SCOSSA

Non so ballare il tango. Non so ballare particolarmente bene. Non sono mai stato nemmeno in Argentina.
Che siano o meno Milongas, sono pratico di locali fumosi, di quando ancora si poteva in Italia e di quelli che ne hanno l’aria nel mondo.
Guardo molto, osservo e penso. Mi sono abituato ai tuoi scatti, ai tuoi strappi e ho chiamato i riavvicinamenti e le ostacolato le fughe, gli abbracci, le volte che ci si sfiorava, le liti forti, quasi fino alla violenza.
Le orbite che paiono avere un centro di gravità e il magnetismo negli occhi, nelle vite dove i poli non sempre s’attraggono, non sempre si respingono.
Eppure il piano è infinito come la Pampa e i venti spazzano il nostro momento, il nostro ergersi alla sfida; un mondo di azioni e reazioni, ma già la statica è un’impresa e ogni momento è un graffio, una spinta, una presa anche al limite dell’equilibrio.
Ma sono un uomo e il mio compito è portare e alle scosse reagisco nella dinamica del conflitto, sostenendo il peso.
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SCOSSAultima modifica: 2009-04-08T18:50:00+00:00da akamotasan
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28 pensieri su “SCOSSA

  1. Detto fra me e te gli “intellettuali” si stanno facendo i cazzi loro come tutti, vecchio vezzo Italico, lo sport nazionale, sì m’associo alla risata tanto c’è poco da ride.
    P.S. Sì “teso e sofferto”, da borghesuccio, da non confondere con il tormento creativo che non è pane per i “borghesi”….spiegaglielo!

  2. Dimenticavo, ad esser più precisi a chi t’accusa di tal tendenza dì pure che gli “intellettuali” in questo paese, dalla dimensione “ORGANICA” di GRAMSCIANA memoria sono passati a quella dichiaratamente “INORGANICA”, similmente tramutatasi pari pari in quella della condizione degli “IDROCEFALI” tipica dei “CEREBROLESI”, volendo posso portare qualche esempio. Limi.

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