Si insegna la solitudine ?

Sta arrivando la fine del mondo ? La neve, se si è ben coperti, genera gioia. Nessuno sa se durerà (almeno nel nostro clima temperato continentale), ma tutti, specialmente i bimbi possono cogliere l'attimo. 
L'effimero concepisce facilmente comprimendo una manciata di neve e tirando la palla. Un impegno morale ed educativo fissava fermamente il dovere.
Dovevo indossare l'abbigliamento da montagna, convincere l'erede, "giovane teppistello" (6 anni Attiluccio) e portarlo a rotolarsi, rotolare cose o persone e creare pupazzi e battaglie invernali.

A forza di film della Walt Disney i bimbi sognano la nevicata in stile finlandese anche in luoghi più soleggiati di questo, figuriamoci quando comincia a fioccare a più non posso.

Un contatto telefonico, veloce, con una mamma simpatica, il figlio, Tamerlanello , un altro della "banda dei quattro", l'incontro nel parco della Palazzina Liberty con la neve fino alla gamba. 
Ricordo che da giovanetto, molto meno attrezzato uscivo alle tre od alle quattro e rientravo senza un centimetro di tessuto asciutto, continuavo fino a che i guanti erano zuppi ed ancora un pò a mani nude.

Milano centro, è piena di bimbi che vanno in settimana bianca, come istituzione e legge morale, e dai 20 ai 40 centimetri dovrebbero esserci più impronte di "moon boot" che zampette di passerotti. 
Invece "gli eschimesi per un giorno" sono pochi, meno di quanto faccia temere il calo demografico e della classe dell'asilo sono solo in due. 
Attiluccio e Tamerlanello non si perdono d'animo e quello che non fanno tirando e tirandosi le palle di neve, rimediano rivoltandosi per terra e cadendo a bella posta.
Porto Sveva (la figlia belle-noiseuse 3 anni) a casa in braccio, non se la sente, è troppo freddo per lei (ed è così out), poi raggiungo i pargoli in un altro giardino in una zona residenziale vicina, partecipo anch'io alla cerimonia dell'inzuppamento.
I fanciulli ridono felici ed il cuore si apre sentendo di aver fatto una 'cosa giusta'.
Passa una signora algida ed altera, nella penombra appare belloccia, sottile nei suoi vestiti scuri, semisportivi, ma perfetti anche in questl'occasione; a breve distanza le trotterella un bimbetto, fra i sei e gli otto anni, coevo delle "bestie" che sto pascolando. 
Guarda il gruppetto, interessata. Il suo accompagnatore ci sfiora, aggiogato alla superiore autorità della madre.
Verrebbe da invitarlo a giocare. Poi penso al "bon ton" , al fatto che parrebbe una mossa da "cucco" (l'altra mamma è andata a portare a casa il cane infreddolito) e desisto, magari hanno da fare, una nonna da andare a trovare od altro…passano oltre.
Ritornano dopo una mezz'ora, forse un'ora. Ormai siamo stanchi, è da un pezzo passata l'ora in cui un padre premuroso avrebbe portato a casa le persone a lui affidate.
La coppia chic è ancora sotto il portone, probabilmente il loro, condominio di lusso, non sono rientrati in casa.
La madre fuma una sigaretta appoggiata all'edificio.
Il figlio forma delle palle di neve, poi, le tira sul parabrezza di un auto, qualche volta, frammenti di ghiaccio lo colpiscono di ritorno.