Un poco, solo un poco (GIORNATA DELLA MEMORIA)

Un poco, solo un poco.
Djerba.
Finalmente, dopo tante letture e la visita di paesi europei, ho attraversato il Mediterraneo verso Sud .
Oddio… non è una storia da Indiana Jones andare col tour operator, in gennaio, in Tunisia con la fidanzata. L'avventura non dovrebbe andare oltre la scelta del menu la sera e poco altro.
Qualche gita fuori porta, giusto per non perdere l'occasione per testare la sella dell'ultimo modello di calessino o scattare la foto di rito con i cammelli.
Un giro dell'isola, in cui a metà percorso veniamo lasciati a terra (perché in ritardo)dall'autobus di villeggianti benpensanti , il primo guizzo risolutivo di Costanza ,che ferma una coppia spagnola (lui "abogado" a Barcellona) provvista di auto a noleggio, il che ci permette di visitare come merita la Sinagoga più antica dell'Africa, la bianca El Ghriba, la "meravigliosa", la "straniera".
Della fiorente comunità ebraica e' rimasto ben poco, vecchi e poco altro: i vari nazionalismi, il sospetto forse fondato di come, in quanto commercianti e borghesi, gli ebrei flirtassero con il governo coloniale, ha svuotato delle migliori energie anche questa comunità un po' ai margini della grande storia. Ma le testimonianze restano e visto che, fra i paesi del Maghreb, la Tunisia ha conosciuto meno violenza di altri, ci sono ancora delle famiglie di praticanti.
Vista la brillante esperienza "organizzata" decidiamo di andare da soli in visita ad Houmt Souk , la città principale dell'isola ; il Bazar, le spezie chiamano una nostra nuova immersione, per quanto effimera, nelle bellezze del paese.
La pesantezza dei tappeti, le gallerie stipate di merci, le contrattazioni alla morte per piccoli oggetti, io spettatore ammirato della tenacia di Costanza nel mercanteggiare, gli angoli semibui, poi una piccola piazzetta luminosa e un'argenteria che mi attrae dalla vetrina. Entro per primo, magnetizzato, il negoziante ha una kippah nera un po' stinta, mi mostra gli oggetti, alcuni di artigianato berbero, martellati e magnificamente grezzi , altri più lavorati propri di feste e ritualità del popolo eletto.
Contemplo e tocco manine per leggere la Torah, Stelle di David, luci del Sabato, lavamani e bicchieri, mezzuzzà.
Una piccola menorah mi affascina particolarmente.
L'argentiere la mostra sapientemente, il pezzo, è costruito proprio nella particolare tradizione di Djerba per la festa di Channukkah, la festa delle luci.
Celebre il piccolo miracolo connesso alla riconsacrazione del Tempio di Salomone:essendo rimasto l'olio sufficiente per un solo giorno d'accensione di una lampada, un'ampolla permise otto giorni di luce e di devozione …
I particolari storici si confondono nelle nebbie del tempo e ancor più nella mitizzazione delle narrazioni più antiche… resta l'attesa dell'accensione progressiva delle luci del candelabro.
Il dialogo continua a lungo, la passione mi spinge più di quanto possa permettermi il mio scarso francese…. mentre siamo immersi questa conversazione il mio interlocutore alza un poco la testa, mi guarda, cerca conferme, pronuncia una domanda retorica:
"Vous etes juif ?"
Io sorpreso :
"No… oui, un petit peau "

Nell'antica Terra dei Lotofagi, non dimentico…e quello che non può il sangue, può il sentimento


PICCOLI SORBI Bambini sorbi a Panschwitz. I sorbi sono una minoranza di lingua slava che vive in Germania presso il confine con la Polonia. Questi bambini sono vestiti con i tradizionali abiti di matrimonio per la cerimonia dello «sposalizio degli uccelli», quando i volatili ringraziano gli esseri umani per averli nutriti durante l'inverno e ricambiano portando dolci e caramelle ai bambini (Matthias Rietschel/Ap)
PICCOLI SORBI Bambini sorbi a Panschwitz. . 
Cerimonia dello «sposalizio degli uccelli», quando i volatili ringraziano gli esseri umani per averli nutriti durante l'inverno e ricambiano portando dolci e caramelle ai bambini.

MARKUS WOLF

Le mani nella marmellata. Non mi era mai piaciuta l'idea e non mi avevano mai pescato. Non sapevo se era la mia natura o se era un carattere acquisito col tempo. Certo l'avevo coltivato e poi, la marmellata non mi era mai piaciuta molto. Quando l'adolescenza mi aveva preso e dal senso propiro si era passati alla molteplicità dei potenziali significati, avevo scoperto che era così difficile vivere che per ogni errore, ogni deviazione era meglio avere nessun o pochi testimoni. Pochi potevano capire ed era meglio che le informazioni fossero filtrate anche ai parenti. I sentimenti poi potevano essere sbattuti sulla superfice, irrisi, delusi da altri e far strada alla pietà, al vilipendio delle persone ed allora era meglio che rimanessero nella nebbia… Ho sempre nascosto molto, persino a me stesso e qualche volta chiudevo con la serratura, dopo aver combinato qualcosa anche minimo, nel cassetto del mio sorriso. Qualche volta ipotizzavo possibilità di trasgredire, lo commettevo e poi mi spostavo e mi ricostruivo un passato diverso. Non ho mai dovuto dare spiegazioni, meglio ne ho date molte preventive, descrittive e chiarificatrici, ma per lo più inventate, infondate, fantastiche. Le azioni peggiori, però sono state portate a termine quando io ero formalmente presente eppure trasparente od apparentemente impegnato in altre faccende. La tua presenza è una frana. Certe volte affiori come spuntata dal suolo, non era lì che dovevo incontrarti e soprattutto non durante quel giro. C'è forse bisogno di camminare vicini ? Toccarsi la mano ? Abbiamo quattordici anni ? Il caso può tenerci a distanza di sicurezza, tre o quattro metri; l'altro lato della strada, forse sarebbe meglio, ma mi rendo conto, che vuoi anche parlare. Mi mandi dei messaggi sbagliati. Non puoi scrivere degli sms con "E' difficile non pensarti " oppure "Ho voglia di vederti", non puoi usare i "MODELLI " ? Se una ti pensa e non può vederti può lanciare un asettico "sono in riunione", capirei, oppure "la riunione è alle….", nessuno che lo vedesse penserebbe all'adulterio e la comunicazione fra noi sarebbe salva. Adesso mi stai chiamando, qualcuno mi ascolta ed io non voglio e non posso farmi sentire…un'idea un ricordo di una precedente situazione, ah, forse una canzone: "Buonasera dottore…"
LOTTATORI BULGARI  Il ministro degli Esteri giapponese Taro Aso in posa con i lottatori di sumo bulgari durante una cerimonia a Sofa (Ansa)
SOFIA: Lottatori bulgari – Ministro Giapponese