REALTA’ ACCELERATE

Certe volte hai bisogno di una rete, qualcosa di non necessariamente kantiano….e poi perchè no, che ci vorresti mettere al posto dello spazio e del tempo ?  

Già la legge morale ci sta o non ci sta.

Percepisci che le cose possano avere un senso, una qualche legge, magari più d’una che le regga come le stelle fisse del firmamento che non sono più tali, la causa effetto ? Già va meglio namiorengekyo, può sempre servire.

Cadono cellulari, animali, scooter, respirano forse le pietre, c’è dello spirito kami in ogni cosa, se c’è in noi, potrà pure esserci ovunque, c’è la gravitazione e poi il fascino del fine dell’entropia e tutto si dilata, come un respiro, appunto.

La scusa è nuotare, una bracciata e prendi fiato, sempre che ci si nutra di aria e ci si sposti effettivamente nello spazio, che si sposta a sua volta.

E poi qualcosa o qualcuno, o chissà  quello stronzetto con le ali e l’arco o forse lo stesso Shiva, prende e accelera le nostre esistenze magari verso la morte, un tempo denso come lo zucchero filato prima di finire sui bastoncini o è il croccante ?

E non siamo nemmeno a Grenoble….e forse non siamo nemmeno atomi.

Divisibilissimi.

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Sincrotrone di Grenoble
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Il danno di Luis Malle
Qualcuno l’ha subito
qualcuno ci crede
“fantasmi in testacoda nella realtà”
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TELEMANN

Lo specchio del desiderio

Il Barone ha sentito la morte prossima e con un sorriso mi ha passato il testimone, a caro prezzo.

Ferenc voleva che lo chiamassi e intanto mi scuciva franchi su franchi…sapeva il fatto suo.

Ne aveva viste tante il Barone Hatvany, era sfuggito ai nazisti, ai sovietici, aveva trattato con tutti  e sfuggito a tutti.

Aveva salvato i soldi, la vita e opere d’arte, anche quella più segreta e degenerata.

Raccontava che teneva la tela dietro un pannello e non la mostrava a nessuno, immagino che riflettesse sulla fondatezza di quel quadro e di quel titolo e in mezzo a quelle tragedie se la ridesse, se la ridesse alla grande.

Volevo tenerlo come test in studio, ma sarebbe stato troppo devastante per alcuni e forse poco serio per il mio prestigio di psicanalista.

Eppure quel monte di Venere, quella vulva rosa, un motore immobile, una spiegazione per tutto la madre, il desiderio, l’origine, l’Origine del Mondo.

Già vedo i miei amici più cari, abituati come me a disquisire dottamente degli argomenti più vari…

Marguerite, Claude, Dora, venite…non guarderò il quadro di Courbet, quando ve lo mostrerò, io vedrò, mentre ve lo mostro, dentro voi, lo stupore e il desiderio nei vostri occhi più nudi che mai.

Jacques Lacan-Ultimo privato a possedere L’Origine del Mondo.

 

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