mercoledì, 31 dicembre 2008
ETICHETTE
Esco a fare un giro, potrebbe volerci un po' di tempo.
Una frase significativa, soprattutto se fuori fa freddo, un freddo polare...
Sul nostro campo di patate, è sul confine, sono piovuti razzi erano nostri hanno ucciso due mie nipoti...poi è caduto un missile sparato da un elicottero.
Le apparenze informano l'essenza, tu sei ebreo, tu sei palestinese, tu sei una troia, tu sei uno stronzo e così per tutta la vita, quando non capita qualcuno o qualcosa che l'accorci.
Può essere la sopravvivenza uscire in un campo, poi la fuga, in altri casi è la fine, il percorso vale per la sua stessa natura, ma quante buche al posto delle incognite sono bombe che creano il destino: un fluire eterno.
Quante le fini possibili, quante le combinazioni e alcune possono essere motivo di temporaneo sollievo, anche di giubilo.
Errori, giustizia, evoluzioni, rivoluzioni e tutto prosegue anno dopo anno, molti gli innocenti, ma anche poveri colpevoli lasciati sul terreno...
Inaspettatamente qualcosa potrebbe pure andare meglio.

01:23 Scritto da: akamotasan (Webmaster) | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | OKNOtizie |
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mercoledì, 24 dicembre 2008
Griazowietz-*1941

Victor: "Lucjan, tanto parlare di storia di architettura e non riesci a piegare meglio quel pezzo di lamiera ?"
Lucjan: "Parli bene tu, Victor sei giovane e chissà il freddo che hai preso sul Tatra, te la andavi a cercare proprio, io l'architettura la vivevo con tanto di stufa, calda, un sogno".
Victor: "Kamil, non ridere come un cretino ! Sei proprio un grasso prete...è inutile che ci parli di migrazioni di popoli se poi non riesci a fare due passi nella neve senza lamentarti e poi va bene che ammiri i puri suoni di Mallarmé, ma stasera potresti articolare qualcosa di più intelleggibile del tuo borbottio, va bene fa freddo...ma siamo in un gruppo eletto !"
Joseph: "David....dopo la tua conferenza...sentirti dire che bruceresti anche la Bibbia di Gutemberg per un grado in più in questo campo, capisco ma mi indigno, al limite se volete Lucjan potrebbe raccontarci del Venezuela e della vegetazione tropicale.
In questa notte di Natale penso all'opera di quell'uomo dalla salute così fragile, un monumento enorme dove passo passo è descritta la volontà di conoscere e comprendere gli stati d’animo più disparati, una capacità di scoprire nell’uomo più vile i gesti nobili al limite del sublime, e negli esseri più puri le reazioni più meschine.
La sua opera agisce su di noi come la vita filtrata e illuminata da una coscienza la cui precisione è infinitamente più grande della nostra, tutto è transitorio e lo splendore del singolo come di intere civiltà nasconde in sè l'origine della sua decadenza.
Inutile non rievocare quanto tutti noi, nella nostra condizione originaria, abbiamo bevuto fino in fondo i calici del piacere, ma quanto nel rivolgimento delle situazioni come non pensare all'effimero gusto di cenere che sapevamo ci avrebbe prima o poi aspettato ?
Questo purtroppo per noi è accaduto prima del previsto, prima che ritrovassimo un tempo naturale di decadenza, però l'opera di Marcel è lì e qui dentro l'ex Convento della Grazia, abbiamo ricevuto la Grazia di capire, lì dentro quel monumento, ci possiamo specchiare.a
Q: Havel havalim.
*1941 - Campo per Ufficiali polacchi prigionieri di guerra-Polonia-Ucraina occidentale.

Fine Young Cannibals: Johnny came home
Liberamente ispirato a Joseph Czapski: La morte indifferente-Proust nel gulag. ed. L'ancora. Napoli.
01:10 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in STORIA EUROPA | Link permanente | Commenti (14) | Segnala | OKNOtizie |
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martedì, 16 dicembre 2008
DIALETTICA DEL DELIRIO
Nessuno (o forse pochissimi rispetto alle masse tese allo sforzo) riesce a fare, raggiungere o ottenere qualcosa , eppure tutto continua ad andare avanti..
La falciatura va eseguita con movimenti circolare, ritmati e precisi. In questo modo si tagliano gli steli più vicino al terreno, ma sempre al di sopra dei sassi che possono danneggiare la lama affilata
Un falciatore professionista con la falce ammucchia le messi tagliate in una catasta ordinata.
Alla fine della mietitura l’abilità può essere provata caricando il carro con il forcone.
I più bravi riescono a caricare il fieno disteso fino a tre metri d’altezza.
La fragile costruzione deve resistere agli scossoni della strada dal campo alla stalla senza crollare.
Dal ritmo e dal metodo una costruzione fragile, che qualche tempo resiste e nel frattempo si formano i muscoli al falciatore.
Il mistero della dialettica consiste nel fatto che a dispetto di tutti le mete mancate, alla fine viene fuori un piccolo successo o un progresso di un giorno, che permette di andare avanti, anche se forse nessuno capisce come e perché.
Ma le spighe seguono il loro destino d’essere tagliate e poi alla fine molto tempo dopo, anche i falciatori soccombono.

23:36 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in VITA FANTASTICA | Link permanente | Commenti (21) | Segnala | OKNOtizie |
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sabato, 06 dicembre 2008
RAFFICA
L'ora del mattino, la solitudine dello svegliarsi nel vuoto degli appuntamenti, il lavoro che non piace, il ripetersi quotidiano del nulla.
Quale fu la prima della collezione di figurine, foto illuminate dal neon dello schermo, allegre come lapidi ?
Gaia, Prudenzia, Abegaille, Orsola, Drusiana ?
Come le messi al tempo della falciatura, una spiga via l'altra, nessuna come l'ideale, ma chissenefrega facevano mucchio, compensavano quel vuoto adolescenziale.
Erano cominciati gli aperitivi, poi le colazioni, poi le cene e poi avevo cominciato a svegliarmi senza sapere dov'ero, senza ricordarmi chi avevo stretto fra le braccia o meglio chi mi aveva accolto fra le sue gambe.
Mi dicevo che cercavo il dialogo e che raccoglievo elementi era un esperimento letterario o che avrei voluto fare lo psicologo, mentre mi stordivo di corpi, appagato di trovare un riflesso di piacere, superficiale ma parecchio forte e sicuramente divertente.
Andavo disciplinatamente a casa e dormivo sempre qualche ora nel letto, giusto per lamentarmi e sentirmi un poco abbandonato, vagheggiando quell'amore da romanzo rosa da cui mi allontanavo ogni giorno di più. Che non avevo saputo coltivare e sognare.
Ora ho finalmente trovato quel che volevo, tante donne disponibili attorno, rido e tocco loro il culo, scherzo con gli amici attorno a me…molti un po’ sordi, alcuni sicuramente rincoglioniti.
Ghena, è la mia preferita, un donnone, bulgara aveva cominciato a studiare l'Opera a Sofia, invece del solito sorrisino di circostanza con cui, di solito, le altre accolgono le mie avances, ride forte, ha un vocione, mi ha detto “Devi essere stato un bell’uomo…”, poi mi ha cambiato il pappagallo.
Le ho toccato una tetta, grato di questa tardiva felicità, un raggio di sole nel mio tramonto.

15:59 Scritto da: akamotasan (Webmaster) in AMORE | Link permanente | Commenti (22) | Segnala | OKNOtizie |
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