L’omissione può essere bontà ?

Sono arrivato tardi in pizzeria, c’erano le “mamme-chic” della classe di Attila.

Ormai la preoccupazione del fatto che non vi siano altri padri presenti è un retaggio del passato, non c’erano, come sempre…

ieri sera poi, mi hanno detto, giocava l’Inter contro una squadra cipriota.


C’erano macchine ovunque (Corso 22 marzo) e lo scooter ha richiesto una manovra da miniaturista per il parcheggio. Purtroppo non riuscita: in un passaggio angusto ho fatto cadere una bicicletta.

Fermo lo scooter, sistemo le borse dello spinning e tiro su la bicicletta:
“Cavoli ! Questa bicicletta ! Carina, bel lucchetto…certo che “babba/o” il/la proprietario/a perché non l’ha legata al palo e solo a se stessa ? “

Scendo nel caveau della Pizzeria chiacchiere varie…sono il solito cabarettista, scelgo il lato più facile, dall’altra parte c’è la “nana bastarda”, una mamma che odio, anzi si può dire odiamo, essendo un sentimento comune con mia moglie ed altre mamme meno nelle mie simpatie,
 
Di qua ci sono Antonella, Agostina, Elisabeth e Nicoletta, si ride e si scherza. Mangio la pizza.
 
Usciamo, sul presto, saluti e una mamma (se non sbaglio un direttore pubbliche relazioni di un gruppo di Grande distribuzione) si allontana e torna fra lo stupito e l’affranto: Lla mia bicicletta…! Me l’hanno rubata !”
 
“Era qui….valeva più il lucchetto della bicicletta…100 euro di lucchetto, come avranno fatto a tagliarlo ?”
 
“Certo rubano le biciclette come niente….è pazzesco poi il lavoro e dire che era in piena luce su Corso XXII marzo ! ”  
 
Ho evitato di dirle che non l’aveva legata al palo…ormai il danno l’aveva subito, perchè colpirla sull’autostima e indurla a pensare che un poco, se l’era meritato ?
 
Ho omesso e ora ce l’ha con il mondo, più che con se stessa.

Sono buono

 

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Aleksandra Mir: Aereo Gonfiabile
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Talvolta mi sento un poco l’Amelie Poulain dei poveri

SPINTA ALL’EVOLUZIONE

Il ritmo interiore, continuo, un flusso di liquido denso corre in canali infinitamente lunghi, l’animalità muscolare: un cuore.

Percorsi quotidiani, la protettiva ripetitività della noia, l’ascesa e decadenza delle esistenze attraverso lo spazio di andate e ritorni frazionato nel tempo, un quadro di stasi mentre l’universo si dilata, una caduta eccentrica.

Incontri sempre più rarefatti, qualche comunicazione più difficile, aggregazioni e riproduzioni.
L’obbligo, la normazione, un forte senso di responsabilità: l’assunzione o l’impresa.

Le piazze come luoghi di compressione e le case come luoghi di liberazione, l’antro del labirinto mutato in corridoi oscuri d’immobili borghesi, falso movimento: percorsi d’ascesi.

La carriera, la routine, le incomprensioni, i passaggi consueti e quelli mancati, la cupezza dei faretti al neon e la pressione insopportabile di “vacanze da sogno”: soffocare o un altro bicchiere di gin ?

Territori dentro la propria immaginazione, la fuga dentro sogni impossibili, da coltivare nei frammenti lasciati da una programmazione ossessiva: l’adulterio.

Qualche momento di luce, fuochi artificiali esplosi in stanze provvisorie o sorprendenti trasferte, l’arredamento non conta quando c’è l’incontro vero con qualcun altro: la polvere e la vanità.

Ritrovare la strada, lasciarsi vivere in tube, dotti, corpi cavernosi, ovaie, non solo il cuore conta ed un sorriso è una chiave di un cedimento delle fortificazioni…non ci sono state mai torri d’avorio nè le mura di Gerico con trombe divine che le facessero cadere.

Qualche volta è accaduto di avere una soddisfazione piratesca, qualche volta, a sorpresa, l’incontro con uno specchio guardarsi e scoprire una magìa: un sentimento.

La resistenza, il senso del dovere, l’istituzione, il sacramento e poi con quello che hai investito nel progetto, come si fa, sarebbe un delitto : quale il castigo !

Vociare indistinto di folla ai Negozi, capannelli di gente, due amiche dopo aver comperato la focaccia ai pargoli e aver benedetto il loro allontanarsi:

“Hai sentito ? Lei se ne andata…aveva un altro ! “
“Non le mancava niente, era così felice coi suoi figli ! Chi l’avrebbe mai detto ?”

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Sidney : Ishino ” Sculpture on the beach”