UGUALE

Si dice essere venduti per un pugno di lenticchie, ma io sono stato venduto per qualcosa di più.

Un quintale di grano era la vita per la famiglia per un anno o più, un anno della mia vita di bambino di nove anni…

Un pugno, uno dei tanti pugni ricevuti, da ferragosto scorso, quando sul Sagrato del Duomo di Castelpoto, hanno alzato le braccia se avevo abbastanza forza, hanno aperto la bocca per vedere se avevo i denti buoni, chè il mal di denti non uccide, meglio i dolori che ammazzano, ma indebolisce e rende pazzi.

 

Il freddo, i pochi stracci che mi coprono niente, la fame.

Ogni volta il padrone mio e delle pecore, mi menava, una bastonata una piccola mancanza, quando si arrivava ai cazzotti era perché s’era arrabbiato veramente.

Il contratto era che mi dava il pane e poi mi chiedeva brusco: “ Va bene così o è troppo ?”

A me non è mai sembrato troppo, le noci quando c’erano, le more, le cose che trovavo, qualche volta nei giorni di festa mi dava un paio di pomodori.

Sei uguale alle bestie mi diceva, ti si deve trattare col bastone, sennò ti scordi e le parole non hanno senso, ingrato peggio delle pecore; aveva bevuto e rideva forte i segni del bastone li ricordo, li ricorda la mia schiena.

L’inverno però era duro e più del padrone era peggio suo fratello, a sua volta padrone di metà della terra e del gregge e la cipolla era lì, era l’oro sotto il sole di dicembre, un calore promesso al mio stomaco, un’anima in aiuto alla mia disperazione.

E’ nello stipo prima dell’ovile, era nello stipo prima dell’entrata dell’ovile, due giorni di crampi, due giorni che pensavo solo a lei a quella cipolla; in fondo è solo una piccola cipolla, non se ne sarebbe neppure accorto, mi dicevo, non se ne accorgerà e mi durerà e mi scalderà.

L’ho presa, è un tesoro che prima ho tenuto vicino al petto, già mangiata in cuor mio, ma ho aspettato la sera.

La comunione del corpo di Cristo non poteva essere cibo più spirituale, quella cipolla era l’unica ragione d’essere, di vivere e di morire.

Il giorno dopo, il padrone è arrivato, ha guardato e ha cominicato a girare con un sorrisetto per i cespugli, puntandoli con il bastone.

Lo scrutavo da lontano e non capivo cosa cercasse, poi ho cominciato ad avere paura con un cieco timore, poi quando trovò quel che voleva, urlò e seppi cosa voleva .

Il diavolo, una furia mi investì i primi colpi col bastone con cui aveva frugato fra la mia merda, quella in cui aveva trovato le bucce di cipolla, la sua cipolla, come era suo tutto lì attorno.

Troppa la civiltà per usare il bastone, , i pugni, i pugni sulla testa,  quanti cazzotti, una processione di botte, il sangue mi usciva da ogni poro.

Quella notte decisi e fuggii, non avevo più padrone, non avevo famiglia, non avevo futuro, era il 1942. 

Il tempo è passato e tutto è finito, ma l’inciviltà in Italia ha dato frutti recenti e rigogliosi.

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E’ per quello che al Partito mi hanno detto, molti anni dopo a Benevento,  che veniamo chiamato Valani o Gualani, da “aequalis”;  non perchè siamo uguali alle bestie, ma perché venivamo venduti alla pari, un baratto come una cosa con un’altra cosa.

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Plebi sfruttate
la violenza dei sogni,
muoino i poveri.

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Back in black-ACDC

Una meravigliosa storia d’amore.

 

La mia recitazione non è mai stata un granché, la voce monotona, nasale, forse negli eccessi un po’ chioccia.

Mr. Morf era un cane, non un cane da grembo o da salotto, era un cane da circo di quelli che stanno tutti il giorno sopra il filo teso alto sulle nostre teste, sotto il tendone.

Ma Charlize scalpita ancora non legge, sbircia, ma ascolta guarda le immagini e interagisce, vuole una sua storia e vuole queste.

Tutti nel Circo avevano qualcuno, le foche giocoliere, gli Orsi bianchi e le schiamazzanti scimmie, solo Mr. Morf era solo. La mia recitazione non è mai stata un granché, la voce monotona, nasale, forse, negli eccessi, un po’ chioccia.

Mr. Morf era un cane, non un cane da grembo o da salotto, era un cane da circo di quelli che stanno tutti il giorno sopra il filo teso alto sulle nostre teste, sotto il tendone.

Ma Charlize scalpita, ancora non legge, sbircia, ma ascolta guarda le immagini e interagisce, vuole una sua storia e vuole questo libro, l’ha scelto e mi ha detto di leggerlo

Tutti nel Circo avevano qualcuno, le foche giocoliere, gli Orsi bianchi e le schiamazzanti scimmie, solo Mr. Morf era solo e un giorno preso da tristezza salutò tutti perchè andava a cercare qualcuno da amare.

Così lo leggo e viste le recenti esperienze di “insegnamento” con Attila, faccio speciale attenzione alla punteggiatura; non c’è fretta, non devo arrivare necessariamente in fondo, so già come va a finire.

Mr. Morf camminava sui tetti e per prime incontrò le rondini, stupitissime di trovare un cane a quell’altezza. Alla più carina fra esse Mr. Morf disse se voleva diventare sua amica. Ella gli rispose che era simpatico, ma che putroppo doveva partire lo stesso giorno con le sue sorelle per un viaggio lunghissimo…

Che valore ha una virgola ? Quanto fiato ? Quanto tempo aspettare ? E due punti ? Punto e virgola e punto esclamativo ? Centesimi, secondi interi e prima di tuffarsi a scorrere le righe, una caduta libera, l’ultima aria inspirata.

Mr. Morf  proseguì speranzoso e incontrò una gatta sul tetto.Era bella le chiese se volevano diventare amici e lei lo scacciò: “Siamo fatti per essere nemici, vattene !”

Una pretesa assurda altro che essere antirazzisti il cane e la gatta, sempre perversi questi autori delle fiabe. Chissà dove va a parare, fra un po’. Un’altra pagina, anzi due, in una delle due devo interpretare, leggere, via.

Mr. Morf  incontrò una scrofa immersa in una pozza di fango. “Ho qui una fetta di torta, esci di lì e vieni a mangiarla, diventiamo amici ! “  E la scrofa rispose: “La torta è una buona idea, ma vieni tu qui dentro che ci si diverte !”

Ma Mr.Morf aveva orrore di quello sporco e  sconsolato se ne andò altrove

Oddio, una bella maiala…qui qualche strappo si può fare, anche lui è un signorino, prima trova la scrofa e poi, scarta il grasso, poi ci si lamenta che si resta zitelli.

Sono in dirittura d’arrivo, un’altra vasca, basta alternare le braccia e lasciar andare di gambe, non farsi prendere dall’ansia, mantenere l’alternanza armonica inspirazione espirazione.

. Mr. Morf  torno’al Circo sconsolato. Era destino che invecchiasse da solo, se adesso nel suo massimo splendore nessuno voleva far coppia con lui, cosa sarebbe accaduto da vecchio ?

Gli occhi di Charlize chiedono la soluzione positiva, mica posso far finire Mr. Morf sotto un camion, finirà bene, ma meglio che sta parte la faccio breve.

. Mr. Morf  era tornato da un paio di giorni e non aveva neppure più le lacrime per piangere la sua inguaribile solitudine, quando improvvisamente cominciò a ridere. Vennero dottori alla fine del primo giorno e i maggiori esperti il secondo, finchè una delle scimmie giocoliere disse: “Questo cane è andato per strada e ha preso una pulce !”.

E tocca pure ammiccare ilari ! Mica puoi dire “bleah, che schifo ha preso una pulce”, oppure “si sa cosa porta la pulce…il tifo petecchiale !”, no la pulce provoca prurito e gioia.

Mr. Morf  era al settimo cielo,  guardò la sua pulce e  le chiese “come ti chiami ?”

“Adelina”

e poi “Vuoi passare con me tutta la vita ?”

e lei “ Con vero piacere !”

L’ultima aria insufflata nei polmoni, come se ci si dovesse riempire di nuovo, svuotati perché si è raccontato qualcosa, se si recita bene, si trasmettono delle sensazioni e magari dei sentimenti, quelli di una meravigliosa storia d’amore.

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TUFFO SINCRONIZZATO-PECHINO
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LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA

Cat on a Hot Tin Roof di Richard Brooks 1958

Altro che recitazione, passioni e perversioni.

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NAT KING COLE : Quizas, quizas, quizas (In the mood for love sountrack)