DIARIO ASTRALE DEL CAPITANO KIERKEGAARD.

Nel quadrante Qoppa della nebulosa del cigno, si osservano verso le 3 a.m. delle nottate di insonnia, la distorsione spazio temporale permette di osservare la peregrinazione collettiva delle anime dell’universo sospese nel dormiveglia.
Un moto mimetico della precessione degli equinozi è ripetuto metodicamente con uno schema di percorso a spirale sugli anelli dei pianeti gemelli Phobos e Ireneos, finchè, per forza centrifuga della rivoluzione, alcune anime, le più periferiche e fortunate vengono precipitosamente scagliate all’indietro verso i loro padroni…che raggiungono, grazie a questo, lo stato di beatitudine attraverso il sonno.
Dormite animelle belle che domani c’è frittura coi carciofi….sognate le persone delle parti, le mani, i volti…costruite le persone dei sogni e i piedi, soprattutto i piedi.
Ricordo dei piedi lunghi e stretti come quelli di scimmie, l’equilibrio non era il migliore. Quelli forati dell’amore per la madre, la base dell’occidente. Altri teneri e cicciottelli che te li saresti mangiati in un panino.


I miei sono corti e larghi avvitati su caviglie quadrate….

Gli dei ed eroi dell’antica Grecia qui riverberati nel mondo piccolo borghese, forse Tantalo è il più vicino.

Non si è a caso paradigma.

I piedi non mentono sono come le persone e le scarpe s’adeguano, talvolta martirzzandoli nel sacrificio.

Narra una famosa Storia Zen di tigri all’inseguimento di un malcapitato finito su un burrone e di com’era dolce quella fragola, prima di essere ingerito a sua volta.

Ecco invece che comincia l’estate feriale, il tempo scorrendo m’ha preso alla gola e il silenzio astioso m’ha schiacciato in serata, ma di quel bacio strappato nessuno mi toglierà il sapore…

E se non v’addormenta questo, andate a lavorare…chè io non ne ho voglia.

Chissà come finirà…

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ANDY WARHOL IN SLOVACCHIA
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Oh in Ohio
telefonate col cellulare
può far del bene

COSTRUTTO

Sono davvero sveglio ?
Devo aver dormito davvero tanto. Ricordo che ad un certo punto avevo la faccia a pezzi. Avevo realmente perso dei pezzi di faccia.
Forse un mal di denti, forse ho mangiato troppo ieri sera.
 
Ricordo un passaggio in un giardino dei guerrieri andavano in battaglia e io ero uno di loro. Siamo passati fra donne bellissime e uomini generosi, la folla era in festa e quando c’è stato lo scontro il nostro animo era festoso e abbiamo combattuto come se proseguisse il simposio.
Abbiamo vinto, credo.
Almeno questo dev’essere stato il risultato finale, perchè ricordo anche distintamente il percorso che si snodava fra deserti e cimiteri, la vanità dell’essere e la transitorietà dell’umano e lo lotta senza paura contro il nemico, avendo già vissuto la propria morte e la vittoria anche in questo caso.
 
E’ possibile essere Tito Quinto Flaminio e impregnarsi di ellenismo, entrare in contatto e scontrarsi e confondere il proprio tempo e poi rinunciare al contatto in virtù di un interesse, in ipotesi, superiore: sconfiggere la Macedonia, rendere indipendente la Grecia e asservirla ? E Quinto Cecilio Metello Macedonico colse lo stesso frutto sottomettando la Macedonia o fu un frutto diverso o tutto accadde perchè doveva accadere. Sempre che tutto sia davvero successo o che non stia svolgendosi ora.
 
E’ possibile volare, scendere e confrontarsi, trovare un’ipotesi, mischiare a lungo le proprie carni e appellarsi allo spirito di sacrificio, e rinunciare per l’impossibilità ?
Il profondo riportato in superficie, il sogno e la realtà era alta
E’ davvero impossibile cambiare strada ?
 
Il successo di Second Life, essere altri se stessi, fare la storia con piccole proiezioni di se o di ma, splendere su altre superfici, tutto il prevedibile, solo un poco meglio.
 
Le realtà molteplici, i tempi fluidi, i ricordi, lo scorrimento auspicabile non necessario.
Dall’alto verso il basso, ma un genio di Siracusa anche questo lo ricordo, aveva pur ipotizzato per qualcosa una spinta dall’alto verso il basso…e molti secoli fa, se vale solo per le triremi avvertitemi, ma allora cosa faccio nella vasca da bagno ? Perchè galleggio ?
 
Il mio volto vero era quello distrutto o questo che penso che sia stato ricostruito ? Chissà cosa ho fatto veramento e cosa ho sognato.
Sento di avere un sorriso, forse sono i miei denti, finti e non posso fare altro, forse non ho mai fatto altro ho solo unito dei mattoni, senza un fine, non sapendo se il muro c’era prima, ci sarà dopo o ci sarà mai stato.
 
Fra poco proverò, sempre che questa realtà sia questa che penso, proverò ad accendere la luce e credo vedrò.
 
Per fare tutto ciò servono, un braccio, la corrente, un interruttore, degli occhi, uno specchio, qualcosa da vedere. Speriamo sia tutto a “posto” o che queste cose si siano incontrate qui.
  
 

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O se vogliamo 
sempre di Alejandro Amenabar come regista
con Penelope Cruz come protagonista
medesima storia solo uno spagnolo,
l’altro ammerikano.
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U2 With or without you