VITTIMA

 

E nemmeno mi conosci ancora.
Prima sono stato un fiore di ciliegio tremulo dietro un paravento, un'ossequiosa geisha, distante, ma obbediente fino all'annullamento del sè, una maschera bianca, sessuata.
Forse legato ad un albero, contempleresti la mia estasi mistica, trafitto al sole da decine di frecce, mentre nel colmo della sofferenza godo della prossimità con un Dio invisibile. 
Ma il fisico m'impone la distanza da San Sebastiano, dacchè nell'iconografia rientra la mia maggior somiglianza al Battista.
Mi s'addice la pena somministata ai giganti barbuti. Ho sbagliato, troppa la mia superbia nell'immaginare una fine in piena luce impietosa dopo la sconfitta..
Quando m'avrai preso e gettato nudo avvinto in catene nel carcere Mamertino della tua coscienza maligna ed il buio penetrerà nel terrore a chiamarmi il destino ineluttabile, spenta la gloria, sarai finalmente felice ? 
E la gorgone manifesta nel tuo sguardo impietrisce ogni mio movimento.

UN POZZO DI CULTURA Una donna si affaccia da una specie di oblò all'interno di un tunnel costruito con i libri. Si tratta di una delle attrazioni  alla mostra  «Diversity of Taiwan» organizzata dal governo di Taipei (Afp)

Rido comprendomi la ghiera dei denti
Nato dall'incontro-scontro di un test di Notimetolose.

Nato dall'incontro-scontro di un test di Notimetolose.

AMARCORD

La grande nevicata, il passaggio del Rex, quelle ur-donne e quegli uomini che stavano crescendo.
Dalla fine del risorgimento e dai disastri che si sommavano si volevano costruire gli italiani ed una piccola Italia, un'Italietta…
E quella koinè trascurata, caratterizzata dal ricordo di famiglie illuminate ma forti fino alla crudeltà, i Malatesta ed i Montefeltro, i Della Rovere. 
Tanta pragmaticità e tanti eccessi in un fiume di ricordi multicolori e l'immaginazione che galoppava a briglia sciolta nell'alveo familiare della lanterna magica. 
Un poco nella mia percezione di bambino, pareva troppo, eppure nella luce soffusa della rappresentazione il racconto era incardinato sul vero.
Fu l'ultimo film che vidi al cinema accompagnato da mia nonna.
Era dell' otto, piccola e di poche parole, si lasciò andare al lapidario commento:
"Ho vissuto a Bologna e dopo anche a Rimini, era così bella si stava davvero bene – me la ricordo"
Vado da quelle parti per qualche settimana.
     
p.s. La variante dell'Ersilia è "M'l arcord", ci sono meno di 100 km di differenza.