Idillio proiettivo arcadico

Idillio proiettivo arcadico

La giornata ormai alla fine.
I pastori
tornano al loro piccolo villaggio, insetti di leggera fluorescenza irradiano nella notte eccentriche luminosità, alternative ai poveri focolai che costituiscono il fiero e misero rifugio di tutte le loro vite; la luna si sostituisce morbidamente al sole nell’illuminare la strada..
Famiglie solide, la conoscenza di tutti e poter contare anche perché saldati da legami di parentela sui propri vicini, di volta in volta, amici, compagni in guerra…persone di cui fidarsi in eterno, un nucleo unito e laborioso.
La semplice vita nei campi, talvolta la poesia della caccia ed il contatto con la madre terra, legata a filo indissolubile da reciproco rispetto.
La società di natura, non più solo
animalità e senza i guasti delle civilizzazioni e delle storture successive.
Tutto secondo giustizia per i bisogni fra il socialismo utopico e l’aristocrazia nel suo senso più vero e puro.
Le donne, lo
sguardo illuminato della riconoscenza per il cibo portato ed il rispetto alle loro attività di riproduzione e produzione, colonne più degli stessi steccati o mura di fango che segnano questi paesi pieni di felicità primarie.

E’ l’idea che abbiamo della natura che esce fuori ad ogni picnic, ad ogni salto all’agriturismo ed al momento di prenotare viaggi lontani, un po’ georgica, un po’ bucolica, ma soprattutto mai esisista.

La realtà della natura e crudele ed i   villaggi non si espandono in città fin quando c’è una bassa età media, causata soprattutto da un’alta mortalità infantile. Altro che  età dell’ oro.…ci raccontiamo delle favole.

LEGGEREZZA DELL'ESSERE Alcuni «pupazzi» a forma di esseri umani realizzati con materiali ultra leggeri galleggiano nell'aria. Una creazione dell'artista Yasuhiro Suzuki per la mostra "Senseware", a Tokyo (Afp)

LEGGEREZZA DELL’ESSERE Alcuni «pupazzi» a forma di esseri umani realizzati con materiali ultra leggeri galleggiano nell’aria. Una creazione dell’artista Yasuhiro Suzuki per la mostra “Senseware”, a Tokyo (Afp)

IV PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

La coscia un po’ corta ma tornita e soda…
ci credo, a furia di trascinarsi quella borsa della palestra chicmilanese, gonfia, sempre, ogni giorno, estateautunnoinvernoeprimavera su quella bicicletta cigolante che credevo riuscisse a spingere anche sul garage.
E quel neo, grosso, forse da Cindy Crawford dei poveri, che le segna il volto un po’ fanciullesco; gli occhiali che fanno intellettuale non guastano, forse fa la professoressa. Non so darle un’età…però cosa penserà. 
Quello lì, sempre indaffarato, sicuramente casinaro, quei capelli neri e quell’aria da svanito nel vento, sarà perlomeno un architetto, no qualcosa di più artistico, magari vorrebbe, ma non se lo è concesso. Grande e grosso da stropicciare come piace a me. L’avessi incontrato in qualche altra occasione. Però mi sorride…e mi guarda chissà se gli interesso.
Ci diamo del lei, come conferenzieri vittoriani, una porta, un’attesa all’ascensore, si susseguono i mesi. 
I saluti di Natale ed arriva la primavera.
Un primo scherzo, un secondo è già l’inizio di un flirt e le settimane di incontri mancati;
Si passa al tu– “non credo che sia una professoressa”, “non credo sia un artista” – senza soluzione di continuità da un contatto fortuito e dalla mano appena stretta (ma ci siamo davvero presentati), ci s’aggrappa l’un l’altro e l’abbraccio diventa amplesso.
Seguono le luci fredde del sotterraneo ed i buio a ritroso lascia dimenticare la funzionalità edificativa del proprio antro privato occupato da freddo metallo, ci trasciniamo nella penombra.
Il garage è la costruzione degli ingegneri e la sua architettura è strutturata su carichi e perpendicolarità; 
le geometrie non euclidee e le curve ardite di spinte e controspinte nostro dovere del futuro prossimo, ansimando sommessi, mentre si cerca la pelle sotto i vestiti. 
Le tracce del nostro percorso inchiodato dalla vicinanza, i piedi segno un ballo nella polvere, un tango strettissimo,
l’impronta delle mani, il palmo aperto impiantato sul cofano il callore irradiato dal corpo ritmicamente scosso dalla passione del momento. 
Un unico dubbio, se la carrozzeria dell’automobile aiuta durante il coito nella ricerca del piacere,  questo è semplicemente ergonomico oppure si può definire orgasmodinamico ?
OPERA D'ARTE VIVENTE Danzatori filippini eseguono una performance su un'installazione creata per la giornata della Terra (Joseph Agcaoili/Reuters)

                                     Filippine:  Giornata della Terra – performance su installazione

p.s. Lo so il quarto principio della Termodinamica non esiste, anzi questo racconto risponde decisamente al primo, però…