POLPETTE AI FUNGHI (BOTTIGLIE E MESSAGGI)

Era andata così…si erano trovati e lui era, lui non era…
Una sorpresa, non un principe azzurro, non quello che desiderava, ma qualcosa che non aveva mai nemmeno immaginato.
La faceva arrabbiare, la metteva in discussione, la scioglieva di dolcezza e la picchiettava come una pioggia di primavera.
Fastidioso talvolta, molto fastidioso.
Entrava nella sua testa con quei suoi modi, pretenziosetto con le sue imperfezioni, perfettino e superbo.
Lei per questo l’amava, torreggiando a sua volta.
Un giorno di quiete assolata, questo legame magico, qualcosa che poteva unirli per sempre si spezzò.
Qualche scazzo, qualche impuntamento da caprettina sull’orlo del burrone e quella quiete millantata di quel falso principe azzurro, da bue placido ma ostinato, sempre parecchio ostinato.
Il mondo era così bello, così, come dicevano i greci ? “thaumastà”, terribile, grande e terribile e c’è tanta gente intorno.
Fidanzati e fidanzate varie…due belle e intriganti persone.
Poi in un luogo dove i destini sembravano mancarsi e incrociarsi, una stupida autocisterna colpì il taxi di lui, morto sul colpo a Nuova Delhi.
Ogni tanto lei, che ha avuto un’altra vita, passa per il cimitero a salutarlo.
Scusa, ma chi ha lasciato chi ? E se stavate così bene perché non vi siete ripresi ?”
“Non lo so, è andata così….eravamo giovani e fra noi non so sicuramente come sarebbe andata; in quel caso sicuramente non si può tornare più indietro, neppure vagheggiarlo, non è vero pentimento non ce ne è materia bastante, è un fiore di ciliegio che cade, un leggero rimpianto di primavera.”
“Però ci penso…”
Pasqua 2008 081.jpg

RAFFICA

L’ora del mattino, la solitudine dello svegliarsi nel vuoto degli appuntamenti, il lavoro che non piace, il ripetersi quotidiano del nulla.
Quale fu la prima della collezione di figurine, foto illuminate dal neon dello schermo, allegre come lapidi ?
Gaia, Prudenzia, Abegaille, Orsola, Drusiana ?
Come le messi al tempo della falciatura, una spiga via l’altra, nessuna come l’ideale, ma chissenefrega facevano mucchio, compensavano quel vuoto adolescenziale.
Erano cominciati gli aperitivi, poi le colazioni, poi le cene e poi avevo cominciato a svegliarmi senza sapere dov’ero, senza ricordarmi chi avevo stretto fra le braccia o meglio chi mi aveva accolto fra le sue gambe.
Mi dicevo che cercavo il dialogo e che raccoglievo elementi era un esperimento letterario o che avrei voluto fare lo psicologo, mentre mi stordivo di corpi, appagato di trovare un riflesso di piacere, superficiale ma parecchio forte e sicuramente divertente.
Andavo disciplinatamente a casa e dormivo sempre qualche ora nel letto, giusto per lamentarmi e sentirmi un poco abbandonato, vagheggiando quell’amore da romanzo rosa da cui mi allontanavo ogni giorno di più. Che non avevo saputo coltivare e sognare.

Ora ho finalmente trovato quel che volevo, tante donne disponibili attorno, rido e tocco loro il culo, scherzo con gli amici attorno a me…molti un po’ sordi, alcuni sicuramente rincoglioniti.

Ghena, è la mia preferita, un donnone, bulgara aveva cominciato a studiare l’Opera a Sofia, invece del solito sorrisino di circostanza con cui, di solito, le altre accolgono le mie avances, ride forte, ha un vocione, mi ha detto “Devi essere stato un bell’uomo…”, poi mi ha cambiato il pappagallo.    

Le ho toccato una tetta, grato di questa tardiva felicità, un raggio di sole nel mio tramonto.

SEUL- Beauty and Health Olympics 2008.jpg
Seul: Health and Beauty Olympics 2009