad altri, poco dopo i diciott’anni, un innesto di memoria, un intera cittadina si è riversata progressivamente ed inesorabilmente nella mia vita e poi, è diventata un po’ mia.

Sere fa, la televisione trasmetteva pubblicità di routine e preannunci di trasmissioni noiose, fra questi una serie con protagonista un medic (ma non finiranno mai ?).

Canovaccio di un’Italietta manifestamente provinciale, appena aggiornata rispetto ai film di genere “Poveri ma belli”, Maurizio Arena, Lollobrigida, magari De Sica, il padre.

Un attore vero, come protagonista, ex doppiatore a cui danno un’occasione, senza una degna sceneggiatura, qualche caratterista, molte sciacquette di belle speranze e buona prestanza, che devono fare girandola e colore attorno al bravo profesionista, con il forte debole delle belle donne, chè fa simpatia…

Un’inquadratura, una fontana, pietre antiche, Italia centrale, 

“Un medico quasi perfetto” di prossima programmazione su Canale 5.

 Una prima inquadratura, lo sguardo distratto percepisce una familiarità, torno al computer, lo spottone prosegue, sgradevole nella sua patinatura di serie “B”, una seconda occhiata è quasi un dovere, chi è questo attore, mi dice qualcosa, ma non ho un vero collegamento mnemonico, guardo più attento i particolari, quell’arco, quella fontana, sembra dovrebbe… essere, è Fabriano !

Hanno girato uno sceneggiato a Fabriano !

Si pareggiano i conti con la storia, ecco quello che si chiamava fra noi “Umbelicus Mundi” trasmesso nel tempo dalle pietre secolari al tubo catodico ai cristalli liquidi.

E rivedo il mezzo sorriso, con cui, un altro “conquistato” da quella genia, avrebbe, amandoli, commentato ironico con noi e con loro, passando dall’Umbelicus all’Onfalon (il tono enfatico ed una risata di intesa), alluso al centro dei pensieri di quella tribù antica nata al centro d’Italia, sciamata per vivere, bere  e laurearsi soprattutto nella grassa e crapulona Bologna ed al cordone ombelicale che legava i nostri amici alla loro terra d’origine ed ai toni elegiaci della rievocazione del passato…

Una carezza Riccardo, qualsiasi infinito tu abbia trovato naufragando in quel garage…il cordone ombelicale rimane.

 

LE TRADIZIONI DEI KUNA Un bambino Kuna a Nusatupu Island, circa 130 km nord ovest da Panama. Il gruppo etnico dei Kuna cerca fieramente di mantenere le proprie tradizioni (Arnulfo Franco/Ap)
Bambino Kuna -130 km da Panama