NON HO TEMPO DA PERDERE

Confessa che hai fatto tutto questo ultimo exploit, per evitare che si fosse un centone della Madame Bovary, perchè non si sprofondasse nella routine piccolo borghese della trombatina terapeutica, delle scopatine rubate e tristi, dell’attimo fuggente e dei vestiti ben piegati per tornare alla rispettabilità.

Confessa che nel tuo idealismo originario hai sempre sognato oltre un vigoroso e maschio principe azzurro, non tanto con i quarti di nobiltà, ma con possente spinta nelle reni, un sentimento forte da forgiare e temprare.

Confessa che hai elaborato un piano, una strategia che come una katana di samurai, costruisse strato dopo strato l’acciaio, lama adamantina di purezza ineguagliabile e trascurando il motto di “in amor vince chi fugge” tu abbia deciso invece che acuire il desiderio fuggendo (che banalità), concederti e lasciar tastare il filone d’oro o di diamante che si poteva seguire, scavando.

Ogni scaglia d’acciaio a formare una testuggine, ognuna infissa sulla pelle, nella carne con sorriso di sangue, grata del dolore inflitto.

Poi sapientemente, all’uso che raccontavano dei Parti, scagli frecce contro gl’inseguitori,ché certo se non ti s’insegue si è finocchi o cretini o Dioniso rende empio il pigro malcapitato, perché vuole che le Baccanti lo sbranino.

Ed ogni fuga è un caduto ed ogni caduta, il desiderio è più puro.

Ebbene se questo è un esperimento, sta riuscendo, sento l’altoforno che mi brucia e una colata che s’arroventa, batti, batti.

Confessa il tuo intento di perfezione temprata e i tuoi occhi brilleranno per la riuscita dell’esperimento.  

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Vishwa Hindu Parishad
gruppi di “autodifesa” estremista hindu
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Onora il padre e la madre di Sidney Lumet (2007)

Persi i valori

Scivolate progressive

Pochezza umana

Durata:  L’immanenza dell’esito annulla il tempo, la condanna è sospesa sulle loro teste, ma non è predestinazione, solo qualità, difetti, premesse della catastrofe.

Giudizio: Tante le variabili dell’animo, tanti gli sviluppi dell’agire con cause anticipate ed effetti nei decenni successivi.  Alcuni sbagli si pagano e in questo specchio si riflettono.

Bello e terribile.

Il Titolo originale è  “ Before the Devil Knows You’re Dead…”,

Un augurio sinistro:

Spera solo di «arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che sei morto».

Trenta minuti di potenziale  felicità, prima del castigo eterno…e nemmeno quella si sa godere !


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Lenny Kravitz : It is time of a love revolution

 

 

 

ORBITE EVOLUZIONISTICHE

Una libbra di carne fresca è un concentrato d’energia.

Il disfacimento che lo sovrasta è nella natura della vita, ma può trasformarsi ancora in carne e sangue e rimandare all’immagine dell’universo cui è stata strappata.

Una libbra di carta è qualcosa di indefinito e  le cause e gli effetti della sua esistenza possono essere imprevedibili.

La pergamena rimanda alla natura di entrambe le cose citate.

Tre libri di pergamena, erano incardinati in sale che si susseguivano all’interno del maggiore nel complesso di templi circolari posti sulla riva del fiume.

Ogni grosso rotolo girava al vertice superiore su una volta stellata dipinta sul soffitto, mentre quello inferiore, incapsulato d’argento per reggere il peso, poggiava su un comodo incavo, dalla forma rotonda che s’allungava stringendosi in due estremità, una matrice, uno yoni.

Prima era stata in fuga, poi mentre i nemici, la storia e l’ansia l’abbandonavano era arrivata vagando ai templi.

I primi giorni aveva soltanto goduto del posto coperto e poi si era avventurata all’interno, anche le emozioni l’avevano in gran parte lasciata.

Sentiva il posto suo e vi si installò, presto gli abitanti del villaggio più vicino cominciarono a lasciarle qualche frutto della terra..

Il primo libro che incontrò la sorprese e sulle prime non riuscì ad avvicinarsi.

Toccandolo sentì una lieve scottatura, ma irradiava una luce calda e decise di riprovare, erano piccole le lettere ed un bastoncino che terminava come una piccola mano aiutava a seguire lo scritto.

La concentrazione intensa le impedì di sentire che un vento, un soffio chissà da dove scaturito l’accarezzava, l’intera sua figura sentiva di esistere, il fresco inturgidiva i capezzoli ed ogni suo pelo veniva cullato da una guaina avvolgente.

Proseguì per tutta la notte, si bastò da sola, felice.ed all’alba s’addormentò tranquilla e si svegliò sorridendo.

Il secondo libro era in una stanza meno misteriosa, una luce entrava densa dall’alto ed irradiava proprio la pergamena dandole il colore dell’oro,

Il rotolo si poteva toccare e leggere ad occhi aperti, e mentre  si svolgeva il sangue le pulsava forte ed in alcuni passaggi, sentì più volte il bisogno di passare le mani sul suo corpo, controllo, contatto, sfogo della tensione, era così intenso il coinvolgimento che si scordava fossero sue, sentiva bisogno di un uomo, di un maschio.

Il sorriso del giorno successivo era radioso.

L’equilibrio che aveva trovato era migliore di quello che avesse mai avuto, unico pensiero era quale potesse essere la prossima sorpresa e se ve ne fosse una.

Questo un poco la turbava.

La stanza successiva lievemente più in basso si caratterizzava per un tepore fluido progressivo, il calore aumentava ed il libro magneticamente l’attirava a sé.

Parti più grandi del suo corpo dovevano, dovevano necessariamente entrare in contatto con quella pergamena, nuda si spalmava contraendosi aritmicamente sulle parole e le sentiva, leggeva col corpo ad occhi chiusi.

Sentiva bisogno di un dio, un dio vicino non necessariamente umano, ma funzionale quanto basta per essere possederla ed in qualche modo, nell’estasi di completa natura animale da baccante, l’incontro ci fu.

Il giorno successivo scese altri gradini e trovò una stanza vuota.

Sul principio si disperò, poi capì che anche lei era un libro, scritta da altri, ma pronta a prendere una vita diversa, ogni giorno, a seconda di chi viene a leggere.

 

E combattendo alla maniera dei Parti Arsacidi scagliano con perizia dardi fuggendo.

 

Buona Pasqua.

 

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Meycauayan, nord di Manila: Si assembla un gioiello
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                                                  Gloria di John Cassavetes (USA 1980)

Grossi problemi.

altro che nodo gordiano,

spara allora !

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  Ivo Pogorelich -Domenico Scarlatti- Sonaten -11 -K. 450