ETICHETTE

Esco a fare un giro, potrebbe volerci un po’ di tempo.

Una frase significativa, soprattutto se fuori fa freddo, un freddo polare…

Sul nostro campo di patate, è sul confine, sono piovuti razzi erano nostri hanno ucciso due mie nipoti…poi è caduto un missile sparato da un elicottero.

Le apparenze informano l’essenza, tu sei ebreo, tu sei palestinese, tu sei una troia, tu sei uno stronzo e così per tutta la vita, quando non capita qualcuno o qualcosa che l’accorci.

Può essere la sopravvivenza uscire in un campo, poi la fuga, in altri casi è la fine, il percorso vale per la sua stessa natura, ma quante buche al posto delle incognite sono bombe che creano il destino: un fluire eterno.

Quante le fini possibili, quante le combinazioni e alcune possono essere motivo di temporaneo sollievo, anche di giubilo.

Errori, giustizia, evoluzioni, rivoluzioni e tutto  prosegue anno dopo anno, molti gli innocenti, ma anche poveri colpevoli lasciati sul terreno… 

Inaspettatamente qualcosa potrebbe pure andare meglio.

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Mochitsuki
preparazione del tradizionale dolce di fine anno
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Victor: “Lucjan, tanto parlare di storia di architettura e non riesci a piegare meglio quel pezzo di lamiera ?”
 
Lucjan: “Parli bene tu, Victor sei giovane e chissà il freddo che hai preso sul Tatra, te la andavi a cercare proprio, io l’architettura la vivevo con tanto di stufa, calda, un sogno”.
 
Victor: “Kamil, non ridere come un cretino ! Sei proprio un grasso prete…è inutile che ci parli di migrazioni di popoli se poi non riesci a fare due passi nella neve senza lamentarti e poi va bene che ammiri i puri suoni di Mallarmé, ma stasera potresti articolare qualcosa di più intelleggibile del tuo borbottio, va bene fa freddo…ma siamo in un gruppo eletto !”
 
Joseph: “David….dopo la tua conferenza…sentirti dire che bruceresti anche la Bibbia di Gutemberg per un grado in più in questo campo, capisco ma mi indigno, al limite se volete Lucjan potrebbe raccontarci del Venezuela e della vegetazione tropicale.
 
In questa notte di Natale penso all’opera di quell’uomo dalla salute così fragile, un monumento enorme dove passo passo è descritta la volontà di conoscere e comprendere gli stati d’animo più disparati, una capacità di scoprire nell’uomo più vile i gesti nobili al limite del sublime, e negli esseri più puri le reazioni più meschine.
La sua opera agisce su di noi come la vita filtrata e illuminata da una coscienza la cui precisione è infinitamente più grande della nostra, tutto è transitorio e lo splendore del singolo come di intere civiltà nasconde in sè l’origine della sua decadenza.
 
Inutile non rievocare quanto tutti noi, nella nostra condizione originaria, abbiamo bevuto fino in fondo i calici del piacere, ma quanto nel rivolgimento delle situazioni come non pensare all’effimero gusto di cenere che sapevamo ci avrebbe prima o poi aspettato ?
 
Questo purtroppo per noi è accaduto prima del previsto, prima che ritrovassimo un tempo naturale di decadenza, però l’opera di Marcel è lì e qui dentro l’ex Convento della Grazia, abbiamo ricevuto la Grazia di capire, lì dentro quel monumento, ci possiamo specchiare.a

Q: Havel havalim.


*1941 – Campo per Ufficiali polacchi prigionieri di guerra-Polonia-Ucraina occidentale. 
 
                                               
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Fine Young Cannibals: Johnny came home

Liberamente ispirato a Joseph Czapski: La morte indifferente-Proust nel gulag. ed. L’ancora. Napoli.